Obbligo di Consiglieri Under 35 nei CDA per il Ricambio Generazionale
di Francesco Gherlenda
27 aprile 2026
Tema
Il mondo aziendale italiano è spesso percepito come un ambiente chiuso, dominato da figure con lunga esperienza ma talvolta meno connesse con le dinamiche attuali e le sfide del futuro. Questa mancanza di ricambio generazionale nei consigli di amministrazione non è solo un problema di rappresentanza, ma un freno concreto all'innovazione, alla competitività e alla capacità delle nostre imprese di affrontare un mercato in continua evoluzione. Le decisioni strategiche prese senza il contributo di menti giovani, che portano con sé una profonda comprensione delle nuove tecnologie, delle tendenze sociali e delle aspettative delle nuove generazioni di consumatori e lavoratori, rischiano di essere miopi e obsolete. È fondamentale iniettare nuova linfa vitale nei vertici aziendali per garantire che le nostre società siano agili, resilienti e pronte a cogliere le opportunità del domani. Questa proposta nasce dalla convinzione che il futuro delle nostre imprese dipenda dalla loro capacità di integrare prospettive fresche e dinamiche, superando logiche di cooptazione e favorendo un vero merito generazionale.
Soluzione
Per affrontare la stagnazione generazionale nei vertici aziendali, si propone l'istituzione di un obbligo di legge che preveda la presenza di consiglieri di amministrazione under 35 all'interno dei consigli di tutte le società private e di diritto comune. Questa misura non mira a sostituire l'esperienza, ma a integrarla con la visione e l'energia delle nuove generazioni. La legge dovrebbe stabilire una quota minima o un numero fisso di posti riservati a giovani professionisti con comprovate competenze e meriti, garantendo che la selezione avvenga su base qualitativa e non solo anagrafica. Si potrebbe prevedere un periodo transitorio per l'adeguamento delle aziende e meccanismi di supporto per l'identificazione e la formazione di questi giovani talenti. L'impatto atteso è molteplice: le aziende beneficerebbero di una maggiore capacità di innovazione, di una migliore comprensione delle dinamiche digitali e dei mercati emergenti, e di una governance più dinamica e reattiva. Si favorirebbe inoltre un concreto ricambio generazionale, offrendo opportunità di crescita a giovani meritevoli e rendendo il sistema imprenditoriale italiano più competitivo e attrattivo a livello internazionale. Questa iniziativa rappresenterebbe un segnale forte di fiducia nelle nuove generazioni e un investimento strategico nel futuro economico del Paese.
Punteggio
15
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