Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Istruzione

Restituire valore alla ricerca pubblica - Una proposta per valorizzare la peer review e rafforzare l'università

di Circolo Italia Viva Austria

Il sistema universitario e della ricerca italiano rappresenta un'eccellenza riconosciuta a livello internazionale per qualità e produttività scientifica. Tuttavia, questo risultato si fonda su un modello sempre più fragile, caratterizzato da sottofinanziamento cronico, preclarità del personale e mancato riconoscimento economico di attività altamente qualificate svolte nell'interesse pubblico. Tra queste vi è la peer review, il processo di valutazione tra pari che garantisce la qualità, l'affidabilità e il rigore della ricerca scientifica prima della pubblicazione. Oggi migliaia di ricercatrici e ricercatori italiani dedicano gratuitamente una parte significativa del proprio tempo alla revisione degli articoli scientifici pubblicati da grandi gruppi editoriali internazionali. Si tratta di una prestazione professionale essenziale, resa possibile grazie a competenze maturate attraverso anni di formazione e finanziata indirettamente con risorse pubbliche. Nonostante ciò, il valore economico generato da questo lavoro viene assorbito quasi esclusivamente dagli editori scientifici privati, che realizzano profitti molto elevati senza riconoscere alcun compenso per l'attività di revisione. Questa situazione colpisce innanzitutto il personale universitario e della ricerca, in particolare ricercatori e docenti che operano in un contesto di crescente pressione, scarsità di risorse e limitate prospettive di carriera. Gli effetti, tuttavia, si estendono all'intero sistema Paese: università meno finanziate significano minori opportunità per i giovani, ridotta capacità di attrarre e trattenere talenti, minore competitività internazionale e un progressivo indebolimento della capacità dell'Italia di produrre innovazione e sviluppo. Affrontare questa criticità significa riconoscere che il lavoro scientifico possiede un valore economico che deve essere restituito, almeno in parte, al sistema pubblico che lo rende possibile. La proposta mira a consentire allo Stato di negoziare con gli editori scientifici una remunerazione dell'attività di peer review, destinando integralmente le risorse ottenute al finanziamento della ricerca e delle università. In questo modo sarebbe possibile generare nuove risorse senza gravare sulla fiscalità generale, valorizzando un'attività oggi essenziale ma non riconosciuta.

RicercaPeer ReviewFinanziamento del sistema universitario
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4 mesi fa
Istituzioni

Istituire “Milano Metropolitana”: un governo unico del territorio per una grande capitale europea

di Italia Viva

L’area metropolitana milanese — Milano e i 132 comuni dell’hinterland — conta oltre tre milioni di abitanti e produce da sola circa il 10% della ricchezza nazionale. È un territorio unico per economia, lavoro e vita quotidiana, ma diviso in 133 amministrazioni senza un governo comune eletto. Il territorio è già uno, ma le istituzioni lo tengono diviso: Milano e i comuni di cintura condividono lo stesso tessuto urbano, gli stessi trasporti, lo stesso mercato del lavoro, e chi attraversa viale Monza cambia comune senza accorgersene, perché la metropolitana e le strade sono un continuum mentre le istituzioni restano frammentate in 133 amministrazioni separate. Questa frammentazione disperde risorse, duplica strutture e impedisce di pianificare alla scala reale dei problemi, dalla mobilità alla casa, dall’ambiente allo sviluppo. A questo si aggiunge un deficit democratico riconosciuto dalla Corte costituzionale: oggi il sindaco metropolitano non viene eletto, è automaticamente il sindaco del solo Comune capoluogo, votato da circa il 42% dei residenti dell’area, mentre gli altri due milioni di cittadini dell’hinterland non scelgono chi decide su trasporti, ambiente e infrastrutture che li riguardano ogni giorno. Con la sentenza n. 240 del 2021 la Consulta ha rilevato che questo meccanismo non è in sintonia con i principi di uguaglianza del voto e responsabilità politica, rivolgendo un esplicito monito al legislatore rimasto a oggi senza risposta. Le altre grandi metropoli hanno già fatto questa scelta: Londra ha la Greater London Authority con sindaco eletto da tutta l’area, Parigi la Métropole du Grand Paris, e strumenti analoghi esistono a Berlino e Madrid. In Italia, Roma Capitale ha ricevuto dal 2009 una denominazione speciale, competenze proprie e risorse adeguate, mentre Milano, primo motore economico del Paese, è ancora ferma a un ordinamento generale pensato per realtà diverse: uno svantaggio competitivo che pesa sull’intero Paese, non solo sulla città.

milano metropolitanagovernanceelezione diretta
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6 mesi fa

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