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Salute

SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE: CRITICITA' E PROPOSTE

di Giuseppe Vergara

11 maggio 2026

SSNSanitàMedicina territoriale

Tema

4 CRITICITA' e 4 PROPOSTE PER MIGLIORARE il SSN LE CRITICITA' 1) Medicina di Base - La Medicina di base è, ancora essenzialmente incentrata sul Medico di Medicina Generale (MMG) e sull’ambulatorio “privato”, personale o condiviso con altri. Il modello ha due giustificazioni: una, giuridica, lo status di libero professionista del MMG, l’altra, “nobile”, il rafforzamento del rapporto medico paziente, fondamentale nella pratica medica. La prima, lo stato giuridico di libero professionista del MMG è un retaggio del passato che non trova giustificazione alcune dato che “il fornitore” è unico ed obbligato: il SSN. L’altra, quella nobile, il rapporto medico-paziente, è una solo bandiera che inneggia a qualcosa che, purtroppo, non esiste più nella attuale organizzazione della Medicina di base, pur continuando ad essere sventolata. 2) Ruolo degli Infermieri - L’infermiere è, oggi, un professionista della salute con una laurea in scienze infermieristiche conseguita a seguito di un corso universitario pluriennale pur più breve e meno oneroso del corso per il conseguimento della laureae la specializzazione in Medicina. Tuttavia il ruolo, le funzioni e le competenze, pur evolutesi negli ultimi anni, riguardano esclusivamente la “assistenza” senza possibilità alcuna di “sconfinamento” in ambiti, ovviamente, ben circoscritti e concordati, ad ora di esclusiva competenza del medico. 3) Ruolo per il Ministero della salute - Il suo ruolo nella programmazione e nel funzionamento del SSN è del tutti marginale ed essenzialmente legato alla individuazione ed alla tutela ( non sempre efficace) dei Livelli Elementari di Assistenza (LEA). Di fatto oggi abbiamo 21 Servizi Sanitari Regionali/Provinciali nei cui confronti il Ministero della salute ha un “potere” assimilabile a quello, scarso o nullo, che l’ONU attuale ha nei confronto delle nazioni afferenti. 4) Liste di attesa - Alla base della loro (inaccettabile) lunghezza c’è una domanda di prestazioni cui la offerta, pur generosa, non riesce a star dietro. Ad alimentare la domanda, per il 25-30% inappropriata, concorrono: a) la medicina difensiva, b) l’idea della Medicina “onnipotente” ormai radicata nella opinione pubblica dai media tradizionali e dal WEB con la “complicità” (involontaria) di Medici “opinion leaders” e di Società scientifiche, c) il non interesse delle strutture private a contenere la domanda.

Soluzione

LE PROPOSTE 1) Medicina di base - Legge nazionale per portare i MMG alla “dipendenza” del SSN, senza se e senza ma, con un percorso analogo a quello fatto negli anni ’70 del secolo scorso per i Medici Ospedalieri. I vantaggi della dipendenza ( ferie, malattia, possibilità di una carriera assimilabile a quella degli ospedalieri, altri) sono ritenuti maggiori della perdita dei vantaggi del libero professionista ( ad es, maggiore libertà nella organizzazione del lavoro, perdita economica?) dalla maggior parte dei MMG, la maggioranza silenziosa, che pertanto è favorevole al cambiamento dello stato giuridico. Le resistenze vengono da alcuni sindacati ( o forse dai loro rappresentanti nazionali) e dall’ENPAM (che teme di perdere il proprio notevole potere economico-finanziario). Benefici: a) ottimizzazione della continuità assistenziale tra ospedale e territorio e viceversa. Medici ospedalieri e MMG seguono gli stessi “pazienti”: gli uni durante la acuzie di malattia, gli altri nella fase cronica (oggi sempre più affollata). La omogeneità dello stato giuridico degli attori operanti avvicina ospedale e territorio, oggi molto distanti con grave pregiudizio della continuità assistenziale e può essere il prerequisito della condivisione di regole, sistemi informatici, protocolli ecc b) garanzia del corretto funzionamento delle Case di Comunità con il coinvolgimento, organico e strutturato, dei MMG. 2) Ruolo degli infermieri - Dare all'infermiere la possibilità di prendere decisioni sul malato cronico ( quindi con diagnosi già accertata e terapia già impostata) anche al di fuori dello stretto ambito assistenziale in accordo a protocolli concordati con il medico afferente ( ad es. piccole modifiche del dosaggio terapia, prescrizione del rinnovo della terapia, prescrizione di esami di primo livello, altro). 3) Ruolo del Ministero della Salute - Deve essere in grado di svolgere meglio il suo ruolo di indirizzo e controllo prevedendo anche un suo ruolo, non teorico, nella programmazione con particolare riguardo alla rete ospedaliera 4) Liste di attesa - Misure per migliorare la appropriatezza prescrittiva : a) campagne di formazione per i medici e di informazione per i cittadini veicolando il messaggio che fare di più non vuol dire fare meglio; b) prevedere uno scudo legale per i Medici al fine di rendere non "necessario" il ricorso alla medicina difensiva; c) maggior controllo della attività delle strutture private

Punteggio

32

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