Riforma dei congedi parentali: parità, flessibilità e condivisione della cura
di Alda Nannicini
1 luglio 2026
Tema
L'attuale sistema italiano di congedi parentali è profondamente sbilanciato, cristallizzando disparità di genere che penalizzano le donne nel mercato del lavoro e relegano i padri a un ruolo marginale. Questa asimmetria non è solo un retaggio culturale, ma una barriera normativa che impedisce una reale condivisione delle responsabilità familiari. Quando lo Stato assegna mesi di congedo alle madri e pochi giorni ai padri, invia un messaggio chiaro che la cura è un compito esclusivamente femminile. È necessario superare questo modello obsoleto per promuovere una società in cui la genitorialità sia una responsabilità equamente ripartita, garantendo al contempo il benessere dei bambini e la stabilità economica delle famiglie.
Soluzione
Si propone una riforma nazionale che istituisca congedi paritari, non trasferibili e non sovrapponibili, estesi a due adulti di riferimento per bambino. Il modello prevede 5 mesi di congedo obbligatorio per ciascun adulto e ulteriori 6 mesi facoltativi non trasferibili, con una copertura economica garantita al 100% dello stipendio. La flessibilità permette di designare i due adulti di riferimento in base alle esigenze della configurazione familiare, con tutele specifiche per lavoratori autonomi, famiglie monogenitoriali e nuclei con figli disabili. L'obbligo di non sovrapposizione dei periodi è fondamentale per evitare che il congedo diventi una vacanza condivisa, trasformando invece i padri e gli altri caregiver in protagonisti attivi della cura quotidiana.
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