Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Rilancio e Sicurezza dei Centri Rurali: Contro lo Spopolamento e il Degrado
di Giuseppe Calderone
I nostri centri rurali, in particolare nel Sud Italia, stanno morendo. L'espansione dei servizi online e dei grandi centri commerciali, unita a un'economia incapace di trattenere i giovani, ha innescato un circolo vizioso di spopolamento e abbandono. Le nascite diminuiscono, i giovani migrano altrove, le attività chiudono e le abitazioni cadono in rovina. Questo non è solo un dato statistico, è la perdita di un patrimonio culturale, sociale ed economico inestimabile. Vedere questi luoghi, un tempo pulsanti di vita e tradizioni, trasformarsi in paesi fantasma, con ruderi che deturpano il paesaggio e un crescente rischio idrogeologico, è un dolore profondo. È urgente agire per restituire dignità, bellezza e sicurezza a questi territori, rendendoli nuovamente attrattivi per chi li ha lasciati e per chi cerca una migliore qualità della vita.
Programma Straordinario di Manutenzione Marciapiedi per Quartieri Dimenticati
di Maria Teresa Roccotelli
I nostri quartieri, soprattutto quelli più periferici, sono da troppo tempo abbandonati a sé stessi, vittime di un'indifferenza istituzionale che si manifesta in un degrado tangibile. Non si tratta solo di sporcizia o di una gestione approssimativa dei rifiuti, ma di un problema ben più profondo che mina la qualità della vita quotidiana: i marciapiedi rotti, dissestati, pericolosi. Da decenni, intere aree urbane sono costrette a convivere con infrastrutture pedonali che rappresentano un rischio costante per anziani, bambini, persone con disabilità e chiunque si muova a piedi. Questa incuria non è solo un disagio estetico; è un simbolo lampante della mancanza di attenzione e di una parola chiave che sembra essere stata dimenticata dagli enti preposti: 'manutenzione'. È inaccettabile che i cittadini debbano affrontare quotidianamente percorsi insicuri, sentendosi ignorati e privati della dignità di un ambiente urbano curato. Questo problema mi sta particolarmente a cuore perché riflette una più ampia disconnessione tra le istituzioni e le reali esigenze della gente, un'assenza di ascolto che genera frustrazione e un senso di impotenza. È tempo di restituire sicurezza e decoro ai nostri quartieri, partendo dalle fondamenta: i marciapiedi.
Settimana corta e congedo paritario per una migliore conciliazione vita-lavoro
di ALESSANDRO FORNASARI
Il ritmo frenetico del lavoro moderno sta mettendo a dura prova la vita di milioni di cittadini. Come genitore, vivo quotidianamente la frustrazione di non poter dedicare ai miei figli e alla mia famiglia il tempo e l'attenzione che meritano. Le attuali 40 ore settimanali, distribuite su cinque giorni, rendono quasi impossibile conciliare gli impegni professionali con le esigenze personali e familiari, trasformando il tempo libero in una corsa contro il tempo per sbrigare incombenze. Questa situazione non solo genera stress e insoddisfazione, ma incide negativamente sul benessere psicofisico dei lavoratori e sulla qualità delle relazioni familiari. È un problema che colpisce indistintamente uomini e donne, ma che ricade spesso in modo sproporzionato sulle madri, costrette a sacrificare la carriera o la vita personale per la cura dei figli. È tempo di riconoscere che un modello lavorativo più umano e flessibile non è un lusso, ma una necessità per costruire una società più equa, produttiva e felice, dove il tempo per la famiglia e per sé stessi sia un diritto garantito, non un privilegio.
supporto finanziario alle PMI per superare questa crisi energetica
di nicola didonna
il problema coinvolge tutte le PMI incolpevoli per questa crisi e che devono avere respiro per poterla superare
Salari e produttività: come rompere la trappola della bassa crescita
di Daniele Forti
L'Italia è l'unico paese OCSE con salari reali medi inferiori a 25 anni fa. Non è un problema di competitività-costo, è un fallimento di produttività. PIL reale per ora lavorata −1,0% nel 2025; produttività totale dei fattori (TFP) contributo negativo (−0,2%). Le cause strutturali sono ben identificate: il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti (dimensione media italiana: 3,9 addetti vs 12 in Germania); il cuneo fiscale supera il 45% del costo del lavoro lordo; i contratti nazionali comprimono i differenziali di produttività settoriale. Con 4,5 milioni di microimprese su 4,7 milioni totali (ISTAT Censimento 2023), la scala media è incompatibile con R&S, digitalizzazione e internazionalizzazione. Benchmark: Germania: le riforme Hartz (2003-2005) + Mittelstand policy hanno combinato flessibilità del lavoro, contrattazione aziendale e supporto alle aggregazioni. Risultato: salari reali +18% in 15 anni. Portogallo: salario minimo aumentato del 50% in 10 anni con sgravi contributivi graduali per le PMI — produttività +8% senza disoccupazione aggiuntiva. Francia: primes de partage de la valeur (participation aux bénéfices) estesa a tutte le imprese: il 30% dei lavoratori dipendenti riceve una quota degli utili.
Rilancio Economico e Transizione Energetica tramite R&S Industriale
di Andrea Trotta
L'economia del nostro paese necessita di un impulso decisivo per affrontare le sfide del futuro. La produzione industriale, motore storico della nostra crescita, si trova oggi di fronte alla necessità impellente di rinnovarsi. Non si tratta solo di mantenere la competitività, ma di abbracciare una visione che coniughi prosperità economica e responsabilità ambientale. La transizione energetica non è più un'opzione, ma una direzione obbligata per garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni e per posizionare l'Italia all'avanguardia in un contesto europeo e globale sempre più attento all'impatto ambientale. Questo è un tema che mi sta profondamente a cuore perché credo fermamente che il benessere economico non possa prescindere da un impegno concreto verso la sostenibilità, creando nuove opportunità di lavoro e innovazione per tutti i cittadini.
Sanità pubblica: standard di cura equivalenti in tutte le regioni Italiane
di Antonio Craxi
Il Servizio sanitario nazionale garantisce formalmente gli stessi Livelli essenziali di assistenza, ma la possibilità di prevenire una malattia, ottenere una diagnosi tempestiva, ricevere una terapia appropriata e conseguire un buon esito varia tra Regioni e territori. L’autonomia regionale è compatibile con un SSN nazionale; non lo è una diversa probabilità di essere curati bene in funzione del luogo di residenza. Il problema non riguarda soltanto le risorse, ma il modo in cui vengono utilizzate, l’accessibilità dei servizi, i tempi, l’appropriatezza, la continuità assistenziale e i risultati. I LEA, il Nuovo Sistema di Garanzia e il Programma Nazionale Esiti consentono di misurare aspetti della qualità, ma una prestazione formalmente disponibile non equivale a una cura accessibile e uniforme. Le medie regionali possono nascondere differenze tra aziende, aree urbane e interne e gruppi sociali. La prevenzione rende evidente questa diseguaglianza: screening, vaccinazioni e diagnosi precoce hanno elevato valore sanitario, ma raggiungono meno facilmente persone con minori risorse economiche e culturali, anziani soli, disabili, cittadini con difficoltà linguistiche o digitali e residenti in territori periferici. Anche il ritardo diagnostico produce una selezione sociale: chi può pagare ricorre al privato, chi non può attendere o rinuncia. Nella terapia, la variabilità giustificata va distinta da quella non spiegata dalle caratteristiche del paziente e non sostenuta dalle evidenze. Tempi diversi, accesso diseguale a centri idonei, mancata aderenza alle linee guida e follow-up incompleto possono tradursi in complicanze, ricoveri evitabili, disabilità e mortalità. Il punto decisivo è quindi l’esito. Il SSN misura ancora soprattutto attività e prestazioni, mentre dovrebbe verificare se il cittadino sia stato diagnosticato in tempo, trattato secondo standard, seguito dopo la dimissione e protetto da complicanze evitabili. Esiste già un enorme patrimonio di dati sanitari, ma il loro uso è frammentato e spesso retrospettivo. Il bisogno percepito dalla popolazione è elevato: non interessa chi abbia la competenza amministrativa, ma poter ricevere la cura giusta senza dover cambiare Regione o acquistare privatamente la tempestività. L’area più promettente per l’intelligenza artificiale è il monitoraggio degli esiti: usare dati già prodotti dal SSN per riconoscere rapidamente scostamenti, diseguaglianze e interruzioni dei percorsi, senza sostituire la decisione clinica.
Piano Nazionale di Semplificazione Integrale e Riforma della Pubblica Amministrazione
di Adriano Caponio
L'attuale architettura burocratica italiana, composta da oltre 35.000 pagine di norme tributarie e una miriade di micro-tasse, rappresenta un freno insostenibile per lo sviluppo economico e la libertà dei cittadini. La frammentazione delle banche dati pubbliche e l'eccesso di vincoli dimensionali per le imprese creano un sistema che premia l'immobilismo e scoraggia la crescita, costringendo le aziende a restare artificiosamente piccole per evitare oneri burocratici sproporzionati. Questo modello di controllo preventivo, basato su autorizzazioni e licenze, soffoca l'iniziativa privata e genera inefficienze che gravano pesantemente sulla collettività. È necessario un cambio di paradigma radicale che sposti il baricentro dalla prevenzione burocratica alla responsabilità individuale, garantendo al contempo la legalità attraverso strumenti moderni e trasparenti.
Riforma del sistema scolastico: un percorso unico, flessibile e orientato al futuro
di Adriano Caponio
L'attuale sistema scolastico italiano soffre di una frammentazione cronica e di una rigidità che non risponde più alle sfide della contemporaneità. La struttura rigida dell'anno scolastico, basata sulla bocciatura punitiva anziché sul progresso individuale, disperde il potenziale degli studenti e fallisce nel fornire un orientamento efficace. È necessario superare questo modello obsoleto per abbracciare un percorso fluido, che integri competenze umanistiche critiche e abilità STEM laboratoriali, garantendo al contempo una padronanza linguistica internazionale. La mancanza di un tempo scuola esteso e di un supporto costante penalizza le famiglie e non permette di valorizzare le attitudini personali, creando disparità che si riflettono inevitabilmente nel percorso post-diploma.
Piano strategico per il rilancio degli investimenti privati in innovazione
di Adriano Caponio
Il sistema economico italiano sconta una cronica carenza di capitali privati destinati all'innovazione, frenata da un ecosistema burocratico che scoraggia gli investitori e limita il potenziale delle nostre startup. La frammentazione degli strumenti finanziari e l'eccessiva rigidità normativa, che colpisce anche il trasferimento tecnologico dal mondo accademico, impediscono al Paese di competere efficacemente sui mercati globali. È necessario superare l'attuale immobilismo, che penalizza la crescita delle imprese ad alto tasso tecnologico e disperde il talento dei ricercatori, per trasformare l'Italia in un hub attrattivo per i capitali di rischio e l'imprenditoria innovativa.
Implementazione di un modello di flexsecurity per il mercato del lavoro italiano
di Adriano Caponio
Il mercato del lavoro italiano è attualmente frenato da una cronica rigidità in entrata e in uscita, che impedisce la necessaria dinamicità economica. Gli ammortizzatori sociali, in particolare la CIG straordinaria, sono diventati nel tempo fonte di abusi e distorsioni che gravano sul sistema senza favorire la rioccupazione. Le politiche attive del lavoro risultano inefficaci, incapaci di connettere realmente le competenze dei lavoratori con le esigenze delle imprese. È necessario superare questo stallo per allineare l'Italia ai modelli europei più avanzati, dove la protezione del lavoratore non coincide con la conservazione del posto fisso, ma con la garanzia di una transizione rapida e qualificata verso nuove opportunità professionali.
Contrattazione territoriale, una risorsa per valorizzare i lavoratori e migliorare la qualità della vita
di Milano che lavora - Italia Viva Metropolitana
Il tema di fondo è trovare delle soluzioni per migliorare la qualità della vita e del lavoro, in particolare sostenere i lavoratori e le loro famiglie nei territori dove il costo della vita è molto elevato o i servizi di welfare sono carenti. La proposta è elaborata del gruppo MILANO CHE LAVORA, Italia Viva Milano Metropolitana La contrattazione territoriale è una forma di contrattazione collettiva di secondo livello che si svolge in un determinato contesto territoriale, come una provincia, una regione, comune o territorio specifico. È trasversale alle categorie , permette di affrontare temi che riguardano tutti i lavoratori del territorio indipendentemente dalla dimensione di impresa e del settore produttivo. Coinvolge normalmente le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni datoriali presenti sul territorio, con l’obiettivo di adattare le regole generali previste dai contratti collettivi nazionali alle esigenze economiche, produttive e sociali locali. Riteniamo che questo livello di contrattazione sia strategica per rispondere alle esigenze specifiche di un territorio, ad esempio, costo della vita elevato, carenze di servizi a sostegno della famiglia; può riguardare quindi diversi aspetti del rapporto di lavoro: l’organizzazione degli orari, i premi di produttività, le misure di welfare territoriale, la formazione professionale, la sicurezza sul lavoro e gli strumenti di sostegno all’occupazione. In molti casi, permette di valorizzare le caratteristiche del tessuto produttivo locale, soprattutto nei settori in cui le imprese sono fortemente legate al territorio.