Salari e produttività: come rompere la trappola della bassa crescita
di Daniele Forti
12 aprile 2026
Tema
L'Italia è l'unico paese OCSE con salari reali medi inferiori a 25 anni fa. Non è un problema di competitività-costo, è un fallimento di produttività. PIL reale per ora lavorata −1,0% nel 2025; produttività totale dei fattori (TFP) contributo negativo (−0,2%). Le cause strutturali sono ben identificate: il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti (dimensione media italiana: 3,9 addetti vs 12 in Germania); il cuneo fiscale supera il 45% del costo del lavoro lordo; i contratti nazionali comprimono i differenziali di produttività settoriale. Con 4,5 milioni di microimprese su 4,7 milioni totali (ISTAT Censimento 2023), la scala media è incompatibile con R&S, digitalizzazione e internazionalizzazione. Benchmark: Germania: le riforme Hartz (2003-2005) + Mittelstand policy hanno combinato flessibilità del lavoro, contrattazione aziendale e supporto alle aggregazioni. Risultato: salari reali +18% in 15 anni. Portogallo: salario minimo aumentato del 50% in 10 anni con sgravi contributivi graduali per le PMI — produttività +8% senza disoccupazione aggiuntiva. Francia: primes de partage de la valeur (participation aux bénéfices) estesa a tutte le imprese: il 30% dei lavoratori dipendenti riceve una quota degli utili.
Soluzione
M1 — Riforma IRPEF: 4 scaglioni con indicizzazione automatica Proposta: scaglioni 0-15K€ (al 18%), 15-35K€ (al 23%), 35-80K€ (al 33%), >80K€ (modello francese a recupero dell'inflazione degli ultimi 20Y al 43%), ed indicizzazione IPCA automatica annuale ed evitare il fiscal drag. La LB 2026 ha già ridotto la seconda aliquota al 33%: questa proposta completa la riforma abbassando la prima aliquota e inserendo un quarto scaglione per i redditi alti. 📦 Capex: −22 Mrd (costo netto della prima aliquota ridotta al 18%) 📈 PIL: PIL +0,2% da effetto reddito disponibile; recupero parziale da evasione ridotta 🎯 KPI: Gettito IRPEF mantenuto a ≥243 Mrd; aliquota effettiva redditi 20-35K: da 19% a 17% M2 — Piano M&A per le PMI: aggregazioni incentivate Il nanismo imprenditoriale italiano è documentato: 4.314.961 microimprese (0-9 addetti) producono il 23% del fatturato vs 11% in Germania. La produttività cresce al crescere della dimensione: microimprese 33,4K€/addetto vs grandi 76,9K€. Proposta: (a) Fondo aggregazioni da 2 Mrd (CDP + MEF) per co-investimento in fusioni che portano l'impresa sopra i 50 addetti; (b) esenzione fiscale sulle plusvalenze da fusione per 5 anni; (c) credito d'imposta del 30% per spese di integrazione (IT, processi, risorse umane) nelle aggregazioni; (d) sportello unico MISE/CDP per assistere le PMI in ogni fase del processo M&A; (e) "PMI Champion Fast Track" per le imprese che dopo l'aggregazione brevettano o internazionalizzano. Benchmark: Germania, dove le Mittelstand con 50-249 addetti producono 58,5K€/addetto vs 33,4K€ delle microimprese italiane equivalenti. 📦 Capex: −2 Mrd (fondo) + −0,5 Mrd IT/supporto = −2,5 Mrd totali 📈 PIL: PIL +0,4-0,8% da guadagni di produttività nell'aggregazione delle microimprese 🎯 KPI: Microimprese: da 95% a 80% del totale entro 2035; produttività PMI +15% M3 — Decentramento contrattuale incentivato Credito d'imposta al 10% per le aziende che firmano contratti di secondo livello con premi collegati a produttività o partecipazione agli utili. Target: dal 20% al 50% dei lavoratori coperti da contratti aziendali entro 2030. 📦 Capex: −1 Mrd/anno (credito d'imposta) 📈 PIL: PIL +0,2% da allineamento salari-produttività 🎯 KPI: % lavoratori con contratto aziendale: da 20% a 50% entro 2030
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