Ospedali come scuole: riaprire i poli didattici per formare subito chi serve alla sanità
di Enrico PROCACCI
1 giugno 2026
Tema
La cronica carenza di infermieri, caposala e tecnici sanitari sta paralizzando il sistema, allungando le liste d'attesa e svuotando i presidi periferici. L'attuale modello formativo, basato esclusivamente sulla laurea triennale, crea un imbuto che esclude chi è pronto a lavorare ma non intende o non può seguire un percorso accademico. Questa rigidità emargina potenziali lavoratori motivati e lascia il sistema senza la manodopera necessaria per garantire un'assistenza capillare. Il risultato è un deserto assistenziale nelle periferie e un sovraccarico insostenibile per i medici, che si ritrovano privi del supporto tecnico indispensabile per operare efficacemente.
Soluzione
Si propone di riattivare i poli didattici ospedalieri, gestiti direttamente dal Servizio Sanitario Nazionale, per offrire percorsi di formazione tecnica triennale aperti a chi non prosegue gli studi universitari. Queste figure, dotate di un albo professionale specifico e mansioni chiaramente definite per evitare sovrapposizioni con i laureati, verrebbero immesse rapidamente in corsia e sul territorio per supportare i medici. L'inquadramento avverrebbe tramite contratti dedicati del comparto sanità, garantendo una copertura capillare anche nelle zone oggi scoperte. Il finanziamento di tali percorsi sarebbe ampiamente compensato dall'efficienza operativa recuperata e dalla drastica riduzione dei costi sociali legati alle liste d'attesa.
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