Bilancio Intergenerazionale Nazionale: rendere visibile chi paga il futuro
di Salvatore Alesso
11 maggio 2026
Tema
L'Italia è il paese strutturalmente più squilibrato d'Europa sotto il profilo intergenerazionale. Su ogni giovane italiano gravano oggi circa 80k euro di debito pubblico esplicito e 250k euro di debito pensionistico implicito (stime Boeri-Galasso). La spesa per pensioni vale il 16% del PIL, una delle più alte UE; la spesa per istruzione, ricerca, asili nido e politiche per i minori è tra le più basse. L'Indice di Giustizia Intergenerazionale sviluppato dal prof. Vincenzo Galasso (Bocconi) nell'ambito del progetto europeo Age-It colloca l'Italia agli ultimi posti su quattro dimensioni: equità economica, accesso ai servizi, uguaglianza relazionale, uguaglianza politica. La riforma costituzionale del 2022 (artt. 9 e 41 Cost.) ha introdotto la tutela degli ecosistemi "anche nell'interesse delle future generazioni", ma è rimasta largamente inattuata. Nel febbraio 2026 è stata introdotta la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), che soffre di tre limiti strutturali. Primo: la VIG copre solo i disegni di legge del governo, escludendo i decreti-legge, oggi lo strumento normativo dominante. Si valutano i provvedimenti che contano meno, non quelli che cambiano davvero il paese. Secondo: la metodologia è discrezionale e qualitativa, non basata su indicatori standardizzati e comparabili nel tempo e tra paesi. Ciò la rende vulnerabile a valutazioni autoreferenziali e di comodo. Terzo: la VIG non si applica né alla Legge di Bilancio - che redistribuisce ogni anno centinaia di miliardi tra generazioni - né alle scelte delle grandi partecipate pubbliche (CDP, ENI, Enel, Leonardo, Poste, FS, Snam, Terna), che pure plasmano il paese con investimenti pluridecennali in energia, infrastrutture, transizione, difesa. Il risultato è una politica strutturalmente "presbite": le decisioni guardano alla coorte di elettori più numerosa e attiva, scaricando costi e oneri su chi non vota o non è ancora nato. Senza uno strumento quantitativo, robusto e vincolante di rendicontazione, la riforma costituzionale del 2022 rischia di restare lettera morta e la VIG di trasformarsi in un adempimento di facciata. L'Italia non ha bisogno di un nuovo strato di valutazioni qualitative, ma di un vero Bilancio Intergenerazionale: una contabilità trasparente di chi paga oggi e di chi pagherà domani.
Soluzione
Sostituire la VIG con il Bilancio Intergenerazionale Nazionale (BIN): strumento obbligatorio, quantitativo e comparabile, fondato sulla migliore evidenza scientifica italiana ed europea. COSA -> Allegato obbligatorio della Legge di Bilancio e di ogni provvedimento di rilevante impatto finanziario, inclusi i decreti-legge. Misura, per ogni misura e per la manovra, l'impatto netto sulle generazioni presenti e future. COME -> Il BIN si basa sull'Indice di Giustizia Intergenerazionale (Galasso et al., The Journals of Gerontology Series B, 2025), sviluppato nel progetto PNRR Age-It dall'Università Bocconi su dati EU-SILC e European Social Survey, articolato in quattro dimensioni: -Equità Economica (povertà, disoccupazione, contratti, salari, casa, resilienza finanziaria); -Accesso ai Servizi Essenziali (sanità, trasferimenti, ambiente, sicurezza, connettività); -Uguaglianza Relazionale (relazioni, ageismo, benessere mentale); -Uguaglianza Politica (voto, rappresentanza parlamentare per età, programmi dei partiti). Inoltre, utilizza come strumento complementare il generational accounting Auerbach-Kotlikoff, adottato oggi da 23 paesi (Germania, Norvegia, USA), per il debito pubblico e pensionistico per coorte. ATTUAZIONE -> Fase 1 (12 mesi): Ufficio Parlamentare Bilancio (UPB), ISTAT, INPS e team Age-It consolidano la metodologia operativa per la valutazione ex-ante. Fase 2: applicazione obbligatoria del BIN, dopo eventuali aggiustamenti. POSSIBILI ESTENSIONI -> Le grandi società a controllo pubblico (CDP, ENI, Enel, Leonardo, Poste, FS, Snam, Terna) - già rendicontatrici CSRD "Wave 1" - inseriscono nella Rendicontazione di Sostenibilità una sezione sull'impatto intergenerazionale dei piani industriali, con metodologia UPB, analoga al BIN. CHI SE NE OCCUPA -> L'UPB elabora annualmente il BIN. Una Commissione bicamerale per le generazioni future lo esamina prima di ogni manovra; un Comitato per la Giustizia Intergenerazionale con accademici e under-35 esprime pareri pubblici. REGOLA -> Ogni misura che peggiora oltre una soglia definita l'IGI deve essere accompagnata da misure compensative a beneficio delle generazioni future. COSTO -> Trascurabile: riutilizza UPB e ISTAT, abolisce VIG e relativo Osservatorio. EFFETTO -> L'Italia dota finanza pubblica e partecipate di uno strumento quantitativo, obbligatorio e comparabile, attuando la riforma costituzionale del 2022 e il Pact for the Future ONU 2024. IL FUTURO NON SI LASCIA IN EREDITA', SI RENDICONTA!
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