Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
A casa! Tocca a noi scegliere: Dalla ineleggibilità degli assenteisti al voto ai sedicenni passando per legge elettorale
di Cristiano Barnia
Sono tanti quelli che definiamo i mali della politica e quindi per proprietà transitiva della cittadinanza fra questi vi è senza dubbio il rapporto di rappresentanza tra cittadino e parlamentare. È inaccettabile che i nostri rappresentanti, pagati con i soldi delle nostre tasse, disertino le aule parlamentari. Questa assenza non è solo uno spreco di risorse pubbliche, ma un affronto alla democrazia e alla fiducia che riponiamo in chi dovrebbe lavorare per il bene del paese. La scarsa partecipazione dei parlamentari mina la credibilità delle istituzioni e rallenta il processo decisionale, lasciando irrisolti problemi molto urgenti. Parallelamente, la voce dei giovani è sistematicamente ignorata. Essi, pur essendo parte attiva della società, con un futuro da costruire, non hanno la possibilità di influenzare direttamente le scelte politiche che li riguardano e quindi vengono quasi sempre ignorati. È ora di restituire dignità al lavoro parlamentare e di dare ai giovani il potere di plasmare il proprio domani in modo che il rapporto tra cittadinanza e politica sia a doppio filo e che i politici che non faranno il loro dovere smetteranno di essere tali, in modo da garantire che chi ci rappresenterà sarà presente e che tutte le generazioni abbiano già da ora voce in capitolo.
Attrazione del capitale umano - radicamento
di Manuel Bugana
L’Italia investe in capitale umano che poi fugge all’estero. Perché non possiamo diventare un attrattore di capitale, innovazione, imprenditorialità e network internazionale? In modo permanente e non solo temporaneamente.
Spazi Culturali di Quartiere: Accesso Facilitato e Gestione Equa
di Maria Petrucci
Da quasi un decennio, come operatrice culturale, mi dedico con passione all'organizzazione di eventi gratuiti – conferenze, incontri, presentazioni di libri – che spaziano dall'arte al cinema, dalla poesia al teatro. I risultati sono sorprendenti: c'è una sete di cultura e aggregazione che spinge tantissime persone a partecipare. Tuttavia, la mia esperienza e quella di molti altri operatori e associazioni è costantemente ostacolata da un problema cruciale: la cronica mancanza di spazi adeguati e accessibili nei quartieri. Trovare luoghi idonei è una vera e propria odissea, spesso complicata da dinamiche politiche e personali che rendono l'accesso iniquo e faticoso. Questa situazione non solo frustra gli sforzi di chi, come me, si impegna a offrire cultura gratuitamente, ma priva i cittadini di opportunità preziose per arricchire la propria vita sociale e intellettuale. È inaccettabile che la cultura, motore di crescita e coesione sociale, sia frenata da una semplice carenza infrastrutturale e da una gestione poco trasparente.
Autodeterminazione di Genere e Accesso ai Trattamenti per Persone Gender Variant
di Cinzia Messina
In Italia, le persone gender variant, inclusi i minorenni, si trovano ad affrontare un percorso ad ostacoli per accedere a trattamenti essenziali. L'attuale sistema impone spesso percorsi psichiatrici obbligatori, patologizzando un'identità che dovrebbe essere riconosciuta e supportata. Questa situazione non solo crea barriere burocratiche e psicologiche immense, ma nega il principio fondamentale dell'autodeterminazione. È inaccettabile che l'accesso a cure e supporto sia vincolato a diagnosi che stigmatizzano e ritardano un percorso già delicato. La mancanza di uniformità nell'accesso ai trattamenti tra le diverse città e regioni aggrava ulteriormente la situazione, creando disparità e costringendo molti a viaggi e spese insostenibili. Questo problema colpisce direttamente la dignità, la salute mentale e fisica di migliaia di cittadini, impedendo loro di vivere pienamente la propria identità. È una questione di diritti umani, di equità e di rispetto per la diversità che non può più essere ignorata.
voto di preferenza e primarie per tutti i candidati
di Bartolomeo Nicolotti
I cittadini sono stati estromessi da 20 anni dal Parlamento per mezzo di leggi elettorali che consentono ai partiti di coartare la volontà popolare e nominare i parlamentari. Il parlamento non rappresenta più i cittadini, ma è soggetto al volere di chi ha messo i candidati in posizione favorevole per essereel eletti senza che i cittadini possano scegliere chi va in parlamento. In questo modo i problemi della società non potranno mai essere affrontati e risolti, ne la costituzione attuata. I cittadini dovrebbero attivarsi e difendere i propri diritti costituzionali. Il potere esecutivo condiziona il parlamento di nominati tramite voti di fiducia e la stessa riforma della giustizia è stata approvata senza modificare una virgola. Per il porcellum l'ha stabilito la corte costituzionale con sentenza 1/2014, l'attuale legge elettorale, il rosatellum, ripropone gli stessi effetti del porcellum. Per la proposta di legge elettorale Stabilicum, che ripropone gli stessi problemi del porcellum e del rosatellum, è iniziato l'iter presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera. Prima che venga malauguratamente approvata bisogna che i cittadini elettori inizino ad esercitare una forte pressione sul Parlamento e sui partiti rivendicando il diritto ad una legge elettorale giusta che garantisca il voto libero ed eguale come previsto dall'art.48 della Costituzione.
ATTICI PER TUTTI: RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA A COSTO ZERO PER LO STATO
di Marco Santacroce
IL PROBLEMA: Un sistema edilizio fuori tempo Il patrimonio edilizio italiano è tra i più inefficienti d'Europa. L'Italia conta 12,4 milioni di edifici residenziali, di cui oltre il 60% costruiti prima del 1976, anno della prima legge sul risparmio energetico. Il 55% delle abitazioni residenziali ha più di cinquant'anni e il 28% si colloca nelle classi energetiche più basse. Secondo l'Housing Europe Observatory, metà del patrimonio abitativo italiano rientra nelle classi F e G, le peggiori. L'impatto è triplice. Innanzitutto economico: famiglie e condomini sopportano bollette energetiche elevate a causa della dispersione termica, e circa il il 14% delle famiglie italiane dichiara di non riuscire a riscaldare adeguatamente la propria abitazione, quasi il doppio della media europea del 7,3%. Poi ambientale: gli edifici rappresentano circa il il 40% del consumo energetico finale dell'UE e oltre un terzo delle emissioni di gas serra. Infine patrimoniale: gli immobili inefficienti si stanno svalutando. Studi condotti da ricercatori e della Banca d'Italia stimano un premio di circa il 6% per ogni classe energetica di miglioramento, con stime che raggiungono il 25% per il passaggio dalla classe G alla classe A nelle aree metropolitane. La nuova direttiva europea EPBD impone la riduzione del consumo energetico medio residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, con almeno il 55% della riduzione proveniente dalla ristrutturazione degli edifici peggiori. Questo problema colpisce tutti, ma in modo sproporzionato le famiglie a basso reddito che vivono in edifici vetusti e non possono sostenere i costi di ristrutturazione, rischiando di ritrovarsi con immobili invendibili e bollette insostenibili. Fonti: - https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2214629625000131 - https://www.mdpi.com/2073-445X/14/6/1151 - https://www.media.enea.it/en/press-releases-and-news/years-archive/year-2024/energy-enea-issues-report-on-national-building-stock.html - https://longevity-partners.com/exclusive/existing-buildings-the-revised-epbd-minimum-energy-performance-standards-renovation-requirements/
Asili nido gratuiti: un diritto per le famiglie italiane con ISEE fino a 50.000 euro
di Niccolò Cappelli
Nel 2026, la realtà delle famiglie italiane è profondamente cambiata. Non è più scontato che un genitore o i nonni possano dedicarsi a tempo pieno alla cura dei bambini nella fascia d'età 1-3 anni. Oggi, in molti nuclei familiari, entrambi i genitori lavorano per sostenere l'economia domestica, e spesso anche i nonni sono attivi professionalmente, rendendo impossibile garantire la presenza a casa per i più piccoli. Questa trasformazione sociale ha reso gli asili nido non più un lusso, ma una necessità impellente. Tuttavia, i costi elevati rappresentano una barriera insormontabile per troppe famiglie con redditi medi, in particolare quelle con un ISEE fino a 50.000 euro. Questa situazione non solo limita l'accesso a servizi educativi fondamentali per lo sviluppo dei bambini, ma crea anche disuguaglianze, penalizza la partecipazione femminile al mondo del lavoro e ostacola la genitorialità. È ora di riconoscere questa urgenza e agire per garantire a tutti i bambini un inizio equo e alle famiglie il supporto che meritano.
Un Mercato Unico Europeo dell'Energia per l'Autonomia e la Competitività
di Marco Picci
L'Europa si trova a un bivio cruciale. La frammentazione tra i nostri Stati membri non è più sostenibile, specialmente in un contesto globale sempre più incerto e competitivo. La mancanza di una vera unione ci costa carissimo, non solo in termini economici, ma anche politici, rendendoci vulnerabili e meno influenti sulla scena mondiale. Vediamo ogni giorno come la nostra dipendenza energetica e la nostra incapacità di agire come un blocco unico ci espongano a fluttuazioni di prezzo e a ricatti esterni, con un impatto diretto e pesante sulle tasche dei cittadini e sulla competitività delle nostre imprese. È inaccettabile che l'Europa, con il suo potenziale, non riesca a negoziare con una voce sola per l'approvvigionamento di risorse vitali, come le materie prime energetiche. Questa debolezza ci impedisce di tutelare al meglio i nostri interessi e di garantire un futuro stabile e prospero per tutti. È tempo di superare le divisioni e costruire un'Europa che sia davvero unita e forte, capace di difendere i suoi cittadini e la sua economia.
Fermare la Fuga di Talenti STEM: Un Centro Internazionale per l'Innovazione
di Vincenzo Peccheneda
L'Italia sta affrontando una crisi silenziosa ma devastante: la costante emorragia di talenti nel campo STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Ogni anno, i nostri migliori ricercatori e professionisti sono costretti a cercare opportunità all'estero, attratti da condizioni lavorative migliori, salari competitivi e ambienti meno burocratizzati. Questa fuga di cervelli non è solo una perdita individuale, ma un grave danno per l'intera nazione. Compromette la nostra capacità di innovare, di competere a livello globale e di affrontare le sfide del futuro, dalla transizione ecologica alla rivoluzione digitale. Se non agiamo ora, l'Italia rischia di rimanere ai margini del progresso scientifico e tecnologico, perdendo la sua rilevanza e la sua capacità di generare benessere per i propri cittadini. È una questione che tocca il cuore della nostra competitività e del nostro futuro come paese.
Rafforzare la sicurezza urbana e contrastare la criminalità giovanile
di Dimitri Provenzano
La sicurezza delle nostre città è minacciata da un fenomeno crescente e preoccupante: la criminalità giovanile. Troppo spesso, i giovani commettono reati senza piena consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni, un segnale allarmante di una falla nel tessuto sociale ed educativo. Questo problema non colpisce solo le vittime dirette, ma erode la fiducia nella comunità, genera paura e compromette il futuro stesso dei nostri ragazzi, che rischiano di intraprendere percorsi devianti. È una questione che mi sta profondamente a cuore perché riguarda la protezione dei cittadini e la possibilità per i giovani di crescere in un ambiente sano e rispettoso della legalità. Non possiamo permettere che l'inconsapevolezza diventi una scusa o una via d'uscita per comportamenti illeciti. Dobbiamo agire con decisione per ripristinare un senso di sicurezza e responsabilità.
Primo figlio, zero salto nel buio: una garanzia pubblica per casa, nido e lavoro
di Filippo Commendatore
L’Italia non ha soltanto un problema di natalità: ha un problema di fiducia nel futuro. Nel 2025 sono nati circa 355 mila bambini e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, mentre l’età media al parto ha raggiunto 32,7 anni. Non possiamo però ridurre tutto alla domanda “perché gli italiani non fanno più figli?”. La domanda più utile è un’altra: quali ostacoli incontrano le persone che vorrebbero averne? I dati ISTAT mostrano che oltre la metà delle persone tra 18 e 49 anni considera preoccupante l'impatto economico dell'arrivo di un figlio. Per le donne, il 49,9% ritiene che un figlio possa peggiorare le proprie opportunità lavorative; tra le 18-24enni la quota supera il 65%. Inoltre, tra chi non intende avere figli, un terzo indica motivi economici. Anche i servizi sono distribuiti in modo molto diseguale. Nell’anno educativo 2023/24 l’offerta di servizi per la prima infanzia copriva 31,6 posti ogni 100 bambini 0-2 anni, ma la media scende al 19% nel Sud e al 19,5% nelle Isole. Lo Stato, in realtà, ha già introdotto diversi strumenti: Assegno unico, Bonus nuovi nati, Bonus nido, congedi, misure sul lavoro e Fondo di garanzia per la prima casa. Il problema è che una famiglia non vive queste misure separatamente: vive una sola decisione, quella di costruire una famiglia. Per questo non serve semplicemente aggiungere un altro bonus. Serve cambiare logica: dalla somma di agevolazioni separate a una garanzia complessiva sulle condizioni che rendono possibile avere un figlio.
Job-sharing per neomamme: una soluzione per conciliare lavoro e famiglia
di Krystyna Lubosik
Molte madri si trovano di fronte a un dilemma insostenibile: il desiderio di dedicare tempo prezioso ai propri figli nei primi anni di vita si scontra con la difficoltà di accedere a un lavoro part-time. Le aziende, spesso per ragioni di costo o complessità organizzativa, sono restie a concedere questa flessibilità, lasciando le neomamme in una posizione precaria. Questa situazione non solo penalizza le donne, costringendole a scegliere tra carriera e famiglia, ma rappresenta anche una perdita di potenziale per il mercato del lavoro. È un problema che tocca profondamente la sfera personale e professionale di migliaia di famiglie, minando il benessere e la parità di genere. Come cittadino, mi sta a cuore garantire che le madri possano continuare a contribuire attivamente alla società e all'economia senza sacrificare i momenti fondamentali con i propri figli.