Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Riforma della gestione psichiatrica: sicurezza, tutele e strutture di custodia sanitaria
di Enrico PROCACCI
La società attuale vive un'insicurezza crescente a causa di un sistema di gestione delle patologie psichiatriche e delle demenze gravi che appare eccessivamente permissivo. Il principio dell'inclusione sociale, pur nobile, si scontra quotidianamente con la realtà di comportamenti aggressivi che mettono a rischio l'incolumità dei familiari e della comunità. Le famiglie si trovano spesso isolate, prive di strumenti legali e pratici per intervenire quando il malato, vittima di anosognosia, rifiuta le cure necessarie. Si è creato un vuoto di tutela inaccettabile, dove la burocrazia impedisce interventi tempestivi, lasciando che il peso dell'assistenza ricada ingiustamente sui privati mentre le risorse pubbliche restano inutilizzate.
CORSI OBBLIGATORI SUL DIRITTO AL VOTO PER RIDURRE L'ASTENSIONISMO
di LELIO SEMERARO
VOGLIO RIDURRE L'ASTENSIONISMO
Istituzione del Ministero per le Città, l'Intelligenza Artificiale e il Quantum Computing
di Albe Gandossi
L'attuale frammentazione delle competenze tra diversi dicasteri impedisce una visione unitaria dello sviluppo urbano, lasciando le nostre città impreparate di fronte alle sfide della transizione digitale. Senza un coordinamento centrale, mancano strategie coerenti per integrare l'intelligenza artificiale e il calcolo quantistico nel tessuto sociale, frenando l'attrattività degli investimenti e la nascita di modelli di 'senseable city'. Questa dispersione si traduce in difficoltà concrete nella gestione della mobilità autonoma e nella creazione di spazi culturali interattivi, dove il cittadino non è più solo utente ma prosumer. È necessario superare questo stallo per evitare che il divario tecnologico tra i territori si trasformi in una frattura sociale permanente, rendendo le nostre città luoghi di innovazione reale e non solo di consumo passivo.
Disposizione in materia di pensionamento anticipato per lavoratori autonomi e pubblici con disabilità grave e per caregi
di Raffaella Sfregola
La presente legge introduce misure previdenziali a favore dei lavoratori autonomi e pubblici con disabilità grave e dei familiari che prestano assistenza continuativa a persone con disabilità grave, al fine di garantire condizioni di pensionamento adeguate al maggiore carico psicofisico e familiare sostenuto. DISEGNO DI LEGGE Art. 1 – Destinatari 1. Sono destinatari della presente legge i lavoratori pubblici e autonomi che si trovino in una delle seguenti condizioni: - invalidità civile pari o superiore all’80% - handicap in situazione di gravità, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. 2. Sono altresì destinatari: - i genitori lavoratori di figli con handicap in situazione di gravità - i fratelli e le sorelle caregiver, nei casi e alle condizioni di cui all’articolo 5-bis. 3. Le disposizioni della presente legge non si applicano ai lavoratori del settore privato, già destinatari di specifiche misure di pensionamento anticipato per invalidità. Art. 2 – Pensionamento anticipato per lavoratori con invalidità ≥80% o handicap grave 1. I lavoratori pubblici e autonomi che si trovino in una delle condizioni di cui all’articolo 2, comma 1, possono accedere al trattamento pensionistico anticipato con: - almeno 30 anni di contribuzione - 60 anni di età. 2. Non si applicano penalizzazioni sull’importo della pensione. 3. Le disposizioni del presente articolo sono adottate nel rispetto degli articoli 27 e 28 della Convenzione ONU, degli articoli 21, 26 e 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dei principi 3, 9 e 17 del Pilastro europeo dei diritti sociali. Art. 3 – Pensionamento anticipato per lavoratori con disabilità grave con ingresso tardivo nel lavoro 1. I lavoratori pubblici e autonomi con handicap in situazione di gravità che abbiano compiuto 60 anni di età e maturato almeno 15 anni di contribuzione possono accedere al trattamento pensionistico anticipato qualora l’ingresso nel mercato del lavoro sia avvenuto in età superiore ai 30 anni per comprovate ragioni sanitarie. 2. Le ragioni sanitarie devono essere documentate mediante certificazione medica o verbali di invalidità riferibili al periodo antecedente l’ingresso nel lavoro. Art. 4 – Pensionamento anticipato per genitori di figli con disabilità grave 1. I genitori lavoratori di figli con handicap in situazione di gravità possono accedere alla pensione anticipata con: - almeno 30 anni di contributi - 60 anni di età.
Indennità di cessazione attività per ditte individuali e piccole imprese
di Donato Toscano
I titolari di ditta individuale con un numero limitato di dipendenti si trovano oggi in una condizione di estrema vulnerabilità sociale. A differenza dei lavoratori dipendenti, in caso di chiusura definitiva dell'attività, questi soggetti non godono di alcuna forma di ammortizzatore sociale, restando privi di tutele nel momento di massima crisi. Spesso, il reddito generato da queste piccole realtà costituisce l'unica fonte di sostentamento per interi nuclei familiari, rendendo la cessazione dell'attività un evento traumatico che espone le famiglie al rischio di povertà immediata. L'attuale sistema, che esclude di fatto commercianti e artigiani da tutele simili alla NASpI, crea una disparità di trattamento ingiustificata che penalizza chi intraprende un'attività economica autonoma.
Fondo nazionale per la microristrutturazione urbana e il decoro dei Comuni
di Heldi REINERO SHAHINI
Le città italiane soffrono di un degrado diffuso che mina la qualità della vita quotidiana dei cittadini. La mancanza di risorse dedicate alla manutenzione ordinaria trasforma marciapiedi, aree verdi e illuminazione pubblica in simboli di abbandono. Questo declino non è solo estetico, ma incide profondamente sul senso di appartenenza e sulla sicurezza percepita. È necessario intervenire con decisione per invertire questa tendenza, poiché la cura degli spazi pubblici è il primo passo per rigenerare il tessuto sociale e stimolare un rinnovato senso di responsabilità civica.
Piano Nazionale per l'Educazione Musicale e il Lavoro nel Settore Orchestrale
di Federico Zandona'
In Italia, la musica è ancora percepita come un mero hobby o un'attività di svago, perdendo il suo ruolo fondamentale come pilastro educativo e professionale. Questa sottovalutazione priva le nuove generazioni di uno strumento formativo essenziale per la sensibilità e la crescita culturale, relegando il talento dei diplomati dei Conservatori a una precarietà cronica. La mancanza di un sistema strutturato che colleghi la scuola al mondo del lavoro non solo impoverisce il tessuto sociale, ma limita anche lo sviluppo di un indotto economico legato al settore culturale. Investire nella musica significa promuovere una prevenzione attiva contro il disagio giovanile, trasformando l'arte in un volano di cittadinanza consapevole e coesione sociale.
Bilancio Intergenerazionale Nazionale: rendere visibile chi paga il futuro
di Salvatore Alesso
L'Italia è il paese strutturalmente più squilibrato d'Europa sotto il profilo intergenerazionale. Su ogni giovane italiano gravano oggi circa 80k euro di debito pubblico esplicito e 250k euro di debito pensionistico implicito (stime Boeri-Galasso). La spesa per pensioni vale il 16% del PIL, una delle più alte UE; la spesa per istruzione, ricerca, asili nido e politiche per i minori è tra le più basse. L'Indice di Giustizia Intergenerazionale sviluppato dal prof. Vincenzo Galasso (Bocconi) nell'ambito del progetto europeo Age-It colloca l'Italia agli ultimi posti su quattro dimensioni: equità economica, accesso ai servizi, uguaglianza relazionale, uguaglianza politica. La riforma costituzionale del 2022 (artt. 9 e 41 Cost.) ha introdotto la tutela degli ecosistemi "anche nell'interesse delle future generazioni", ma è rimasta largamente inattuata. Nel febbraio 2026 è stata introdotta la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), che soffre di tre limiti strutturali. Primo: la VIG copre solo i disegni di legge del governo, escludendo i decreti-legge, oggi lo strumento normativo dominante. Si valutano i provvedimenti che contano meno, non quelli che cambiano davvero il paese. Secondo: la metodologia è discrezionale e qualitativa, non basata su indicatori standardizzati e comparabili nel tempo e tra paesi. Ciò la rende vulnerabile a valutazioni autoreferenziali e di comodo. Terzo: la VIG non si applica né alla Legge di Bilancio - che redistribuisce ogni anno centinaia di miliardi tra generazioni - né alle scelte delle grandi partecipate pubbliche (CDP, ENI, Enel, Leonardo, Poste, FS, Snam, Terna), che pure plasmano il paese con investimenti pluridecennali in energia, infrastrutture, transizione, difesa. Il risultato è una politica strutturalmente "presbite": le decisioni guardano alla coorte di elettori più numerosa e attiva, scaricando costi e oneri su chi non vota o non è ancora nato. Senza uno strumento quantitativo, robusto e vincolante di rendicontazione, la riforma costituzionale del 2022 rischia di restare lettera morta e la VIG di trasformarsi in un adempimento di facciata. L'Italia non ha bisogno di un nuovo strato di valutazioni qualitative, ma di un vero Bilancio Intergenerazionale: una contabilità trasparente di chi paga oggi e di chi pagherà domani.
Italia Futura: Il Manifesto del Benessere e della Consapevolezza
di Ettore Sanguinetti
L’Italia che vogliamo costruire non è solo unna nazione che cresce economicamente ma anche che mette al centro i diritti della persona. Questa proposte nascono dalla convinzione che i diritti civili e sociali non siano privilegi per pochi, ma pilastri su cui fondare una società moderna e inclusiva. Il nostro progetto si articola su interventi urgenti che partono dalla scuola — cuore pulsante dell’educazione all’empatia, alla sessualità consapevole e all’innovazione artistica — per arrivare alle nostre città, dove il supporto psicologico deve diventare un servizio di quartiere accessibile a tutti. Non c’è progresso senza il rispetto dei più fragili, senza una lotta decisa contro ogni forma di razzismo e senza un impegno concreto per la sicurezza sul lavoro e la sostenibilità ambientale. Investire oggi negli autobus elettrici, nella pulizia dei nostri mari e nel riconoscimento del talento creativo dei giovani nei nuovi linguaggi significa disegnare un’Italia viva, coraggiosa e profondamente umana. Dunque nella mia opinione la salute mentale è un diritto universale e non un privilegio economico e quindi propongo che si studi nelle scuole la psicologia fin dalle medie e una forte integrazione nel nuovo millennio. L'istituzione dello Psicologo di Quartiere mira a de-stigmatizzare l'assistenza psicologica, rendendola accessibile a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche. Parallelamente, è fondamentale introdurre la figura dello psicologo strutturato già nelle scuole medie: è in questa fase delicata della crescita che si manifestano i primi segnali di disagio. creare una rete di assistenza dedicata ai giovani che affrontano disturbi specifici (ansia, depressione, disturbi alimentari). Questo piano prevede: sportelli d’ascolto accesso libero e con una lista breve d’attesa, Percorsi di supporto empatia per le famiglie dei ragazzi con problemi mentali, affinché non si sentano abbandonate, Una comunità più aperta più percorsi di integrazione e supporto psicologico territoriale e più rispetto nelle scuole dall’educazione sessuale all’integrazione culturale. + creatività una nuova sezione all’artistico per i cinema dell’animazione. Altre proposte estremamente ricche che spaziano dai diritti civili alla sostenibilità, fino alla riforma dei programmi scolastici. Legge e discriminazione contro il razzismo, integrazione sugli immigrati, ambiente e futuro Sostenibile regole per il mare pulito. Investimento in autobus elettrici. Tutela del patrimonio naturale
Gender mainstreaming nel programma riformista
di Valeria Ajovalasit
L'appicazione del gendere mainstreaming in tutto il programma, migliorando la qualità della vita delle donne in ItaliaEliminare il gap salariale tra uomini e donne, aumentare l'occupazione femminile rafforzando nel paese un serio sistema di welfare, oggi isufficiente in particolare nel sud che impedisce alle donne di partecipare attivamente alla vita del paese dal lavoro alla vita pubblica. Parlare di crisi demografica senza intervenire strutturalmente nella organizzazione delle città e dei suoi servizi resta uno sterile esercizio dialettico.Migliorando la qualità della vita delle donne, ancora oggi costrette a scegliere tra lavoro, affettività e cura, aiuta a creare una società più giusta e più democratica. Combattere la violenza sulle donne è un dovere imprescindibile oggi. Non bastano gli interventi legislativi repressivi utili ma non risolutivi, occorre introdurre nelle scuole in tutti gli ordini e gradi L'educazione affettiva e alle pari opportunità. La violenza sulle donne si combatte incidendo sulla formazione delle giovani generazioni e contrastando la cultura patriarcale che ancora resiste nel nostro paese. La partecipazione attivà e diffusa delle donne nella società rafforzerebbe la nostra capacità economica aumentando sensibilmente il PIL del nostro paese.
Lavoro meno tassato
di Andrea Costi
Perchè il lavoro è più tassato delle rendite mobiliari e immobiliari?
Semplificazione dell'accesso alla professione di guida turistica
di Luca Bellinzona
L'attuale sistema di accesso alla professione di guida turistica in Italia soffoca il potenziale di crescita e occupazione nel settore del turismo culturale. Dopo anni di incertezza e un esame centralizzato dai risultati disastrosi, ci troviamo di fronte a un paradosso: mentre il nostro patrimonio è sempre più valorizzato online da migliaia di persone attraverso i social media, l'accesso offline è bloccato da un patentino ormai anacronistico. Questo sistema non solo limita le opportunità lavorative per tanti giovani e appassionati, ma impedisce anche una piena e dinamica valorizzazione delle nostre ricchezze culturali. È ora di sbloccare questo potenziale, permettendo a chi ha vera passione e competenza di contribuire attivamente al settore.