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Riforma della Seconda parte della Costituzione

di Riccardo Citta

24 giugno 2026

RiformaCostituzioneAssemblea

Tema

Il nostro sistema istituzionale vive una condizione di sostanziale immobilismo. Il quadro delineato dalla Seconda parte della Costituzione ricalca il compromesso raggiunto in Assemblea costituente da partiti ideologicamente distanti, ma uniti dall'esigenza di dotare la neonata Repubblica di un assetto istituzionale in grado di assicurare la democrazia e il pluralismo. Tuttavia, nel corso dei quasi ottant'anni di vigenza della nostra Carta, sono mancate riforme complessive del quadro istituzionale, in grado di avvicinarlo alle esigenze della contemporaneità, con l'unica eccezione della riforma del Titolo V. Tale immobilismo ha portato a determinare un sempre più marcato distacco tra il testo della Carta e la prassi: si sono affermati, infatti, fenomeni quali l'abuso della decretazione d'urgenza da parte del Governo, così come l'utilizzo costante della questione di fiducia. Questi sono evidenti esempi di come i rapporti di forza tra Governo e Parlamento siano assolutamente sbilanciati a favore del primo. D'altra parte, risulta evidente come, a fronte di un contesto geopolitico, sociale e culturale che incede con rapidità, le istituzioni debbano essere in grado di fornire risposte celeri, che solo il Governo, nell'attuale disegno costituzionale, è in grado di fornire. Sotto un altro punto di vista, il problema maggiormente evidente rimane comunque l'instabilità dei Governi, che ha notevoli ripercussioni sull'attrattività del Paese verso l'impresa e gli investimenti. Com'è noto, le iniziative di riforma costituzionale non sono mancate. Sono però pervenute, per i motivi più svariati, all'esito comune del fallimento. La vittoria del No al referendum sulla separazione delle carriere ha testimoniato in modo evidente i limiti di progetti di riforma che non siano sostenuti da un consenso parlamentare ampio. In questo contesto che evidenzia una sempre maggiore tendenza al conservatorismo costituzionale, causato dall'inevitabile politicizzazione dei referendum confermativi, è necessario che l'obiettivo di riforma della Costituzione venga perseguito in Parlamento, con il raggiungimento della maggioranza dei due terzi necessaria per pervenire alla modifica del testo, senza ricorrere all'esito referendario.

Soluzione

La riforma della Costituzione richiede il più ampio consenso possibile, e non può prescindere da una consapevolezza bipartisan in merito alla necessità della stessa. Peraltro, il consenso attorno ad una qualunque iniziativa di riforma deve formarsi innanzitutto nella società civile. Nel corso della prossima legislatura, quindi, è opportuno istituire un'Assemblea consultiva che coinvolga gli esponenti di tutte le forze politiche rappresentate alla Camera e al Senato, e del Governo. Dovrà essere assicurata un'adeguata rappresentanza delle Giunte regionali e dei Consigli regionali, delle Province e delle Città metropolitane, dei Comuni. Inoltre, dovranno essere rappresentate le sigle sindacali, le associazioni di categoria, la magistratura, e le università. L'Assemblea avrà l'obiettivo di raccogliere le istanze dei vari soggetti che la compongono, di esperti e di altri portatori di interesse esterni all'Assemblea stessa. Ad esito di questo processo di consultazioni, l'Assemblea stilerà e voterà una raccomandazione che indica le linee programmatiche della riforma costituzionale. Pertanto, il metodo dell'Assemblea consultiva non sostituirà, né modificherà l'iter di riforma costituzionale delineato dall'art. 138 della Costituzione. Costituirà, invece, un momento di confronto anteriore alla predisposizione del testo della riforma, e avrà una funzione di programmatica rispetto alla stesura della proposta di legge di revisione costituzionale. L'auspicio è che l'individuazione condivisa delle linee programmatiche, a partire dall'intento comune di riformare complessivamente la Seconda parte della Carta, possa condurre ad un testo che sia in grado di conseguire un ampio sostegno presso la società civile, e in Parlamento.

Punteggio

19

Posizione in classifica

#423 di 1426 proposte

#36 di 145 proposte su Istituzioni

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