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Economia

Proposta di riforma della Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS)

di Italia Viva Germania

29 aprile 2026

ImpreseDigitalizzazioneSemplificazioneTasse

Tema

La Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS) è stata introdotta per facilitare l’avvio di nuove attività imprenditoriali, riducendo le barriere iniziali di accesso. Tuttavia, l’impianto attuale presenta una contraddizione evidente: la semplificazione si concentra quasi esclusivamente nella fase di costituzione, mentre nella gestione ordinaria la SRLS è sostanzialmente equiparabile a una SRL. Da un lato, infatti, non esistono limiti temporali o dimensionali: una SRLS può restare tale indefinitamente, anche quando raggiunge livelli di fatturato, occupazione e complessità organizzativa tipici di imprese strutturate. Questo favorisce fenomeni di sottocapitalizzazione e genera distorsioni competitive rispetto alle SRL ordinarie. Dall’altro lato, i costi operativi rimangono elevati. L’imprenditore deve comunque sostenere spese per la contabilità, per gli adempimenti fiscali e per obblighi come il diritto camerale e la vidimazione dei libri sociali. In pratica, il beneficio economico della semplificazione iniziale si esaurisce rapidamente. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di inefficienza: la scarsa digitalizzazione dei processi. Nonostante la diffusione della fatturazione elettronica e la disponibilità di dati già strutturati, molte attività amministrative continuano a essere svolte manualmente o tramite intermediari, con costi sproporzionati rispetto alla complessità reale delle micro-imprese. Queste criticità incidono direttamente sulla capacità di avviare e sostenere nuove iniziative imprenditoriali, soprattutto nelle fasi iniziali, e limitano l’efficienza complessiva del sistema economico.

Soluzione

E' necessaria una riforma dell'istituto della Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS) che introduca un modello progressivo, in cui la SRLS rappresenti una fase iniziale realmente semplificata, destinata a evolvere verso una SRL ordinaria al crescere dell’impresa. In primo luogo, devono essere introdotti limiti chiari. La SRLS deve trasformarsi in SRL dopo cinque anni dalla costituzione oppure quando, per due esercizi consecutivi, supera almeno una delle seguenti soglie: - un milione di euro di fatturato, - dieci dipendenti o - un milione di euro di attivo. È previsto un periodo di adeguamento di dodici mesi, al termine del quale la trasformazione deve avvenire mediante atto notarile e con l’adozione di uno statuto ordinario. Sul piano della patrimonializzazione, la società dovrebbe poter nascere con un capitale compreso tra 1 e 9.999 euro ed è obbligata a raggiungere i 10.000 euro al momento della trasformazione in SRL. In parallelo, va rafforzata la semplificazione iniziale prevedendo l’azzeramento totale dei costi notarili e delle relative imposte per la costituzione della SRLS. La riduzione degli oneri operativi deve essere resa concreta attraverso l’abolizione della tassa del diritto camerale e dell'imposta di vidimazione dei libri sociali per le sole SRLS. Elemento centrale della riforma deve essere l’introduzione di una piattaforma digitale integrata nel cassetto fiscale, gestita dall’Agenzia delle Entrate. Questa piattaforma, accessibile su base volontaria, deve consentire alle SRLS di semi-automatizzare la contabilità attraverso l'incrocio dei dati della fatturazione elettronica, predisporre il bilancio e generare dichiarazioni fiscali precompilate. Ferma restando la responsabilità dell’amministratore, andrebbero previste tutele per i dati non modificati. Una riforma di questo tenore ridurrebbe in modo significativo i costi amministrativi, migliorerebbe la compliance e creerebbe un percorso coerente di crescita, rendendo la SRLS uno strumento realmente efficace per l’avvio d’impresa.

Punteggio

19

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