Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Piano straordinario per il reclutamento e la valorizzazione degli infermieri
di Paolo scungio
La carenza cronica di personale infermieristico, unita a retribuzioni inadeguate, ha trasformato una professione essenziale in un settore in crisi profonda. I turni massacranti e il sovraccarico di lavoro non sono solo un problema di benessere per i professionisti, ma rappresentano un rischio concreto per la sicurezza dei pazienti, aumentando la probabilità di errori clinici, senza dimenticare le continue aggressioni al personale. Questa condizione, diffusa uniformemente su tutto il territorio nazionale e presente anche nelle strutture private convenzionate, ha portato gli infermieri a sentirsi dimenticati dal sistema, rendendo la professione sempre meno attrattiva per le nuove generazioni. Gli eroi del covid sono finiti cosi nel dimenticatoio, usati e abbandonati.
open data obbligatorio
di Rossana Livolsi
La spesa pubblica italiana per appalti sfiora i 150 mld. La trasparenza è frammentata. I dati esistono, ma non sono standardizzati, sono difficili da incrociare, spesso incompleti. Per imprese, analisti e giornalisti è complicati fare analisi. E l'opacità dei dati diffonde il rischio corruzione
Promozione e incentivi strutturali per la diffusione delle Società Benefit in Italia
di Camera dei Deputati
Nonostante le Società Benefit dimostrino una competitività superiore e una capacità unica di generare valore sociale e ambientale, la loro diffusione in Italia rimane limitata a circa 6.000 unità. Il problema principale non risiede in ostacoli burocratici, ma in una carenza di consapevolezza e di spinta istituzionale che ne favorisca l'adozione su larga scala. Considerare la transizione verso questo modello d'impresa come un interesse pubblico strategico è fondamentale per il benessere del Paese. Attualmente, le imprese che scelgono di integrare finalità di beneficio comune nel proprio statuto non godono di un ecosistema di supporto adeguato, perdendo così l'opportunità di scalare impatti positivi che andrebbero a beneficio dell'intera collettività.
Riduzione dell’evasione tramite pagamenti digitali
di Elio Granito
L’economia italiana presenta ancora un elevato utilizzo del contante, che limita la tracciabilità delle transazioni e favorisce fenomeni di evasione fiscale. La diffusione dei pagamenti digitali, seppur in crescita, risulta inferiore rispetto ad altri Paesi europei, anche a causa dei costi delle commissioni per gli esercenti e della scarsa incentivazione all’uso da parte dei cittadini. Questa situazione comporta una riduzione del gettito fiscale, una minore equità tra contribuenti e un rallentamento nella modernizzazione del sistema economico. Inoltre, la limitata diffusione dei POS e dei pagamenti elettronici penalizza l’efficienza delle transazioni e la competitività del Paese. Si rende quindi necessario un intervento strutturale volto a ridurre l’uso del contante e a incentivare l’adozione diffusa di strumenti di pagamento digitali, al fine di migliorare la trasparenza, contrastare l’evasione e favorire lo sviluppo economico.
RINASCITA DEL SUD
di IGINIO CARVELLI
SUPERARE IL GAP NORD-SUD
Piano Nazionale per lo Sviluppo Infrastrutturale Equo e Sostenibile
di An Mercurio
L'Italia è un paese di straordinarie bellezze e potenzialità, ma è innegabile che un profondo divario infrastrutturale ne mini la piena realizzazione. In particolare, il Sud Italia soffre di un ritardo cronico che non è solo una questione di numeri, ma una ferita aperta nel tessuto sociale ed economico. Strade inadeguate, collegamenti ferroviari obsoleti, porti e aeroporti sottosviluppati non sono semplici disagi: sono ostacoli concreti che impediscono alle imprese di crescere, ai giovani di trovare opportunità e ai cittadini di vivere una vita dignitosa. Questo divario frena lo sviluppo dell'intero paese, impedisce la coesione nazionale e condanna intere generazioni a un futuro incerto. È una questione di giustizia sociale ed economica che mi sta profondamente a cuore, perché credo in un'Italia unita e prospera, dove ogni regione, dal Nord al Sud, abbia le stesse opportunità di crescita e benessere, senza che le sue peculiarità vengano snaturate.
Migranti
di Fabio Pipinato
L’Europa ha bisogno di 150 mln di lavoratori altrimenti la sua economia è il suo welfare crollano.
Programma Nazionale per la Prevenzione Primaria delle Malattie Croniche
di Francesco Raffaele Garofalo
Il nostro sistema sanitario è intrappolato in un paradigma reattivo: si interviene solo quando la malattia è già conclamata. Questa logica, oltre a essere insostenibile economicamente, condanna milioni di cittadini a una qualità di vita inferiore, afflitti da malattie non trasmissibili come diabete, patologie cardiovascolari e obesità, che sono in gran parte prevenibili. È inaccettabile che si aspetti di curare anziché prevenire. La salute non è solo assenza di malattia, ma un benessere complessivo che nasce da scelte quotidiane consapevoli. Un'alimentazione equilibrata, una regolare attività fisica, un sonno ristoratore e una gestione efficace dello stress sono i pilastri di una vita sana. Ignorare questi aspetti significa condannare la popolazione a un futuro di dipendenza farmacologica e sofferenza evitabile. È tempo di un cambio di rotta radicale, di investire nella salute dei cittadini prima che sia troppo tardi, promuovendo attivamente stili di vita che rafforzino le difese naturali e migliorino la resilienza individuale e collettiva.
Affitti fuori controllo e concorrenza online: così spariscono i negozi
di CLAUDIA BENAURATO
Il commercio di vicinato è schiacciato da due fattori: da un lato affitti troppo alti, spesso scollegati dai reali incassi, depositi cauzionali esagerati (molto soldi fermi che potrebbero essere investiti), dall’altro la concorrenza dell’online, che non sostiene gli stessi costi (affitto, tasse locali, presenza sul territorio). Questo squilibrio sta portando alla chiusura di molti negozi, alla desertificazione dei centri e alla perdita di servizi essenziali per le comunità. Un negozio non può competere se parte già in perdita tra affitto e concorrenza online.
Inps sulla fatturazione
di Giuseppe Blanco
Oggi con la fatturazione elettronica si è direttamente in contatto con alcuni enti.
Potenziamento Urgente delle Infrastrutture di Trasporto nel Mezzogiorno
di Rocco Longo
Un Paese che non investe in infrastrutture moderne e adeguate è un Paese condannato all'arretratezza. Questa è la cruda realtà che vivo ogni giorno in Puglia, una regione dalla bellezza mozzafiato e dal potenziale turistico esploso nell'ultimo decennio, ma strangolata da una rete di trasporti obsoleta e insufficiente. È inconcepibile e inammissibile che nel 21° secolo, per raggiungere l'aeroporto più vicino da casa mia nel Salento, debba impiegare oltre un'ora, gran parte della quale trascorsa su statali a due corsie. L'autostrada si ferma a 200 chilometri a nord, lasciando il cuore del Mezzogiorno isolato e penalizzato. Questa carenza non solo ostacola la crescita economica e la competitività della regione, ma rende la vita quotidiana dei residenti un calvario e frena lo sviluppo di un settore turistico che meriterebbe ben altra accessibilità. È tempo di colmare questo divario, per permettere alla Puglia e all'intero Mezzogiorno di esprimere il proprio potenziale e competere alla pari con le altre regioni civili del Paese.
Dalla spesa all’impatto: gli incentivi pubblici per la crescita competitiva del sistema produttivo italiano
di Salvatore Iandoli
L’esperienza maturata come professionista di Invitalia - Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, consente di osservare con chiarezza una delle principali criticità del sistema italiano di politiche industriali: la frammentazione degli strumenti di incentivo e la persistente difficoltà nel misurarne l’efficacia reale in termini di crescita, occupazione qualificata e trasformazione del tessuto produttivo. Nel corso degli anni, il nostro Paese ha costruito un articolato ecosistema di agevolazioni – spesso animato da finalità condivisibili – ma caratterizzato da una dispersione di risorse, da sovrapposizioni normative e da una logica eccessivamente orientata all’erogazione piuttosto che all’impatto. In altri termini, si finanziano progetti, ma non sempre si costruisce sviluppo.