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Violenza in famiglia,nella coppia,femminicidi,violenza nelle relazioni: Ideare Servizi dedicati nell'ambito del SSN

di Nicola Barone

31 agosto 2026

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Tema

L'idea è stata concepita da mia moglie, esperta ed impegnata da decenni in tema di violenza su donne e minori.Chi scrive ha cercato di sviluppare la proposta. Siamo entrambi psicoterapeuti Dato ISTAT: circa 6 milioni e 400mila donne italiane dai 16 ai 75 anni hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita.Il 18,8 ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne Nel dibattito diffuso sul contrasto alla violenza di genere ed ai femminicidi, l'attenzione tende a concentrarsi sui livelli della prevenzione primaria (es. Educazione socio-affettiva nelle scuole) e della prevenzione "terziaria" (es. Centri anti-violenza). Poca attenzione viene invece rivolta alla cosiddetta prevenzione "secondaria" quella che, secondo la classificazione OMS interviene all'emergere del problema (diagnosi,cura), non quando il danno si è già determinato. Eventi tragici ci interrogano sulla violenza nella coppia,emergenza complessa che necessita ancora di studio.Tra le variabili in gioco si riconoscono correlazioni con i profondi cambiamenti nei ruoli di genere e con la pervasività della comunicazione social. Vi è poi un rimando implicito al diffondersi di stili relazionali violenti, di codici comunicativi e comportamentali che arrivano a coinvolgere pre-adolescenti. Le vicende domestiche di violenza sulle donne appaiono spesso la confluenza di un percorso relazionale incardinato nel micro-contesto di vita della coppia,con addentellati anche nella famiglia allargate.Uno scenario animato da figure significative appartenenti al contesto di vita della coppia (genitori, fratelli, figli, famigliari, amici, colleghi). Nel concentrarsi non solo sulle azioni di contrasto ma sui Soggetti istituzionali adeguati al compito, si propone di progettare servizi territoriali specialistici dedicati a recepire richieste di aiuto da parte di soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in situazioni di conflittualità familiare. I Servizi territoriali proposti dovrebbero afferire al Servizio Sanitario Nazionale, collocazione elettiva in quanto garanzia di essenzialità ed universalità delle prestazioni, di indipendenza da dinamiche autoreferenziali, di continuità progettuale e scientifica. Il tema della violenza nella coppia viene dunque declinato in chiave socio-sanitaria, considerando il benessere relazionale famigliare un fattore di salute bio-psico-sociale(OMS)

Soluzione

Si propone di strutturare Servizi socio-sanitari dedicati al benessere relazionale nella famiglia e nella coppia ed alla prevenzione della violenza di genere. Tali Servizi del SSN coinvolgerebbero professionalità mediche,psicologiche,sociali,psicoterapeutiche,educative.La Mission prioritaria riguarderebbe la valutazione/presa in carico di gravi conflittualità familiari o di coppia, per evitare che la conflittualità esiti in agiti violenti e letali. Gli strumenti tecnico-istituzionali e clinico-teorici potenzialmente adeguati ad interventi di tale natura sono rintracciabili nella tradizione dei Servizi territoriali socio-sanitari emersi dalla legge 833/78 istitutiva del SSN. La creazione di Servizi territoriali in risposta ad una emergenza sociale come quella dei femminicidi potrebbe paragonarsi a quanto è storicamente accaduto negli anni '70 di fronte all'emergenza-droghe nella fascia giovanile. Tale emergenza ha stimolato la costruzione dei Servizi per le dipendenze patologiche, tutt'ora attivi in Italia. Questi Servizi di prossimità, per quanto caratterizzati da limiti e carenze, hanno sviluppato una quarantennale tradizione di studi ed esperienze sul campo,mantenendo relazioni istituzionali con i servizi del privato sociale. La rete di Servizi di prossimità avrebbe il compito primario di delineare spazi di ascolto ed interlocuzione con soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in situazioni di grave conflittualità famigliare:obiettivo di contrasto all'isolamento sociale tipico delle vittime di violenza, isolamento spesso perseguito dagli stessi autori. I Servizi proposti potrebbero inoltre strutturare linee operative, in collaborazione con le scuole ed il privato sociale, indirizzate a sperimentare e diffondere azioni di prevenzione primaria sul tema del benessere relazionale e socio-affettivo. Tale funzione primaria di ascolto si dovrebbe collegare all'interrelazione e sinergia con le reti del privato sociale già impegnate sul tema, contribuendo alla strutturazione di interventi di prevenzione primaria ed al potenziamento delle reti di strutture di prevenzione terziaria (Centri anti-violenza impegnati nella protezione e sostegno delle vittime di violenza) già da vari anni presenti sul territorio italiano Una prima fase operativa relativamente alla proposta dovrebbe riguardare lo studio e l'approfondimento della struttura organizzativa ed istituzionale dei Servizi proposti, nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Punteggio

34

Posizione in classifica

#223 di 1426 proposte

#20 di 138 proposte su Salute

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