Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Scuola aperta tutto l'anno: contrasto alle disuguaglianze e hub educativi territoriali
di Tommaso Nannicini
La prolungata chiusura estiva delle scuole rappresenta oggi un fattore critico di disuguaglianza sociale. Mentre le famiglie più abbienti possono garantire ai propri figli stimoli culturali e attività ricreative, molti studenti restano isolati, subendo una perdita significativa di apprendimento e socialità. Questo vuoto educativo non è solo un problema di conciliazione per i genitori lavoratori, ma una vera e propria frattura nel percorso di crescita dei ragazzi. La scuola deve smettere di essere un presidio a tempo determinato per diventare un punto di riferimento costante, capace di accogliere e valorizzare ogni studente indipendentemente dal contesto socio-economico di provenienza.
case di riposo
di giuseppe Penzani
AVETE MAI PENSATO COSA SUCCEDE IN UNA FAMIGLIA,QUANDO UN GENITORE DEVE ANDARE OSPITE DI UNA RSA? IMPROVVISAMENTE E MOLTO SPESSO SUCCEDE CHE LA PENSIONE SOMMATA AI RISPARMI DELLA PERSONA NON SONO SUFFICENTI,PERCIO' BISOGNA INTEGRARE LA QUOTA CHE NON E' MAI POCA ROBA,PER LE FAMIGLIE. QUESTO RIVOLUZIONA LA VITA DEI FIGLI,PEGGIO SE E' FIGLIO UNICO,AL QUALE VENGONO A MANCARE MENSILMENTE DEI SOLDI E DEVON FARE DELLE RINUNCE. PERCHE' NON FARE QUALCOSA PER SCARICARE QUESTO PESO ALLE FAMIGLIE CHE SPESSO SONO IN DIFFICOLTA. SPERO DI AVER SPIEGATO IL MIO PENSIERO SALUTI GIUSEPPE
Recupero del Welfare Socialdemocratico: Manutenzione e Personale per Case, Scuole, Ospedali
di Marco Gianfranceschi
Il welfare italiano, pilastro fondamentale della nostra società, sta perdendo la sua efficacia a causa di una negligenza inaccettabile: la mancata manutenzione e riqualificazione delle infrastrutture pubbliche essenziali. Come presidente della Fondazione Giuseppe Saragat, mi sento in dovere di richiamare l'attenzione sulla visione del grande statista, che poneva 'case, scuole e ospedali' al centro di un welfare socialdemocratico robusto. Oggi, assistiamo al degrado di beni comuni vitali, anche di recente costruzione, che dovrebbero invece rappresentare la garanzia di servizi di qualità per tutti i cittadini. Il problema è radicato nella progressiva perdita di personale tecnico interno e operai qualificati all'interno degli enti pubblici. Questa carenza impedisce di fatto qualsiasi intervento di cura e prevenzione, trasformando il patrimonio pubblico in un fardello anziché una risorsa. È una questione che tocca la dignità delle persone, la sicurezza dei nostri figli nelle scuole, la qualità delle cure negli ospedali e la vivibilità delle nostre città. È tempo di agire per ripristinare la capacità dello Stato di prendersi cura dei propri beni e, di conseguenza, dei propri cittadini.
Riforma della Formazione Sanitaria per un Sistema Multiprofessionale
di Kemuel Pagano
Il sistema sanitario italiano soffre di una profonda disfunzione: un modello eccessivamente medico-centrico che relega le altre professioni sanitarie a ruoli subalterni, nonostante la loro cruciale importanza. Da infermiere, vivo quotidianamente la frustrazione di un sistema dove il 'dictat' medico prevale, sminuendo il valore e le competenze di figure come la mia, che sono in realtà il vero pilastro della cura del paziente. Questa gerarchia obsoleta non solo demotiva i professionisti, ma impedisce una collaborazione efficace e multidisciplinare, essenziale per offrire ai cittadini un'assistenza sanitaria completa e di qualità. È ora di riconoscere che la salute è un bene troppo prezioso per essere gestito da un'unica prospettiva; è tempo di valorizzare ogni professionista, per un sistema più equo, efficiente e umano.
Revisione dei programmi scolastici
di Stefano Bevilacqua
I programmi di storia arrivano a stento al periodo post bellico e questo impedisce lo sviluppo di un senso civico consapevole tra le nuove generazioni.
Inclusione e Lavoro: Il Riscatto Sociale tramite i Lavori di Pubblica Utilità
di Emanuela Minniti
Il reinserimento sociale di persone in carico ai servizi per le dipendenze rappresenta una sfida cruciale per la coesione della nostra comunità. Attualmente, questo percorso è gravemente ostacolato da una burocrazia frammentata, dalla carenza di tutoraggio dedicato e da un persistente stigma sociale che isola chi cerca di ripartire. Spesso, i tirocini di inclusione rimangono esperienze isolate e prive di continuità, mancando di un vero ponte verso il mercato del lavoro privato. È necessario superare questa precarietà, trasformando il lavoro di pubblica utilità in uno strumento strutturale di riscatto che valorizzi il decoro urbano e offra una reale prospettiva di dignità e autonomia.
Restituire valore alla ricerca pubblica - Una proposta per valorizzare la peer review e rafforzare l'università
di Circolo Italia Viva Austria
Il sistema universitario e della ricerca italiano rappresenta un'eccellenza riconosciuta a livello internazionale per qualità e produttività scientifica. Tuttavia, questo risultato si fonda su un modello sempre più fragile, caratterizzato da sottofinanziamento cronico, preclarità del personale e mancato riconoscimento economico di attività altamente qualificate svolte nell'interesse pubblico. Tra queste vi è la peer review, il processo di valutazione tra pari che garantisce la qualità, l'affidabilità e il rigore della ricerca scientifica prima della pubblicazione. Oggi migliaia di ricercatrici e ricercatori italiani dedicano gratuitamente una parte significativa del proprio tempo alla revisione degli articoli scientifici pubblicati da grandi gruppi editoriali internazionali. Si tratta di una prestazione professionale essenziale, resa possibile grazie a competenze maturate attraverso anni di formazione e finanziata indirettamente con risorse pubbliche. Nonostante ciò, il valore economico generato da questo lavoro viene assorbito quasi esclusivamente dagli editori scientifici privati, che realizzano profitti molto elevati senza riconoscere alcun compenso per l'attività di revisione. Questa situazione colpisce innanzitutto il personale universitario e della ricerca, in particolare ricercatori e docenti che operano in un contesto di crescente pressione, scarsità di risorse e limitate prospettive di carriera. Gli effetti, tuttavia, si estendono all'intero sistema Paese: università meno finanziate significano minori opportunità per i giovani, ridotta capacità di attrarre e trattenere talenti, minore competitività internazionale e un progressivo indebolimento della capacità dell'Italia di produrre innovazione e sviluppo. Affrontare questa criticità significa riconoscere che il lavoro scientifico possiede un valore economico che deve essere restituito, almeno in parte, al sistema pubblico che lo rende possibile. La proposta mira a consentire allo Stato di negoziare con gli editori scientifici una remunerazione dell'attività di peer review, destinando integralmente le risorse ottenute al finanziamento della ricerca e delle università. In questo modo sarebbe possibile generare nuove risorse senza gravare sulla fiscalità generale, valorizzando un'attività oggi essenziale ma non riconosciuta.
Riforma dei congedi parentali: parità, flessibilità e condivisione della cura
di Alda Nannicini
L'attuale sistema italiano di congedi parentali è profondamente sbilanciato, cristallizzando disparità di genere che penalizzano le donne nel mercato del lavoro e relegano i padri a un ruolo marginale. Questa asimmetria non è solo un retaggio culturale, ma una barriera normativa che impedisce una reale condivisione delle responsabilità familiari. Quando lo Stato assegna mesi di congedo alle madri e pochi giorni ai padri, invia un messaggio chiaro che la cura è un compito esclusivamente femminile. È necessario superare questo modello obsoleto per promuovere una società in cui la genitorialità sia una responsabilità equamente ripartita, garantendo al contempo il benessere dei bambini e la stabilità economica delle famiglie.
Istituire “Milano Metropolitana”: un governo unico del territorio per una grande capitale europea
di Italia Viva
L’area metropolitana milanese — Milano e i 132 comuni dell’hinterland — conta oltre tre milioni di abitanti e produce da sola circa il 10% della ricchezza nazionale. È un territorio unico per economia, lavoro e vita quotidiana, ma diviso in 133 amministrazioni senza un governo comune eletto. Il territorio è già uno, ma le istituzioni lo tengono diviso: Milano e i comuni di cintura condividono lo stesso tessuto urbano, gli stessi trasporti, lo stesso mercato del lavoro, e chi attraversa viale Monza cambia comune senza accorgersene, perché la metropolitana e le strade sono un continuum mentre le istituzioni restano frammentate in 133 amministrazioni separate. Questa frammentazione disperde risorse, duplica strutture e impedisce di pianificare alla scala reale dei problemi, dalla mobilità alla casa, dall’ambiente allo sviluppo. A questo si aggiunge un deficit democratico riconosciuto dalla Corte costituzionale: oggi il sindaco metropolitano non viene eletto, è automaticamente il sindaco del solo Comune capoluogo, votato da circa il 42% dei residenti dell’area, mentre gli altri due milioni di cittadini dell’hinterland non scelgono chi decide su trasporti, ambiente e infrastrutture che li riguardano ogni giorno. Con la sentenza n. 240 del 2021 la Consulta ha rilevato che questo meccanismo non è in sintonia con i principi di uguaglianza del voto e responsabilità politica, rivolgendo un esplicito monito al legislatore rimasto a oggi senza risposta. Le altre grandi metropoli hanno già fatto questa scelta: Londra ha la Greater London Authority con sindaco eletto da tutta l’area, Parigi la Métropole du Grand Paris, e strumenti analoghi esistono a Berlino e Madrid. In Italia, Roma Capitale ha ricevuto dal 2009 una denominazione speciale, competenze proprie e risorse adeguate, mentre Milano, primo motore economico del Paese, è ancora ferma a un ordinamento generale pensato per realtà diverse: uno svantaggio competitivo che pesa sull’intero Paese, non solo sulla città.
Istituzione di un'Agenzia Nazionale per il sostegno ai giovani artisti
di Marco Gianfranceschi
Il panorama culturale italiano soffre di una cronica frammentazione che penalizza i giovani talenti, costretti a navigare in un sistema di bandi opachi, poco divulgati e privi di una visione strategica. Questa dispersione delle risorse impedisce di trasformare la creatività in una professione stabile, rendendo il percorso artistico un azzardo anziché una scelta di vita sostenibile. La mancanza di un coordinamento centrale tra Stato, Regioni e privati trasforma il merito in un fattore secondario rispetto alla capacità di orientarsi in una burocrazia inefficiente. È necessario superare questo modello di precarietà diffusa per garantire che l'arte possa essere intesa come un progetto esistenziale e lavorativo concreto, capace di contribuire al valore culturale del Paese.
Scala mobile per tutti i pensionati
di Maurizio De Carli
La rivalutazione delle pensioni oltre 4 volte il minimo penalizza chi ha versato più contributi
Per un'Europa Politica Forte: Governo Unico e Costituzione
di Franco Ancona
L'Europa si trova oggi in una posizione di vulnerabilità critica, bersaglio di attacchi e pressioni da più fronti, persino da parte di alleati storici come gli Stati Uniti. Questa fragilità mina la nostra capacità di agire con efficacia sulla scena globale e di tutelare gli interessi dei nostri cittadini. È inaccettabile che un continente con il nostro potenziale sia costretto a subire, anziché guidare. La mia preoccupazione è profonda: senza un'azione decisa, l'Europa rischia di perdere la sua rilevanza e la sua forza, compromettendo il futuro di tutti noi. È urgente e indispensabile rilanciare con energia la nascita di un'Europa politica autentica, dotata di una propria costituzione. Solo così potremo rimanere forti, difendere i nostri valori e le nostre capacità, e contrastare quelle forze, interne ed esterne, che mirano alla sua distruzione. L'Italia, in particolare, deve assumere un ruolo di leadership in questo processo, rifiutando ogni tentazione di flirtare con movimenti che minano l'unità europea e facendosi promotrice di un'iniziativa forte per un trattato politico europeo.