Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Istituzioni

10 anni bastano – Una strada certa verso il ruolo

di Vincenzo Del Rosso

La scuola italiana si affida ogni anno a docenti precari che insegnano, valutano e assumono pienamente responsabilità educative e didattiche. Questi docenti garantiscono la continuità delle lezioni, affrontano le difficoltà quotidiane delle classi, partecipano ai consigli, collaborano con le famiglie e contribuiscono al funzionamento degli istituti. In molti casi, svolgono per anni le stesse mansioni dei colleghi di ruolo, ma senza le medesime garanzie professionali e personali. Il precariato prolungato non rappresenta soltanto un problema individuale. Produce effetti sull’intero sistema scolastico. Rende più difficile la continuità didattica, aumenta il ricambio degli insegnanti, indebolisce la progettazione educativa e alimenta l’incertezza nelle comunità scolastiche. Se un docente viene considerato idoneo a insegnare per dieci anni, è necessario che l’esperienza maturata abbia un valore concreto nel percorso verso la stabilizzazione. Dieci anni di servizio non possono essere trattati come una semplice somma di incarichi temporanei, privi di conseguenze sul piano professionale. L’esperienza maturata sul campo costituisce una forma concreta di competenza, ciò significa aver affrontato classi diverse, situazioni complesse, bisogni educativi differenti, cambiamenti normativi e responsabilità sempre maggiori. È quindi necessario costruire un percorso che riconosca in modo trasparente e verificabile il valore di questa esperienza.

ScuolaDocentiPrecariato
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2 mesi fa
Salute

Violenza in famiglia,nella coppia,femminicidi,violenza nelle relazioni: Ideare Servizi dedicati nell'ambito del SSN

di Nicola Barone

L'idea è stata concepita da mia moglie, esperta ed impegnata da decenni in tema di violenza su donne e minori.Chi scrive ha cercato di sviluppare la proposta. Siamo entrambi psicoterapeuti Dato ISTAT: circa 6 milioni e 400mila donne italiane dai 16 ai 75 anni hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita.Il 18,8 ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne Nel dibattito diffuso sul contrasto alla violenza di genere ed ai femminicidi, l'attenzione tende a concentrarsi sui livelli della prevenzione primaria (es. Educazione socio-affettiva nelle scuole) e della prevenzione "terziaria" (es. Centri anti-violenza). Poca attenzione viene invece rivolta alla cosiddetta prevenzione "secondaria" quella che, secondo la classificazione OMS interviene all'emergere del problema (diagnosi,cura), non quando il danno si è già determinato. Eventi tragici ci interrogano sulla violenza nella coppia,emergenza complessa che necessita ancora di studio.Tra le variabili in gioco si riconoscono correlazioni con i profondi cambiamenti nei ruoli di genere e con la pervasività della comunicazione social. Vi è poi un rimando implicito al diffondersi di stili relazionali violenti, di codici comunicativi e comportamentali che arrivano a coinvolgere pre-adolescenti. Le vicende domestiche di violenza sulle donne appaiono spesso la confluenza di un percorso relazionale incardinato nel micro-contesto di vita della coppia,con addentellati anche nella famiglia allargate.Uno scenario animato da figure significative appartenenti al contesto di vita della coppia (genitori, fratelli, figli, famigliari, amici, colleghi). Nel concentrarsi non solo sulle azioni di contrasto ma sui Soggetti istituzionali adeguati al compito, si propone di progettare servizi territoriali specialistici dedicati a recepire richieste di aiuto da parte di soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in situazioni di conflittualità familiare. I Servizi territoriali proposti dovrebbero afferire al Servizio Sanitario Nazionale, collocazione elettiva in quanto garanzia di essenzialità ed universalità delle prestazioni, di indipendenza da dinamiche autoreferenziali, di continuità progettuale e scientifica. Il tema della violenza nella coppia viene dunque declinato in chiave socio-sanitaria, considerando il benessere relazionale famigliare un fattore di salute bio-psico-sociale(OMS)

Violenzacoppiafamiglia SSN
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2 mesi fa
Economia

Competere per attrarre: un ecosistema integrato per il rilancio degli investimenti esteri in Italia

di Silvia Carrieri

L'Italia fatica a competere con i principali partner europei e globali nell'attrazione degli investimenti diretti esteri (IDE). Nel 2024, secondo l'EY Attractiveness Survey, l'Italia ha attratto 224 progetti di investimento estero, posizionandosi al 7° posto in Europa. Nello stesso anno, la Francia ne ha attratti 1.025 — quasi cinque volte di più — confermandosi per il sesto anno consecutivo la destinazione più attrattiva del continente. L'Irlanda, con una popolazione di appena 5 milioni di abitanti, ha registrato 234 investimenti con 13.500 nuovi posti di lavoro e un record di 1,9 miliardi di euro in R&D. Singapore ha attratto 13,5 miliardi di dollari singaporiani in fixed asset investments. L'Arabia Saudita ha registrato un +24% di IDE nel 2024, raggiungendo 31,7 miliardi di dollari. Il problema non è la mancanza di strumenti: l'Italia dispone di incentivi fiscali, zone economiche speciali, regimi agevolati per gli impatriati e uno sportello unico per gli investitori. Il problema è sistemico. Gli strumenti esistono ma non funzionano come ecosistema coerente. La frammentazione normativa e l'instabilità delle regole fiscali scoraggiano le multinazionali nella fase di valutazione della localizzazione. La lentezza del sistema giudiziario — con processi civili che superano i sette anni per una sentenza definitiva — riduce la fiducia degli investitori nella tutela dei contratti. La burocrazia digitale è ancora largamente incompiuta, a differenza di paesi come l'Estonia, dove il 99% dei servizi pubblici è disponibile online. A questo si aggiunge una visibilità internazionale insufficiente: l'Italia non dispone di una piattaforma globale di alto profilo per attrarre investitori. Le conseguenze sono concrete: meno investimenti significano meno posti di lavoro qualificati, meno trasferimento tecnologico e una minore capacità di attrarre i settori strategici del futuro. In un contesto globale sempre più competitivo, ogni anno di ritardo si traduce in un vantaggio strutturale ceduto ai concorrenti.

investimentiattrattivitàcompetitività
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6 mesi fa

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