Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Riduzione degli stipendi di Deputati e Senatori
di Martin Volpe
In un periodo in cui molte famiglie devono affrontare difficoltà economiche e il sistema scolastico soffre spesso per la mancanza di risorse, strutture adeguate e materiali, è necessario ripensare alcune priorità della spesa pubblica. Deputati e Senatori ricoprono un ruolo fondamentale per il funzionamento delle istituzioni, ma la politica dovrebbe essere prima di tutto un servizio alla comunità e non una posizione caratterizzata da privilegi economici lontani dalla realtà quotidiana della maggior parte dei cittadini. Allo stesso tempo, gli insegnanti svolgono un ruolo essenziale nella formazione delle nuove generazioni e nello sviluppo futuro del Paese, spesso con stipendi molto inferiori rispetto a quelli dei rappresentanti politici.
Incentivi fiscali per la stabilizzazione contrattuale e la qualità del lavoro
di Enzo Luongo
Il mercato del lavoro italiano è caratterizzato da un'eccessiva precarietà che impedisce ai lavoratori di pianificare il proprio futuro e alle imprese di consolidare il proprio capitale umano. Questa instabilità cronica mina la fiducia dei cittadini e frena la crescita economica del Paese.
rifondare l'Europa partendo dall'Europa delle politiche ,economiche, degli esteri, del sociale e DIFESA COMUNE
di Giovanni MINTO
Quella che chiamiamo Europa oggi è solo una unione monetaria, nemmeno economica, un piccolo surrogato dell'Europa che ci serve e che necessita nel mondo di oggi! Oggi più di altri tempi è chiaro che se un qualunque leader europeo volesse contare qualcosa non può farlo se alle spalle non non ha una forza militare , anche solo di deterrenza, che invece avrebbe se esistesse un esercito Europeo il che implica prioritariamente un livello politico ... ma se ci fosse un unico livello politico, almeno per alcune materie di competenza ,ora, delle rispettive sovranità nazionali, necessariamente assieme alle politiche di difesa ci sarebbero altre politiche, vedere il titolo, da mettere in comune, forse ne ho dimenticato qualcuna.
Ripensare ad un nuovo modello di lavoro
di Mario Morrione
Il tema del lavoro e’ stato da sempre un tema sul quale la politica ha costruito il suo potere. Oggi la situazione è drammatica, la fuga dei giovani all’estero unitamente alla denatalità sta mettendo a repentaglio il futuro del nostro Paese. A mio modesto parere, non basta incentivare le imprese ad assumere tagliando le tasse, ma vanno rivisti al rialzo, o valutarne forse l’abolizione, di tutti quei contratti da fame per i giovani che si affacciano al mercato del lavoro ( apprendistato ecc). Inoltre l’accesso al credito per costoro, deve essere agevole ed immediato lo Stato ha l’obbligo d’incentivare i giovani che vogliono fare impresa, senza tutele i giovani fuggono e a mio avviso fanno anche bene, perché se avessi 20anni, nonostante un lavoro più che dignitoso scapperei anch’io.
Ridurre le tasse sul lavoro: per lavoratori autonomi e dipendenti, tassazione simile
di Antonella Signore
La tassazione IRPEF del lavoro autonomo, come è risaputo, differisce da quella del lavoro dipendente nelle modalità di esazione in quanto il prelievo avviene non su base mensile ma a consuntivo annuale. Ciò crea innumerevoli disparità e distorsioni tra le due categorie di lavoratori quanto a percezione dell'effettivo reddito conseguito, all'onere dovuto ed ai tempi in cui questo va versato. E' mia convinzione che il sistema di tassazione del lavoro dipendente sia più 'educativo' per il percettore di reddito di quello del lavoro autonomo, induce sicuramente meno a sovrastimare i reali introiti, a calcolare le entrate al netto delle tasse, cioè ad avere maggior contezza del reddito percepito, a scaglionare le imposte dovute, ecc.
il lavoro stabile nel lusso
di roberto navone
la contraffazione, il lavoro nero, l'evasione fiscale, sono tutti aspetti di un problema: la terziarizzazione nel campo della moda
COME AUMENTARE I REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE CON SERVIZI WELFARE
di Enrico Panzacchi
Come ridurre le imposte imposte su redditi da lavoro, aumentando i servizi di welfare prestati dai datori di lavoro
Detrazione del carico fiscale del dipendente assunto a tempo indeterminato
di Rosanna Antonino
Sfruttamento del lavoro -salari troppo bassi- surplus del personale nei corpi di polizia
La scuola
di Maura Stefanuttio
Scuole aperte tutto l’ anno: Come punto di riferimento, Presidio del territorio, Offerta di attivita’ estive alternative, soprattutto scuola dell’infanzia e primaria, Messa in sicurezza degli edifici, con aria condizionata visto il cambiamento climatico
Razionalizzazione costi contributivi
di Sergio Ronco
Nella giungla di oneri contributivi che le imprese versano per i dipendenti riducendne il netto in busta paga, con ogni probabilità ci sono sprechi. In particolare gli oneri INAIL, che dovrebbero essere pesati con logica assicurativa, non sembrano più coerenti con la realtà fattuale degli infortuni.
5 steps verso il futuro
di FRANCESCO PIRODDI
Ridurre la tassazione sul lavoro per i redditi fino a 50.000 euro. E' una misura fondamentale per sostenere il ceto medio - basso italiano, incentivare i consumi e combattere gli effetti dell'inflazione che stanno gravando sulle famiglie. Oggi viviamo una vera e propria povertà lavorativa che sta gettando sconforto tra gli italiani. Lavorare e non riuscire a sopravvivere in maniera dignitosa, rinunciando anche a mangiare una pizza, è umiliante e purtroppo sempre più comune. Il governo, in questi cinque anni, non ha saputo cogliere il grido di aiuto delle lavoratrici e dei lavoratori ed è intervenuto con misure inefficaci e costose. Il taglio IRPEF di 1 o 2 punti per un reddito medio di un lavoratore che guadagna 28.000 euro si traduce in poche decine di euro all'anno.