Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Economia

Crescita dimensionale delle imprese attraverso incentivi fiscali alle operazioni di M&A

di FRANCESCO LUONGO

Il sistema produttivo italiano è caratterizzato da una prevalenza di imprese di piccola e media dimensione, spesso a controllo familiare, che faticano a crescere, innovare e competere sui mercati internazionali. Questo “nanismo imprenditoriale” rappresenta uno dei principali limiti strutturali alla produttività e alla capacità di attrarre capitali. A questo si aggiunge una trasformazione demografica rilevante: nei prossimi anni è attesa una significativa ondata di ricambi generazionali tra gli imprenditori italiani. In molti casi, tuttavia, non vi sono eredi interessati o adeguatamente preparati a proseguire l’attività d’impresa. In assenza di strumenti efficienti per il trasferimento delle aziende, ciò rischia di tradursi in chiusure, perdita di valore economico e dispersione di competenze. In questo contesto, un mercato delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) solido e dinamico diventa essenziale per garantire la continuità aziendale e favorire processi di aggregazione. Tuttavia, in Italia tali operazioni risultano meno diffuse rispetto ad altri Paesi europei, anche a causa di un contesto fiscale poco favorevole. Sul piano fiscale, esiste un’asimmetria rilevante: le società possono beneficiare della Participation Exemption (PEX), che rende molto contenuta la tassazione delle plusvalenze, mentre le persone fisiche sono soggette a un’imposizione piena del 26%. Questo disincentiva imprenditori e soci persone fisiche a cedere partecipazioni, anche quando l’operazione sarebbe efficiente dal punto di vista industriale. Allo stesso tempo, dal lato degli acquirenti, il trattamento fiscale dell’avviamento è poco favorevole: il riconoscimento fiscale del maggior valore pagato è limitato o oneroso e la deduzione avviene su orizzonti temporali molto lunghi. Ciò riduce la convenienza economica delle acquisizioni e limita la capacità delle imprese di crescere per linee esterne.

Impreseproduttivitáfisco
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6 mesi fa
Salute

SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE: CRITICITA' E PROPOSTE

di Giuseppe Vergara

4 CRITICITA' e 4 PROPOSTE PER MIGLIORARE il SSN LE CRITICITA' 1) Medicina di Base - La Medicina di base è, ancora essenzialmente incentrata sul Medico di Medicina Generale (MMG) e sull’ambulatorio “privato”, personale o condiviso con altri. Il modello ha due giustificazioni: una, giuridica, lo status di libero professionista del MMG, l’altra, “nobile”, il rafforzamento del rapporto medico paziente, fondamentale nella pratica medica. La prima, lo stato giuridico di libero professionista del MMG è un retaggio del passato che non trova giustificazione alcune dato che “il fornitore” è unico ed obbligato: il SSN. L’altra, quella nobile, il rapporto medico-paziente, è una solo bandiera che inneggia a qualcosa che, purtroppo, non esiste più nella attuale organizzazione della Medicina di base, pur continuando ad essere sventolata. 2) Ruolo degli Infermieri - L’infermiere è, oggi, un professionista della salute con una laurea in scienze infermieristiche conseguita a seguito di un corso universitario pluriennale pur più breve e meno oneroso del corso per il conseguimento della laureae la specializzazione in Medicina. Tuttavia il ruolo, le funzioni e le competenze, pur evolutesi negli ultimi anni, riguardano esclusivamente la “assistenza” senza possibilità alcuna di “sconfinamento” in ambiti, ovviamente, ben circoscritti e concordati, ad ora di esclusiva competenza del medico. 3) Ruolo per il Ministero della salute - Il suo ruolo nella programmazione e nel funzionamento del SSN è del tutti marginale ed essenzialmente legato alla individuazione ed alla tutela ( non sempre efficace) dei Livelli Elementari di Assistenza (LEA). Di fatto oggi abbiamo 21 Servizi Sanitari Regionali/Provinciali nei cui confronti il Ministero della salute ha un “potere” assimilabile a quello, scarso o nullo, che l’ONU attuale ha nei confronto delle nazioni afferenti. 4) Liste di attesa - Alla base della loro (inaccettabile) lunghezza c’è una domanda di prestazioni cui la offerta, pur generosa, non riesce a star dietro. Ad alimentare la domanda, per il 25-30% inappropriata, concorrono: a) la medicina difensiva, b) l’idea della Medicina “onnipotente” ormai radicata nella opinione pubblica dai media tradizionali e dal WEB con la “complicità” (involontaria) di Medici “opinion leaders” e di Società scientifiche, c) il non interesse delle strutture private a contenere la domanda.

SSNSanitàMedicina territoriale
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6 mesi fa

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