Più concorrenza e più qualità nella revisione legale
di Carlo Brunetta
15 giugno 2026
Tema
La revisione legale degli Enti di Interesse Pubblico (società quotate, banche, assicurazioni e altri soggetti di rilevanza sistemica) rappresenta una funzione essenziale per la tutela del risparmio, la trasparenza dei mercati e la fiducia degli investitori. Tuttavia, il mercato della revisione legale continua a essere caratterizzato da un elevato livello di concentrazione nelle mani di un numero limitato di grandi operatori internazionali. Questa situazione riduce la concorrenza, limita le possibilità di scelta delle imprese e rende più difficile la crescita di società di revisione italiane ed europee di medie dimensioni, pur in presenza di competenze professionali adeguate. Già nel 2014 l’Unione Europea aveva individuato questa criticità. Nel Considerando 20 del Regolamento (UE) n. 537/2014 il legislatore europeo ha infatti evidenziato che il conferimento dell’incarico a più revisori legali o società di revisione: • rafforza lo scetticismo professionale; • migliora la qualità della revisione; • favorisce lo sviluppo delle società di revisione di minori dimensioni; • amplia le possibilità di scelta degli Enti di Interesse Pubblico.
Soluzione
Si propone di introdurre il Joint Audit obbligatorio per gli Enti di Interesse Pubblico di maggiore rilevanza sistemica. La revisione legale sarebbe svolta congiuntamente da due società di revisione indipendenti che condividono responsabilità, pianificazione, valutazione dei rischi e conclusioni dell’incarico. L’obbligo potrebbe essere introdotto in modo graduale, partendo da: • società appartenenti all’indice FTSE MIB; • banche significative; • grandi gruppi assicurativi; • altri Enti di Interesse Pubblico individuati sulla base di parametri dimensionali definiti dalla legge. Perché il Joint Audit possa raggiungere gli obiettivi indicati dal legislatore europeo, è necessario affrontare anche un problema spesso trascurato. L’accesso al mercato degli Enti di Interesse Pubblico comporta per le società di revisione significativi oneri organizzativi, regolamentari e di vigilanza. Tali oneri sono pienamente giustificati dalla necessità di tutelare il mercato e gli investitori, ma rischiano di costituire una barriera all’ingresso quando vengono applicati senza tenere conto delle dimensioni e delle caratteristiche degli operatori coinvolti. Per questo motivo si propone che, nell’ambito delle attività ispettive e di vigilanza sulle società di revisione che operano sugli Enti di Interesse Pubblico, trovi piena applicazione il principio di proporzionalità già ampiamente utilizzato in altri settori regolamentati. In particolare, l’attività di vigilanza dovrebbe tenere conto: • delle dimensioni della società di revisione; • del numero di incarichi EIP detenuti; • della quota di attività effettivamente svolta nell’ambito del Joint Audit; • della complessità organizzativa della struttura. La riforma dovrebbe essere accompagnata da un monitoraggio periodico da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e di CONSOB al fine di valutare: • l’evoluzione del grado di concentrazione del mercato; • la diffusione del Joint Audit; • l’ingresso di nuovi operatori nel settore degli Enti di Interesse Pubblico; • gli effetti sulla qualità dell’attività di revisione. Dopo cinque anni dall’entrata in vigore della riforma dovrebbe essere predisposta una valutazione pubblica dei risultati raggiunti. L’obiettivo di questa proposta è dare concreta attuazione agli obiettivi individuati dall’Unione Europea nel Regolamento (UE) n. 537/2014, favorendo un mercato della revisione legale più aperto, più competitivo e più efficiente.
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