Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Incentivi al Lavoro Femminile, Mobilità e Responsabilità Educativa
di Fabia Dell' Amico
Il problema che mi sta a cuore è duplice: da un lato, l'investimento pubblico nell'istruzione femminile non sempre si traduce in partecipazione al mondo del lavoro, creando un onere per il sistema. Molte donne, pur avendo beneficiato di un percorso di studi, scelgono di non lavorare, vanificando un'opportunità e un costo sociale. Dall'altro lato, c'è una profonda ingiustizia verso quelle donne che, con grande 'grinta' e sacrificio, si impegnano quotidianamente nel mondo del lavoro, spesso in contesti difficili e poco incentivanti. Conciliare vita professionale e personale è una sfida enorme, e la tenacia di queste lavoratrici merita un riconoscimento concreto. È fondamentale valorizzare chi 'tiene duro' e contribuisce attivamente alla società, garantendo al contempo che l'istruzione gratuita sia un trampolino verso l'occupazione e non un privilegio non sfruttato. Inoltre, il mercato del lavoro attuale può intrappolare le persone in posizioni inadeguate, limitando la loro libertà di cercare opportunità migliori e più soddisfacenti.
uso passivo ad un uso attivo. Applicazione piena del DSA europeo anche in Italia
di mauro turi
Le proposte affrontano il problema dell’uso distorto dei social network, spesso dominato da disinformazione, superficialità e spreco di tempo. Sottolinea l’impossibilità di limitarli in modo restrittivo e propone invece un approccio culturale e regolatorio per trasformarli in strumenti utili alla società. In estrema sintesi si propone un passaggio da un uso passivo dei social a un modello attivo, regolato e consapevole, sostenuto sia da interventi culturali sia da strumenti normativi concreti (in attuazione del Digital Services Act europeo su cui il nostro paese è particolarmente carente). Centrale in tutto questo deve essere in particolare il ruolo delle autorità di vigilanza, nel garantire trasparenza, responsabilità e controllo sulle piattaforme digitali.
Obbligo di Consiglieri Under 35 nei CDA per il Ricambio Generazionale
di Francesco Gherlenda
Il mondo aziendale italiano è spesso percepito come un ambiente chiuso, dominato da figure con lunga esperienza ma talvolta meno connesse con le dinamiche attuali e le sfide del futuro. Questa mancanza di ricambio generazionale nei consigli di amministrazione non è solo un problema di rappresentanza, ma un freno concreto all'innovazione, alla competitività e alla capacità delle nostre imprese di affrontare un mercato in continua evoluzione. Le decisioni strategiche prese senza il contributo di menti giovani, che portano con sé una profonda comprensione delle nuove tecnologie, delle tendenze sociali e delle aspettative delle nuove generazioni di consumatori e lavoratori, rischiano di essere miopi e obsolete. È fondamentale iniettare nuova linfa vitale nei vertici aziendali per garantire che le nostre società siano agili, resilienti e pronte a cogliere le opportunità del domani. Questa proposta nasce dalla convinzione che il futuro delle nostre imprese dipenda dalla loro capacità di integrare prospettive fresche e dinamiche, superando logiche di cooptazione e favorendo un vero merito generazionale.
Riforma scolastica: cinema, teatro e musica materie obbligatorie
di Maria Serena Ferriani
L'attuale sistema educativo italiano, pur con i suoi meriti, presenta una lacuna significativa: la scarsa valorizzazione delle discipline artistiche come il cinema, il teatro e la musica. Questa carenza non è un dettaglio, ma un vero e proprio limite allo sviluppo integrale dei nostri giovani. Gli studenti di oggi sono immersi in un mondo visivo e sonoro, eppure la scuola non offre gli strumenti adeguati per comprendere criticamente e apprezzare profondamente queste forme d'arte che plasmano la nostra cultura e la nostra società. È un problema che colpisce direttamente la formazione culturale e la sensibilità critica di migliaia di ragazzi, privandoli di un bagaglio essenziale per interpretare il mondo e per esprimere la propria creatività. Per me, come cittadino, è fondamentale che la scuola non sia solo un luogo di trasmissione di nozioni, ma un laboratorio di crescita umana e culturale, dove l'arte non sia un'appendice facoltativa, ma un pilastro formativo irrinunciabile.
Liberiamo L'Italia
di Giancarlo Li Destri
Via la burocrazia
elezione diretta del Presidente della Repubblica da parte dei cittadini elettori
di Francesco Sannino
L’elezione del Presidente della Repubblica rappresenta uno dei momenti più delicati e significativi della vita istituzionale del Paese. Tuttavia, il sistema attuale, basato sull’elezione da parte del Parlamento in seduta comune, ha mostrato negli ultimi anni evidenti limiti, in particolare nella difficoltà di raggiungere un accordo tra le forze politiche. Le recenti elezioni presidenziali hanno evidenziato il rischio concreto di stallo istituzionale, con votazioni ripetute e inconcludenti che hanno reso necessario il ricorso a soluzioni straordinarie, come la rielezione del Presidente in carica per garantire continuità e stabilità. Queste situazioni, pur gestite con senso di responsabilità, rappresentano un’anomalia rispetto allo spirito originario della Costituzione. Il perdurare di tali impasse rischia di indebolire la credibilità delle istituzioni e di allontanare i cittadini da un momento fondamentale della democrazia, percepito come distante e poco trasparente. È quindi necessario intervenire per rendere il processo di elezione del Capo dello Stato più efficace, partecipato e capace di garantire una scelta certa in tempi definiti, evitando il ripetersi di situazioni di blocco.
Bonus Famiglia Universale: 100€ Mensili per ISEE sotto i 30.000€, Anche Senza Figli
di Giacomo Sannino
Molte famiglie italiane, pur non avendo figli, si trovano ad affrontare crescenti difficoltà economiche. L'aumento costante del costo della vita, dall'affitto alle bollette, dalla spesa alimentare ai trasporti, erode rapidamente il potere d'acquisto, lasciando poco o nulla per imprevisti o per un minimo di serenità. Attualmente, gran parte degli aiuti e dei bonus statali sono condizionati dalla presenza di figli a carico, ignorando una fetta significativa della popolazione che, pur con redditi bassi (sotto i 30.000 euro di ISEE), contribuisce attivamente alla società e si trova in una situazione di vulnerabilità economica. Questa esclusione crea un senso di ingiustizia e di abbandono, poiché anche le coppie o i singoli senza figli meritano un sostegno per mantenere una dignità economica e affrontare le sfide quotidiane. È fondamentale riconoscere che la povertà e la difficoltà economica non sono determinate solo dalla presenza di figli, ma da un insieme di fattori che colpiscono trasversalmente la società. Un intervento mirato a queste famiglie non solo migliorerebbe la loro qualità di vita, ma stimolerebbe anche l'economia locale, poiché il denaro extra verrebbe immediatamente reimmesso nel consumo.
Formazione per il Turismo Sostenibile: Nuovi Lavori per i Giovani
di Robertino Ugolotti
L'ambiente non è solo un bene da proteggere, ma una risorsa inestimabile per il futuro del nostro Paese e, soprattutto, per i nostri giovani. La mia esperienza nei Parchi Nazionali mi ha mostrato il potenziale inespresso di un ambiente vivibile e sostenibile come motore di sviluppo economico e occupazione. Troppo spesso, l'Italia affronta la doppia sfida della disoccupazione giovanile e della necessità di valorizzare il proprio patrimonio naturale. Credo fermamente che queste due sfide possano essere affrontate con una soluzione integrata. Un ambiente sano e ben gestito attrae, genera opportunità e richiede competenze specifiche. È ora di smettere di vedere la tutela ambientale come un costo e iniziare a riconoscerla come un investimento strategico per creare posti di lavoro qualificati e duraturi, specialmente per le nuove generazioni che cercano un futuro nel proprio territorio.
Rifiuti zero
di Marisa De Vitis
Vorrei avere la possibilità di vendere i rifiuti prodotti e adeguatamente separati ad aziende che possono recuperarli e ricavarne materia prima. In questo modo credo che si incentiverebbe la raccolta differenziata anche per quei cittadini che magari non hanno molta sensibilità ecologica.
Il riformismo è un metodo
di tommaso minervini
Essendo un metodo, una modalità di Governo nel quale i valori non sono trattabili ma l'intelligenza e la competenza deve portare ad arrivare, pur per gradi, ai grandi cambiamenti valoriali della sinistra riformista e liberale, riprendendo e declinando alla attualità il riformismo di Gaetano Salvemini, dei fratelli Rosselli dello stesso Piero Gobetti, tanto vituperati nel secolo scorso, ma la cui cultura minoritaria all'epoca, è quella sopravvissuta dal 900. Una storia fatta di Istituzioni sovranazionali: Europa e tutte quelle che riportano il conflitto tra Paesi ai tavoli del confronto delle regole etico, economiche e politiche della diplomazia internazionale. Il metodo riformista coniuga incessantemente, seppure a passi graduali, le libertà dell'individuo rispetto allo Stato e alla stessa ragion politica: vedi i temi della Giustizia, del diritto alla salute, il diritto alla Cultura, alla Sicurezza, ad una problematica Ambientale dove l'uomo produce e lavoro e gode della natura. Condivido la sforzo attuale della Casa riformista di idee specifiche: primum vivere (ci sono le elezioni) . Ma la situazione internazionale e nazionale esigono un NUOVO RIFORMISMO, in una visione complessiva che superi la sindrome minoritaria nella sinistra: lo è stato nel 900 ma oggi la sinistra massimalista oggi di Conte AVS certo PD debbono essere orientati dal movimento riformista delle migliori tradizioni italiane ed Europee. Solo una visione aperta e complessiva farà decollare il Riformismo necessario alle pesanti domande e criticità nazionali ed internazionali, prima che la percezione al cambiamento, che pur si percepisce in Italia e in Europa, come in altre parti del mondo, non assuma caratteri emotivi che durano una stagione politica nel fluire dei cicli elettorali. E' necessaria un'azione forte riformista a tutto tondo nei vari campi. Se verrà costituita una cornice solida, ben visibile si potrà inscrivere una piattaforma riformista a partire dalla forma istituzionale, del sistema elettorale, di un nuovo rapporto interno dello Stato con Regioni, Provincie e Comuni ed il vitale rapporto con l'Europa per proseguire alle varie tematiche. Attendo fiducioso la cornice.
Burocrazia e il fallimento del calcio italiano
di Antonio Sgro
Il fallimento del calcio italiano sancito dalla mancata qualificazione al mondiale 2026 per la terza volta di fila. Da 16 anni non si va al mondiale con un danno economico che vale un punto del PIL. E nessun politico ne parla seriamente. Il calcio italiano vale 4 miliardi all’anno, un'industria fiorente che per colpa di chi la gestisce attualmente rischia di fallire. Le colpe sono: carenze delle infrastrutture (assenza di stadi adeguati e moderni); gestione dei vivai in mano a persone poco serie; scandali nella gestione economica delle società; mancanza di obiettività e giustizia sportiva scandalosamente di parte; burocrazia!
Riformare produzione e distribuzione del cinema per dare priorità al cinema italiano e riportare il pubblico nelle sale
di marco castrucci
Oggi il cinema italiano soffre di un problema strutturale che riguarda tutta la filiera: produzione, distribuzione, promozione ed esercizio non funzionano in modo coordinato e non riescono a trasformare il potenziale culturale del settore in forza economica, occupazione stabile e rapporto reale con il pubblico. Si producono opere che troppo spesso non vengono accompagnate bene nella loro vita successiva: escono male, restano poco in sala, ricevono promozione insufficiente e faticano a trovare spettatori. Il sistema tende inoltre a favorire soggetti già forti, già integrati e già presenti nei principali canali di accesso al mercato. Questo penalizza i nuovi autori, i produttori indipendenti, i territori fuori dai grandi centri e molte opere italiane che avrebbero bisogno di più tempo e più spazio per incontrare il pubblico. La distribuzione è spesso troppo concentrata e il cinema nazionale si trova a competere in condizioni squilibrate con grandi titoli internazionali che hanno una forza commerciale e promozionale molto superiore. Il risultato è un impoverimento doppio. Da una parte si indebolisce un settore che potrebbe creare più lavoro, più indotto e più ricchezza. Dall’altra si impoverisce culturalmente il Paese, perché un’Italia che vede sempre meno le proprie storie, i propri conflitti, i propri linguaggi e i propri territori sullo schermo perde immaginario, identità e capacità di raccontarsi. Anche il pubblico si allontana: i giovani non sentono la sala come un luogo vivo e contemporaneo, mentre molte persone adulte e anziane non trovano una proposta continua, riconoscibile e radicata nella realtà italiana. Il problema quindi non è solo sostenere il cinema come settore culturale, ma farlo funzionare come filiera nazionale capace di produrre valore economico e valore simbolico insieme.