Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Piccoli negozi, una risorsa per la comunità
di Milano che lavora - Italia Viva Metropolitana
Il problema affrontato dal gruppo "Milano che lavora" di Italia Viva Milano Metropolitana riguarda la desertificazione delle piccole attività nelle grandi città, ma anche nei comuni di medie e piccole dimensioni, a vantaggio dei grandi centri commerciali. La "desertificazione dei negozi" è un fenomeno che indica una progressiva riduzione delle attività commerciali al dettaglio, in particolare nei centri storici e nei piccoli comuni. Le cause sono molteplici, tra cui crisi economiche, aumento dei costi e la competizione con la grande distribuzione e l'e-commerce. Questa tendenza sta svuotando le città, con gravi conseguenze economiche, sociali e sulla qualità della vita, e rischia di peggiorare ulteriormente senza interventi mirati. Dati e conseguenze * Perdite significative: In Italia sono scomparsi oltre 140.000 negozi e attività ambulanti negli ultimi 12 anni (dati Confcommercio). * Rischio futuro: Si prevede che entro il 2035 potrebbero chiudere altre 114.000 imprese, un declino che minaccia l'economia urbana e la coesione sociale. * Negozi sfitti: Ci sono oltre 105.000 negozi sfitti in Italia, con un quarto di essi inutilizzati da più di un anno. * Impatti sociali: L'aumento dei negozi sfitti porta a una riduzione della sicurezza, dei servizi e della socialità, trasformando le città in "città fantasma".
Per gli Stati Uniti d'Europa: superare il veto e unire difesa ed energia
di Giulio Bisoffi
L'Europa si trova a un bivio cruciale. L'attuale architettura dell'Unione, con il suo paralizzante meccanismo del diritto di veto, ci condanna all'irrilevanza sulla scena globale. Ogni decisione significativa può essere bloccata dal "no" di un singolo stato, rendendo l'Europa incapace di agire con una voce unica e autorevole. In un'epoca dominata da politiche imperialiste di potenze come Stati Uniti, Russia e Cina, la nostra frammentazione politica è una debolezza fatale. Se non ci uniamo, se non parliamo con una sola voce, l'Europa è destinata a soccombere, a diventare un mero campo di gioco per gli interessi altrui. Questa situazione mi preoccupa profondamente, perché vedo un continente ricco di potenziale, di cultura e di innovazione, che non riesce a esprimere la sua forza a causa di divisioni interne. È tempo di superare questa inerzia e costruire un'Europa che possa difendere i propri valori e interessi nel mondo.
Medici di base - dipendenti pubblici
di Tommaso Pirini
Mancanza di medici di medicina generale sul territorio, in particolare nelle frazioni piccole e disagiate, o nelle aree periferiche poco servite. Sono stato consigliere di quartiere per 10 anni, e in questo periodo il mio quartiere (ca 6000 abitanti) è passato da 6 medici a 1 e mezzo (fa servizio soltanto 3 giorni a settimana) con notevoli disagi per i pensionati che non possono raggiungere il poliambulatorio più strutturato del quartiere vicino, più centrale rispetto alla città, in cui si sono spostati i medici che erano stati assegnati alla nostra zona.
Riforma strutturale del sistema scolastico
di Dario Claps
CONTESTO DI RIFERIMENTO L’attuale sistema scolastico presenta le seguenti caratteristiche/criticità: Elevato tasso di dispersione scolastica; NEET (giovani che non studiano e non lavorano) tra i più alti d’europa; Difficoltà nel far emergere le attitudini degli studenti nell’ambito del percorso di studio; Ridotta corrispondenza tra la formazione scolastica ed il mondo del lavoro; tardivo ingresso dei giovani all’università e nel mondo del lavoro; Scarsa valorizzazione del personale scolastico; Assenza di un efficace sistema di valutazione del personale; Carenze infrastrutturali. OBIETTIVI STRATEGICI Alla luce del contesto di riferimento sopra delineato, gli obiettivi strategici sono i seguenti: Riordino dei cicli scolastici; Libertà di scelta delle materie di studio per far emergere le attitudini personali; Rimodulazione dei programmi e dell’offerta scolastica; Ripensare nel suo complesso l’edilizia scolastica; Valutazione e valorizzazione del personale docente.
Riforma del referendum abrogativo
di Desideria Mini
L'istituto del referendum abrogativo dovrebbe essere liberato da alcuni dei limiti a cui è attualmente sottoposto. 1) Il quorum al 50%+1 degli elettori, previsto dall’articolo 75 della Costituzione, la percentuale minima di partecipanti al voto al di sotto della quale ogni risultato referendario è privo di effetti. Come spesso avvenuto in passato ciò permette agli oppositori di una proposta referendaria di farla fallire semplicemente invitando gli elettori a non andare a votare, in modo che il numero dei contrari si sommi sia all'astensione fisiologica elettorale, già presente in ogni votazione, che all'astensione di quella parte di cittadini che non si recano alle urne per disinteresse della materia oggetto del quesito referendario. Invece, a decidere l’esito del referendum dovrebbero essere i cittadini interessati, in un senso o nell’altro, al tema oggetto della proposta referendaria. Il quorum dovrebbe essere abolito. 2) L’impossibilità di indire referendum su temi internazionali, in quanto non è ammesso sulle leggi di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali, come previsto dall’articolo 75 della Costituzione. Inoltre, la Corte costituzionale, con diverse sentenze ha progressivamente esteso l’inammissibilità dell'abrogazione referendaria alle leggi di esecuzione in senso stretto dei trattati e alle leggi produttive di effetti strettamente collegati all'ambito di operatività dei medesimi. In tal modo, in merito agli impegni internazionali rimane possibile abrogare mediante referendum solo le norme interne sulle modalità di attuazione degli stessi. È una forma di paternalismo nei confronti dei cittadini italiani adulti, come se non fossero sufficientemente maturi per essere informati ed esprimersi responsabilmente su alcune materie. Il referendum abrogativo dovrebbe essere esteso agli impegni internazionali. 3) La disinvoltura con cui la Corte costituzionale dichiara inammissibili proposte referendarie anche quando non rientrano nelle materie per cui è esplicitamente precluso il ricorso al referendum, semplicemente asserendo che la normativa che risulterebbe a seguito della consultazione non sarebbe conforme alla Costituzione. La Corte costituzionale potrebbe invece intervenire successivamente con una sentenza additiva che riporti tale conformità, trovando una quadra che possibilmente non vanifichi completamente la volontà della maggioranza del corpo elettorale. Di seguito una breve proposta di riforma dell’articolo 75 della Costituzione.
Riconoscere e Incentivare il Lavoro di Cura: Sostegno a Famiglie e Caregiver
di Cristina Frigo
Il nostro Paese affronta una sfida crescente: l'aumento costante della popolazione anziana e la necessità di assistenza per disabili e bambini, a fronte di un sistema di cura che fatica a sostenere le famiglie e a valorizzare chi se ne occupa. Il lavoro di cura, essenziale e profondamente umano, è spesso svolto dai familiari senza alcun riconoscimento o retribuzione, lasciando i più fragili in una condizione di solitudine e precarietà. Le attuali normative, come il CNL per colf e badanti, pur aumentando le tutele dei lavoratori, rendono i costi insostenibili per il ceto medio, spingendo molte famiglie verso il lavoro in nero con personale non qualificato. È un circolo vizioso che danneggia tutti: chi ha bisogno di cura, chi la offre e la dignità stessa di un settore vitale per la nostra società. È tempo di riconoscere il valore intrinseco di questo lavoro, che richiede empatia, responsabilità e abnegazione, e di renderlo una scelta sostenibile e attrattiva. Soprattutto per i giovani, valorizzando questa esperienza, magari parallela ad altri percorsi formativi e di studio, come una staffetta generazionale, non come il lavoro di una intera vita.
Scuola Politica
di Giuliano Iacino
Vorrei fosse istituita una scuola politica permanente, atta alla formazione di figure professionali che elevino lo standard e la percezione di chi fa politica. Sarebbe utile dessero il loro contributo ex Presidenti del Consiglio, ex Presidenti della Repubblica, ex ministri, ex parlamentari. Che non siano giornate ma un percorso di studio serio, lungo e faticoso.
Più concorrenza e più qualità nella revisione legale
di Carlo Brunetta
La revisione legale degli Enti di Interesse Pubblico (società quotate, banche, assicurazioni e altri soggetti di rilevanza sistemica) rappresenta una funzione essenziale per la tutela del risparmio, la trasparenza dei mercati e la fiducia degli investitori. Tuttavia, il mercato della revisione legale continua a essere caratterizzato da un elevato livello di concentrazione nelle mani di un numero limitato di grandi operatori internazionali. Questa situazione riduce la concorrenza, limita le possibilità di scelta delle imprese e rende più difficile la crescita di società di revisione italiane ed europee di medie dimensioni, pur in presenza di competenze professionali adeguate. Già nel 2014 l’Unione Europea aveva individuato questa criticità. Nel Considerando 20 del Regolamento (UE) n. 537/2014 il legislatore europeo ha infatti evidenziato che il conferimento dell’incarico a più revisori legali o società di revisione: • rafforza lo scetticismo professionale; • migliora la qualità della revisione; • favorisce lo sviluppo delle società di revisione di minori dimensioni; • amplia le possibilità di scelta degli Enti di Interesse Pubblico.
Una proposta giuridica creativa: ratificare oggi il Trattato CED del 1952 per rilanciare la Comunità europea di difesa
di Maria Grazia Acampora
Per contrastare la narrazione che il "Piano di riarmo" comporti inevitabilmente una riduzione della spesa sociale serve una visione forte. Tale visione dovrebbe essere condivisa da tutti i partecipanti alla definizione del programma del centrosinistra per le elezioni 2027. È possibile costruire un'altra narrazione se l'Italia ratifica il Trattato CED (Comunità europea di difesa) firmato da 6 Stati nel 1952 (Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda e Lussemburgo) e successivamente ratificato da 4 Stati (la Germania attraverso una legge di revisione costituzionale, il Belgio, l'Olanda e il Lussemburgo). Il Trattato, composto da 132 articoli e diversi protocolli, compreso quello riguardante le relazioni tra CED e NATO, entrerebbe in vigore con la ratifica dell'ultimo dei 6 Stati firmatari e sarebbe aperto all'adesione di altri paesi europei disposti a cedere la loro sovranità a favore di un'organizzazione di difesa sovranazionale. La ratifica di Italia e Francia è giuridicamente possibile e completerebbe il lavoro dei padri fondatori, creando un esercito europeo integrato e aprendo la strada a una nuova grande fase federale e costituzionale per l'Europa unita.
Fusione dei partiti riformisti per un fronte unito
di Luciano Fustinoni
La frammentazione del panorama politico italiano, in particolare tra le forze riformiste di centrosinistra, rappresenta un ostacolo insormontabile alla capacità di proposta e di governo. Ho osservato come la divisione interna abbia storicamente indebolito la nostra capacità di incidere, portando a sconfitte elettorali e all'incapacità di costruire una sintesi programmatica efficace. L'esempio del centrodestra, che ha saputo presentarsi unito alle elezioni, dimostra chiaramente come la coesione sia un fattore determinante per il successo politico. Questa situazione mi preoccupa profondamente perché impedisce la realizzazione di politiche concrete e la rappresentanza efficace degli interessi dei cittadini. È fondamentale superare le logiche di divisione per costruire un campo politico più coeso, capace di dialogare e collaborare per il bene del Paese.
Diagnostica H24: abbattere le liste d'attesa con il ciclo continuo
di Giovanni Garofalo
Le attuali liste d'attesa per gli esami diagnostici rappresentano una barriera inaccettabile all'accesso tempestivo alle cure, trasformando spesso la prevenzione in un percorso a ostacoli. È inaccettabile che macchinari costosi e tecnologicamente avanzati rimangano inutilizzati per gran parte della giornata, mentre i cittadini attendono mesi per una diagnosi. Questo spreco di risorse pubbliche colpisce duramente chi non può permettersi il privato, creando una disparità di salute che mina il diritto fondamentale alla cura. La diagnostica deve smettere di essere un servizio a orari d'ufficio per diventare un presidio sanitario attivo e costante, capace di rispondere alle esigenze reali della popolazione in ogni momento della giornata.
Lavorare sicuri
di Milano che lavora - Italia Viva Metropolitana
Un tema importantissimo per la dignità del lavoro: la sicurezza nei luoghi di lavoro. troppi incidenti e molti incidenti mortali in questi ultimi anni. Manca la cultura della sicurezza, manca il rispetto dei lavoratori come persone Il gruppo che coordino dal 2020 ritiene questo tema una priorità e ha organizzato diversi incontri di sensibilizzazione coinvolgendo diversi livelli istituzionali e i diversi attori coinvolti. Siamo nel mezzo di una transizione ecologica, digitale e demografica che sta cambiando il mondo del lavoro, assieme alla rapidità dei processi tecnologici e organizzativi che stanno ridisegnando i confini del sistema lavorativo ponendo i lavoratori e imprese dinnanzi a cambiamenti etici e culturali senza precedenti. Proprio attraverso queste innovazioni al centro va messa la sicurezza sul lavoro