Riforma della gestione psichiatrica: sicurezza, tutele e strutture di custodia sanitaria
di Enrico PROCACCI
3 giugno 2026
Tema
La società attuale vive un'insicurezza crescente a causa di un sistema di gestione delle patologie psichiatriche e delle demenze gravi che appare eccessivamente permissivo. Il principio dell'inclusione sociale, pur nobile, si scontra quotidianamente con la realtà di comportamenti aggressivi che mettono a rischio l'incolumità dei familiari e della comunità. Le famiglie si trovano spesso isolate, prive di strumenti legali e pratici per intervenire quando il malato, vittima di anosognosia, rifiuta le cure necessarie. Si è creato un vuoto di tutela inaccettabile, dove la burocrazia impedisce interventi tempestivi, lasciando che il peso dell'assistenza ricada ingiustamente sui privati mentre le risorse pubbliche restano inutilizzate.
Soluzione
Si propone l'istituzione di strutture di custodia sanitaria ad alta intensità assistenziale, dedicate ai casi di comprovata pericolosità sociale, superando l'attuale inefficacia dei percorsi di cura volontari. La decisione di ricovero deve essere sottratta alla discrezionalità del singolo medico e affidata a un'autorità tecnica indipendente, dotata di tutele legali per agire con rapidità e senza timore di ritorsioni. È necessario un riequilibrio economico radicale: la pensione del malato deve essere destinata prioritariamente alla copertura dei costi di degenza nelle strutture pubbliche, eliminando la disparità che oggi penalizza le famiglie che si fanno carico dell'assistenza. Questo modello mira a coniugare la protezione della collettività con un trattamento sanitario rigoroso, superando il buonismo a favore di una gestione pragmatica e sicura.
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