Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Lavoro

Più salario, meno cuneo: il lavoro torna a dare futuro

di Giuseppe Salerno

Lavorare deve tornare a significare vivere meglio Il lavoro è uno dei principali strumenti di autonomia, dignità e inclusione sociale. Eppure oggi, per molte persone, lavorare non significa necessariamente stare meglio. In Italia il problema non è soltanto il livello delle retribuzioni, ma la distanza tra il costo sostenuto dall’impresa e ciò che effettivamente arriva nella busta paga del lavoratore. Su questo pesa un sistema fiscale e contributivo che rende il lavoro costoso per chi assume e, allo stesso tempo, riduce il reddito disponibile di chi lavora. La questione salariale si intreccia inoltre con precarietà, part-time involontario, contratti poveri e differenze territoriali. Nel Mezzogiorno queste criticità sono ancora più evidenti: meno opportunità, salari mediamente più bassi e maggiore difficoltà per giovani e donne a costruire un percorso professionale stabile. Ridurre il peso fiscale sul lavoro e aumentare i salari, quindi, non può essere una gara a chi promette di più. Ogni riduzione delle tasse deve avere una copertura finanziaria e ogni aumento stabile dei salari deve essere sostenibile per le imprese. La vera sfida è spostare il peso fiscale dal lavoro verso ciò che produce meno valore, contrastare l’evasione e utilizzare le risorse disponibili per rendere più conveniente assumere, investire e pagare meglio. Un Paese che vuole crescere deve fare del lavoro di qualità una priorità: non semplicemente più occupazione, ma occupazione stabile, qualificata e adeguatamente retribuita.

LavoroSalariCuneoFiscale
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2 mesi fa
Lavoro

Per aumentare i salari eliminiamo le RENDITE invece di ridurre il cuneo fiscale

di Flavio Tosi

"Come possiamo ridurre le tasse sul lavoro e aumentare i salari senza cadere negli slogan e nelle promesse impossibili?" É una domanda malposta e tendenziosa. Vorrebbe far capire che basta ridurre le tasse (Irpef, cuneo o IVA che sia) per fare in modo che le aziende paghino di più. E sul breve - visti i vinoli legislativi sul lavoro - ci può anche stare. Poi l'impresa sostituisce tutti i lavoratori con maestranze dove i vincoli di legge non ci sono, e la legge di mercato torna a definire il livello degli stipendi netti- e l'azienda a tenersi negli utili la riduzione fiscale. Il problema è considerare il Lavoro come un unicum. In Italia non abbiamo un problema di salari ma un problema di generazione di valore. Non però nel senso che è comunemente inteso - ossia che abbiamo imprese a bassa tecnologia e quindi non possono pagare salari alti. Il probelma NON è la produttività. Possiamo generare valore con l'AI o spostando letame. non cambia. Il problema nasce quando metà della gente lavora creando valore e l'altra metà vive di rendita assorbendo valore attraverso rendite di posizione. Rendite che sono di due tipi: Rendite che sono pagate direttamente dalle Tasse ( una per tutte: burocrati che fanno lavoro inutile ) Rendite che sono garantite dallo Stato ( Aziende di Stato, capitalismo familiare protetto dallo stato, professionisti che vivono perchè c'è uno stato burocraticizzato etc )

Salarirenditecuneo fiscale
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2 mesi fa

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