Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Riforma del lavoro: contrasto ai falsi autonomi e responsabilità nella filiera
di EDOARDO SIRCHIA
Il mercato del lavoro italiano è oggi minato da una sistematica elusione delle tutele contrattuali, che colpisce duramente i lavoratori subordinati mascherati da autonomi. Fenomeni come il controllo algoritmico dei rider o la gestione dei 'padroncini' nella logistica dimostrano come la subordinazione reale venga spesso occultata per abbattere i costi del lavoro. Parallelamente, la frammentazione della catena di subfornitura e del facchinaggio permette ai committenti principali di sottrarsi alle proprie responsabilità, creando zone d'ombra dove i diritti fondamentali vengono sistematicamente ignorati. Questa situazione non solo danneggia i lavoratori, ma altera la concorrenza leale tra imprese, rendendo urgente un intervento che ripristini la legalità e la dignità del lavoro.
Più salario, meno cuneo: il lavoro torna a dare futuro
di Giuseppe Salerno
Lavorare deve tornare a significare vivere meglio Il lavoro è uno dei principali strumenti di autonomia, dignità e inclusione sociale. Eppure oggi, per molte persone, lavorare non significa necessariamente stare meglio. In Italia il problema non è soltanto il livello delle retribuzioni, ma la distanza tra il costo sostenuto dall’impresa e ciò che effettivamente arriva nella busta paga del lavoratore. Su questo pesa un sistema fiscale e contributivo che rende il lavoro costoso per chi assume e, allo stesso tempo, riduce il reddito disponibile di chi lavora. La questione salariale si intreccia inoltre con precarietà, part-time involontario, contratti poveri e differenze territoriali. Nel Mezzogiorno queste criticità sono ancora più evidenti: meno opportunità, salari mediamente più bassi e maggiore difficoltà per giovani e donne a costruire un percorso professionale stabile. Ridurre il peso fiscale sul lavoro e aumentare i salari, quindi, non può essere una gara a chi promette di più. Ogni riduzione delle tasse deve avere una copertura finanziaria e ogni aumento stabile dei salari deve essere sostenibile per le imprese. La vera sfida è spostare il peso fiscale dal lavoro verso ciò che produce meno valore, contrastare l’evasione e utilizzare le risorse disponibili per rendere più conveniente assumere, investire e pagare meglio. Un Paese che vuole crescere deve fare del lavoro di qualità una priorità: non semplicemente più occupazione, ma occupazione stabile, qualificata e adeguatamente retribuita.
Piano di rilancio salariale e welfare aziendale tramite incentivi fiscali
di Laura Ceruti
Il ceto medio italiano sta vivendo una crisi senza precedenti, schiacciato da un potere d'acquisto in costante erosione e da stipendi che non tengono il passo con l'inflazione e il costo della vita. Questa situazione non è solo un dato economico, ma una ferita profonda che colpisce la dignità di chi lavora, sentendosi sempre meno tutelato e valorizzato. Le attuali politiche assistenziali si sono rivelate inefficaci e costose, mancando di stimolare una crescita reale. È necessario un cambio di paradigma che smetta di considerare il lavoratore come un semplice costo, promuovendo invece un'imprenditoria illuminata capace di investire nel capitale umano. La sfida è trasformare il sistema produttivo in un motore di benessere diffuso, finanziando queste misure attraverso un recupero serio e rigoroso dell'evasione fiscale, anziché gravare ulteriormente su chi già contribuisce regolarmente.
Riduzione aliquote per certe aziende
di Roberto Marino
Riduzione aliquote
Per aumentare i salari eliminiamo le RENDITE invece di ridurre il cuneo fiscale
di Flavio Tosi
"Come possiamo ridurre le tasse sul lavoro e aumentare i salari senza cadere negli slogan e nelle promesse impossibili?" É una domanda malposta e tendenziosa. Vorrebbe far capire che basta ridurre le tasse (Irpef, cuneo o IVA che sia) per fare in modo che le aziende paghino di più. E sul breve - visti i vinoli legislativi sul lavoro - ci può anche stare. Poi l'impresa sostituisce tutti i lavoratori con maestranze dove i vincoli di legge non ci sono, e la legge di mercato torna a definire il livello degli stipendi netti- e l'azienda a tenersi negli utili la riduzione fiscale. Il problema è considerare il Lavoro come un unicum. In Italia non abbiamo un problema di salari ma un problema di generazione di valore. Non però nel senso che è comunemente inteso - ossia che abbiamo imprese a bassa tecnologia e quindi non possono pagare salari alti. Il probelma NON è la produttività. Possiamo generare valore con l'AI o spostando letame. non cambia. Il problema nasce quando metà della gente lavora creando valore e l'altra metà vive di rendita assorbendo valore attraverso rendite di posizione. Rendite che sono di due tipi: Rendite che sono pagate direttamente dalle Tasse ( una per tutte: burocrati che fanno lavoro inutile ) Rendite che sono garantite dallo Stato ( Aziende di Stato, capitalismo familiare protetto dallo stato, professionisti che vivono perchè c'è uno stato burocraticizzato etc )
Riforma del fisco
di Daniele Forti
- 4M lavoratori sotto 9€/ora (INPS), concentrati in agricoltura, logistica, ristorazione, servizi. - 900 CCNL ma i contratti pirata coprono 2M lavoratori senza tutela reale. GER: salario minimo dal 2015, disoccupazione scesa da 5% a 3.4%. Effetto consumi: +3 Mrd (propensione marginale alta per redditi bassi). 900+ CCNL (contratti collettivi nazionali): molti firmati da sindacati di comodo per abbassare i minimi. GER: ~200 CCNL. - Trattenute pensioni tra le piú alte in europa: ITA 33%, GER 18,6% , FRA 27,8% e SPA 28,3% - 3 scaglioni attuali (23-35-43%) penalizzano il ceto medio (28-50K)
Profitti da rivedere
di Piero Zanotti
In IT abbiamo una presenza importante di PMI familiari in fase di passaggio generazionale. Per una discontinuità importante è bene rivedere l’aspetto dei profitti, come ? 1. Ridistribuzione adeguata di una parte del profitto nel business 2. Fare sempre piani di business affidabili, soprattutto con obiettivi raggiungibili e misurabili anche dal dipendente evitando la “navigazione a vista” sempre molto presente. 3. Instaurare la policy del raggiungimento obiettivi, ma non a tutti i costi. Bisogna salvaguardare la sostenibilità di ogni processo 4. A questo punto penso che raggiungiamo delle migliori fasce salariali pur mantenendo alta la competitività dell’azienda.
Riforma del sistema politico: finanziamento pubblico, trasparenza e stabilità
di DOMENICO PIROZZI
L'attuale sistema di finanziamento e organizzazione dei partiti politici in Italia soffre di una cronica opacità e di una frammentazione che indebolisce la stabilità democratica. La mancanza di regole certe sulla gestione economica e sulla rappresentanza territoriale ha generato una profonda sfiducia nei cittadini verso le istituzioni. È necessario superare l'attuale modello di finanziamento privato, spesso poco trasparente, per tornare a una forma di sostegno pubblico che sia però rigorosamente controllata. La stabilità del quadro politico è oggi minata da una proliferazione di sigle che non garantiscono processi decisionali lineari, rendendo urgente un intervento che leghi il finanziamento al radicamento reale sul territorio e alla trasparenza gestionale.
Riforma della Medicina Generale: introduzione della telemedicina obbligatoria
di DOMENICO PIROZZI
Il sistema di medicina generale italiano è oggi gravato da un numero eccessivo di pazienti per singolo medico, una criticità strutturale alimentata dalla cronica carenza di organico. Questa saturazione impedisce una presa in carico efficace, penalizzando soprattutto i pazienti più fragili che necessitano di maggiore attenzione. La mancanza di standard tecnologici vincolanti rende l'assistenza disomogenea sul territorio, trasformando il rapporto medico-paziente in una gestione burocratica anziché clinica. È necessario intervenire per alleggerire il carico di lavoro, garantendo al contempo una qualità assistenziale moderna e accessibile.
Viviamo i nostri terreni poveri
di Maria Grazia Bartolini
Ci sono fondi rurali abbandonati soprattutto attorno ai piccoli paesi di montagna Ricostruire la vecchia casa colonica può essere troppo oneroso e antieconomico Ma è importante prendersi cura e manutenere il territorio per evitare frane e dissesti idrogeologici
Sistema di pre-audit volontario per la conformità normativa delle imprese
di Riccardo Pagliettini
Le imprese italiane, in particolare le piccole e medie realtà, si trovano quotidianamente a navigare in un labirinto burocratico complesso e spesso opaco. Questa incertezza normativa espone gli imprenditori al rischio costante di sanzioni pesanti o interruzioni forzate dell'attività, anche in presenza di una reale volontà di conformità. Il problema non è solo economico, ma culturale: il rapporto tra Stato e impresa è percepito come puramente punitivo, trasformando l'autorità di controllo in un avversario anziché in un partner della legalità. È necessario superare questa logica, poiché la mancanza di strumenti preventivi accessibili impedisce di rilevare criticità, come quelle legate alla sicurezza sul lavoro, prima che diventino emergenze o violazioni sanzionabili.
Liste d’attesa: semplici rimedi.
di Pietro Setti
Liste d’attesa: legate al maggior numero di esami richiesti per l’invecchiamento della popolazione. Legate alle richieste di esami inappropriati (costo 11 miliardi), per la Medina difensiva (350.000 cause in più ogni anno, il 95% risolte con proscioglimento e durata media 6 anni); diminuzione e invecchiamento del personale sanitario.