Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Salute

Dai gettonisti agli organici stabili: assunzioni triennali e mobilità per la sanità pubblica

di Antonio Craxi

Il ricorso ai medici a gettone è nato come risposta a una carenza reale: turni scoperti, concorsi deserti e servizi che non possono interrompersi. Il dossier del Centro Studi IVS mostra però che l’emergenza si è trasformata in dipendenza. Nel 2024-2025 ANAC ha individuato 442 procedure riconducibili alla fornitura di personale medico e infermieristico, per un valore complessivo dei CIG di 1,064 miliardi di euro. Nel solo 2025 i CIG sono saliti da 187 a 255 (+36%) e il loro valore da 495,90 a 568,21 milioni (+14,6%). Dopo il 31 luglio 2025 almeno 55 aziende sanitarie hanno continuato a stipulare nuovi atti o proroghe; un’indagine FADOI rileva esternalizzazioni nel 54,8% dei pronto soccorso esaminati. La Sicilia presenta un andamento diverso ma non rassicurante: i nuovi CIG scendono da 11,30 milioni nel 2024 a 3,36 nel 2025, per 14,66 milioni nel biennio, ma il dato non misura le ore lavorate su contratti precedenti, la capienza residua degli accordi quadro né la presenza effettiva degli esterni nei reparti. Il problema non riguarda la qualità del singolo professionista, spesso indispensabile, ma un modello che compra ore senza ricostruire gli organici. Il gettonista copre il turno, mentre continuità clinica, audit, formazione, protocolli, coordinamento e responsabilità organizzativa restano prevalentemente sull’équipe stabile. La maggiore libertà e remunerazione dell’esterno può inoltre rendere meno attrattivo il rapporto dipendente e aggravare la fuga dalle sedi difficili, soprattutto pronto soccorso, aree interne, isole e discipline meno richieste. Il divieto, da solo, non risolve la carenza: se applicato senza sostituzione delle ore trasferisce il peso su dipendenti e pazienti; se aggirato attraverso urgenze ripetute, accordi quadro, frazionamenti o codici generici rende permanente l’eccezione. Il nodo è quindi costruire un reclutamento pubblico più rapido, flessibile e attrattivo, capace di garantire continuità dei servizi e di spostare personale verso le aree dove il fabbisogno è maggiore, con obiettivi verificabili di copertura dei posti, riduzione delle ore esterne e permanenza dei professionisti. La frammentazione produce anche un costo invisibile: ogni rotazione richiede orientamento, consegne e integrazione con sistemi e protocolli locali, mentre il controllo di orari e riposi è più difficile quando lo stesso medico lavora per più committenti. Il caso di 442 ore in un mese mostra il limite di controlli non interoperabili e verifiche frammentarie.

Medici a gettoneAssunzioni triennaliStabilizzazione
Punteggio 10Commenta
2 mesi fa
Sicurezza

Sicurezza Italia: prevenire, proteggere, decidere in tempo

di Carmelo Castrogiovanni

La sicurezza non è un capitolo separato dalla crescita: è una condizione per vivere, lavorare, investire e avere fiducia nello Stato. Oggi però l’Italia affronta problemi diversi con strutture spesso scollegate: sicurezza urbana, strade, giustizia, immigrazione, cyber-rischi, dissesto, carceri e protezione civile vengono gestiti come emergenze distinte, invece di essere letti come parti dello stesso sistema. I numeri mostrano quanto costa questa frammentazione. Nel 2024 sulle strade italiane si sono verificati 173.364 incidenti con lesioni, 3.030 morti e 233.853 feriti; il costo sociale, includendo i danni materiali, è stimato in circa 22,6 miliardi di euro. Non basta quindi aumentare le sanzioni: servono prevenzione, manutenzione, tecnologia e strade capaci di segnalare il rischio prima dell’incidente. Anche la giustizia incide sulla sicurezza. Nel 2024 il tempo di definizione stimato era di circa 343 giorni nei tribunali ordinari, 556 nelle Corti d’appello e 973 in Cassazione. Tempi lunghi indeboliscono certezza della pena, tutela delle vittime, recupero dei crediti, fiducia dei cittadini e attrattività economica. Sul territorio le Forze dell’ordine devono fronteggiare criminalità organizzata, reati predatori, violenza, traffici illeciti e criminalità informatica, ma una quota eccessiva di energie resta assorbita da adempimenti, procedure e sistemi che non dialogano abbastanza. L’immigrazione continua troppo spesso a oscillare tra emergenza e propaganda. Sicurezza significa invece distinguere rapidamente chi ha diritto a restare, contrastare reti criminali e sfruttamento, governare gli ingressi legali in base ai fabbisogni reali e pretendere integrazione, lavoro regolare e rispetto delle regole. A questo si aggiungono cyberattacchi, eventi climatici estremi, incendi, dissesto e vulnerabilità delle infrastrutture essenziali. Il costo ricade su famiglie, imprese e servizi pubblici. Questa proposta nasce come sviluppo della precedente “Sistema Italia”: la sicurezza deve diventare una funzione coordinata e preventiva dello Stato. Il principio è semplice: prevenire costa meno che intervenire, e uno Stato che vede prima il rischio protegge meglio cittadini, imprese e territorio. La sicurezza è anche fiducia: quando il cittadino vede tempi lunghi, manutenzione tardiva, zone degradate o istituzioni che arrivano solo dopo il danno, percepisce uno Stato distante. Il problema non è chiedere più Stato, ma uno Stato più presente, coordinato e capace di agire prima.

SicurezzaPrevenzioneGiustizia
Punteggio 10Commenta
3 mesi fa

Hai un'idea per l'Italia?

Registrati e contribuisci con la tua proposta.