Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Istituzioni

Riforma della Seconda parte della Costituzione

di Riccardo Citta

Il nostro sistema istituzionale vive una condizione di sostanziale immobilismo. Il quadro delineato dalla Seconda parte della Costituzione ricalca il compromesso raggiunto in Assemblea costituente da partiti ideologicamente distanti, ma uniti dall'esigenza di dotare la neonata Repubblica di un assetto istituzionale in grado di assicurare la democrazia e il pluralismo. Tuttavia, nel corso dei quasi ottant'anni di vigenza della nostra Carta, sono mancate riforme complessive del quadro istituzionale, in grado di avvicinarlo alle esigenze della contemporaneità, con l'unica eccezione della riforma del Titolo V. Tale immobilismo ha portato a determinare un sempre più marcato distacco tra il testo della Carta e la prassi: si sono affermati, infatti, fenomeni quali l'abuso della decretazione d'urgenza da parte del Governo, così come l'utilizzo costante della questione di fiducia. Questi sono evidenti esempi di come i rapporti di forza tra Governo e Parlamento siano assolutamente sbilanciati a favore del primo. D'altra parte, risulta evidente come, a fronte di un contesto geopolitico, sociale e culturale che incede con rapidità, le istituzioni debbano essere in grado di fornire risposte celeri, che solo il Governo, nell'attuale disegno costituzionale, è in grado di fornire. Sotto un altro punto di vista, il problema maggiormente evidente rimane comunque l'instabilità dei Governi, che ha notevoli ripercussioni sull'attrattività del Paese verso l'impresa e gli investimenti. Com'è noto, le iniziative di riforma costituzionale non sono mancate. Sono però pervenute, per i motivi più svariati, all'esito comune del fallimento. La vittoria del No al referendum sulla separazione delle carriere ha testimoniato in modo evidente i limiti di progetti di riforma che non siano sostenuti da un consenso parlamentare ampio. In questo contesto che evidenzia una sempre maggiore tendenza al conservatorismo costituzionale, causato dall'inevitabile politicizzazione dei referendum confermativi, è necessario che l'obiettivo di riforma della Costituzione venga perseguito in Parlamento, con il raggiungimento della maggioranza dei due terzi necessaria per pervenire alla modifica del testo, senza ricorrere all'esito referendario.

RiformaCostituzioneAssemblea
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5 mesi fa
Salute

LEA Psicologici e Psicologo di Base: Riforma strutturale della salute mentale territoriale e superamento dei Bonus.

di Annalisa Troiano

Introduzione all'emergenza - L'epidemia silenziosa del disagio giovanile (ansia, depressione, disturbi alimentari, isolamento). I dati drammatici sul bullismo e cyberbullismo (dati UNICEF e SIP: un terzo degli studenti colpito). - L'insufficienza delle misure temporanee e assistenziali (il limite dei fondi del Bonus Psicologo INPS). La base costituzionale e il diritto negato Analisi dell'Articolo 32 della Costituzione (il diritto alla salute). - La salute mentale intesa non come prestazione straordinaria, ma come servizio pubblico essenziale e universale. Le criticità del sistema attuale / Come funziona oggi - L'imbuto burocratico: Il meccanismo della ricetta dematerializzata e il blocco del CUP. - Le liste d'attesa: I mesi di ritardo nei distretti e nei Consultori quando la tempestività sarebbe vitale. - La barriera economica: Il costo del ticket sanitario ordinario (20-40 euro) che pesa sulle famiglie. - La frammentazione della cura: Il limite dei pochi colloqui erogati (es. 8 incontri) e l'inevitabile reindirizzamento forzato verso il settore privato per mancanza di personale pubblico. Il divario regionale e il quadro normativo attuale - L'Italia a due velocità: le Regioni virtuose che hanno sperimentato lo psicologo di base (Campania, Lombardia, Toscana) contro le Regioni ferme. - Il paradosso del Nuovo Piano Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030: la figura è introdotta formalmente, ma mancano i decreti attuativi e le coperture.

DisagioGiovaniPsicologo
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5 mesi fa
Economia

Riforma fiscale art.54 comma 6-bis TUIR, penalizzante famiglie di professionisti e lavoratori autonomi

di Francesco Vicenzo

Necessità di intervenire quanto prima per risolvere un’anomalia normativa che penalizza ingiustamente la famiglia, in particolare molte famiglie italiane che fanno parte del tessuto produttivo sano e trainante del Paese: sono le famiglie dei liberi professionisti e lavoratori autonomi, oltre che degli artisti, i quali, ai sensi dell’articolo 54 comma 6-bis del TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi), non possono portare in deduzione i compensi corrisposti a coniuge, figli e ascendenti per il lavoro che questi prestino come lavoratori dipendenti regolarmente assunti o per l’opera svolta nella propria attività. Questo è l’ennesimo caso in cui in Italia si penalizza chi si comporta bene, ovvero chi all’interno di un nucleo familiare desideri lavorare regolarmente e produttivamente insieme, per cercare di impedire ad altri di eludere approfittando illegittimamente di una norma giusta, ovvero deducendo uno stipendio versato al coniuge o ad un figlio che nella realtà dei fatti non lavori nella attività in oggetto, al solo fine di diminuire in maniera illegittima la propria base imponibile. Ma non solo, è qualcosa di peggio: è una discriminazione della famiglia formale come nucleo fondante della società (basterebbe ad esempio non sposarsi o divorziare per aggirare la norma); è contro il principio di uguaglianza e di pari opportunità tra gli individui, perché porta a favorire l’assunzione di soggetti esterni alla famiglia in quanto economicamente più vantaggioso; per lo stesso motivo, nei fatti, non aiuta a superare la disparità di genere, perché troppe volte costringe la moglie a casa a badare i figli mentre ella magari vorrebbe lavorare con il coniuge (per scelta desiderata o per mancanza di altre opportunità esterne). In poche parole questa situazione va contro gli ideali di Stato liberale, solidale e inclusivo.

dirittifamigliareddito
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6 mesi fa
Economia

Proposta di riforma della Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS)

di Italia Viva Germania

La Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS) è stata introdotta per facilitare l’avvio di nuove attività imprenditoriali, riducendo le barriere iniziali di accesso. Tuttavia, l’impianto attuale presenta una contraddizione evidente: la semplificazione si concentra quasi esclusivamente nella fase di costituzione, mentre nella gestione ordinaria la SRLS è sostanzialmente equiparabile a una SRL. Da un lato, infatti, non esistono limiti temporali o dimensionali: una SRLS può restare tale indefinitamente, anche quando raggiunge livelli di fatturato, occupazione e complessità organizzativa tipici di imprese strutturate. Questo favorisce fenomeni di sottocapitalizzazione e genera distorsioni competitive rispetto alle SRL ordinarie. Dall’altro lato, i costi operativi rimangono elevati. L’imprenditore deve comunque sostenere spese per la contabilità, per gli adempimenti fiscali e per obblighi come il diritto camerale e la vidimazione dei libri sociali. In pratica, il beneficio economico della semplificazione iniziale si esaurisce rapidamente. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di inefficienza: la scarsa digitalizzazione dei processi. Nonostante la diffusione della fatturazione elettronica e la disponibilità di dati già strutturati, molte attività amministrative continuano a essere svolte manualmente o tramite intermediari, con costi sproporzionati rispetto alla complessità reale delle micro-imprese. Queste criticità incidono direttamente sulla capacità di avviare e sostenere nuove iniziative imprenditoriali, soprattutto nelle fasi iniziali, e limitano l’efficienza complessiva del sistema economico.

ImpreseDigitalizzazioneSemplificazione
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6 mesi fa

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