Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Albo semplificato e no-tax area per le piccole associazioni locali
di angelo mazzola
Il tessuto sociale del nostro Paese è composto da innumerevoli gruppi e associazioni minori che, pur svolgendo un ruolo fondamentale per la coesione delle comunità, operano spesso con difficoltà nell'avere un riconoscimento che permetta loro di accedere a contributi. L'attuale normativa del Terzo Settore, con i suoi oneri burocratici e contabili, risulta insostenibile per queste realtà che non possiedono le competenze o le risorse per adeguarsi. Di conseguenza, molti gruppi sono costretti a una gestione informale e 'casalinga' per evitare sanzioni, rinunciando a qualsiasi forma di riconoscimento ufficiale. Questa situazione non solo limita il potenziale aggregativo di tali realtà, ma le espone a rischi gestionali e ne impedisce la crescita, soffocando iniziative spontanee che sono il cuore pulsante della nostra socialità.
Rilancio Lavoro Italia: Meno Tasse, Più Salari e Talenti
di Simone Biffi
Il costo del lavoro in Italia è un fardello insostenibile che soffoca la crescita economica e la prosperità dei cittadini. Salari netti troppo bassi e un cuneo fiscale eccessivo rendono difficile per i lavoratori arrivare a fine mese e per i giovani costruire un futuro nel proprio paese. Questa situazione scoraggia l'occupazione stabile, spinge i nostri talenti migliori all'estero e rende l'Italia meno competitiva a livello internazionale. È una questione che mi sta profondamente a cuore perché vedo amici e familiari lottare per una busta paga dignitosa o costretti a cercare opportunità altrove. Dobbiamo invertire questa rotta, rendendo il lavoro più conveniente per le imprese e più remunerativo per i lavoratori, incentivando l'occupazione giovanile e premiando chi investe nel capitale umano. Solo così potremo garantire un futuro prospero e attrattivo per tutti.
eolico offshore in italia
di Andrea Giuffrida
il tema che voglio affrontare riguarda l'indipendenza energetica di sistema Paese e L'implementazione della tecnologia Eolica Offshore Galleggiante, a largo delle coste dei nostri mari, oltre i 45 Km nella ZEE. il tema riguarda l'intero sistema paese, con la creazione di nuovi posti di lavoro e di una filiera industriale unica nella quale l'Italia può avere un ruolo principale
Gestione fondi PNRR rimanenti
di Daniel Remondini
Il problema è che finora la maggior parte dei fondi PNRR non è stata utilizzata con scopi specifici, ma si sono "persi" in moltissimi rivoli di piccole iniziative locali. E' necessario definire un numero ristretto di obiettivi e sviluppare un sistema per massimizzare la loro possibilità di raggiungimento. Occupandomi di ricerca, ed avendo esperienza di valutazione di progetti, sia come applicante che come valutatore, propongo di 1) individuare un numero limitato di progetti; 2) soprattutto definire un metodo trasparente e veloce per distribuire i fondi ai ricercatori potenzialmente più meritevoli e che più probabilmente possono portare ad un avanzamento della ricerca in quel ambito. Non essendo esperto di Social Sciences and Humanities (SSH) la mia proposta si concentra unicamente su settori STEM. Escludo anche temi che riguarderebbero enti già con specifici canali di finanziamento regolari e corposi (es. fisica delle particelle e delle interazioni fondamentali INFN, astronomia e cosmologia INAF).
Un Nido per Crescere, un Lavoro per Ripartire - il Voucher Universale per l’infanzia
di Gianmarco Gabrieli
L’Italia sta affrontando tre emergenze che spesso vengono trattate separatamente, ma che in realtà sono profondamente collegate: bassa natalità, bassa occupazione femminile e fragilità economica delle donne. Nel 2025 le nascite in Italia sono scese a circa 355 mila, con un ulteriore calo del 3,9% rispetto al 2024. Il saldo naturale è negativo per circa 296 mila persone: nascono molti meno bambini di quante persone muoiano. È un dato che fotografa non solo una crisi demografica, ma anche una crisi di fiducia nel futuro. Alla bassa natalità si somma il problema del lavoro femminile. L’Italia resta uno dei Paesi europei con il più alto divario occupazionale tra uomini e donne: secondo Eurostat, nel 2024 il gender employment gap italiano era il più alto dell’Unione europea, pari a 19,4 punti percentuali. Il problema è particolarmente grave nel Mezzogiorno. Nel 2024 le regioni europee con i tassi di occupazione più bassi erano proprio alcune regioni del Sud Italia: Calabria e Campania erano le uniche regioni UE in cui meno della metà delle persone tra 20 e 64 anni risultava occupata. Questo ritardo non dipende solo dalla mancanza di lavoro in generale, ma anche dal basso tasso di occupazione femminile. Troppe donne rinunciano al lavoro o riducono drasticamente la propria presenza nel mercato del lavoro perché il costo della cura dei figli è troppo alto, l’offerta di servizi è insufficiente o la gestione familiare ricade quasi interamente su di loro. C’è poi un tema spesso rimosso dal dibattito pubblico: la violenza economica. Molte donne subiscono forme di dipendenza, controllo o ricatto economico all’interno della coppia. Non avere un reddito proprio significa, in molti casi, non avere la libertà concreta di scegliere, separarsi, denunciare, ricostruirsi una vita. Il lavoro femminile non è solo una questione economica: è una questione di libertà.
Pensioni Minime Dignitose: Stop alla Povertà
di Gabriella Ziliani
È inaccettabile che nel nostro paese, che si definisce civile e avanzato, migliaia di pensionati siano costretti a vivere con importi inferiori ai 1.000 euro mensili. Questa non è solo una statistica, ma una realtà dolorosa che colpisce i nostri anziani, persone che hanno dedicato una vita al lavoro e al contributo sociale. È una vergogna vedere come il divario tra i grandi profitti e la soglia di povertà si allarghi, lasciando indietro proprio chi dovrebbe godere di un meritato riposo e di una vita dignitosa. La dignità in età avanzata non può essere un lusso, ma un diritto fondamentale. Non possiamo permettere che chi ha costruito il nostro futuro si trovi oggi in condizioni di precarietà economica, incapace di far fronte alle spese quotidiane e alla crescente inflazione. Questo problema mina le fondamenta della nostra coesione sociale e richiede un intervento urgente e risolutivo per garantire a tutti i pensionati un tenore di vita adeguato.
Trasparenza e merito nella gestione degli spazi comuni
di Rossella Montedoro
Oggi, i nostri spazi comuni – luoghi vitali per la cultura, la socializzazione e lo svago – sono spesso sottratti alla collettività. La loro gestione, anziché essere un'opportunità per tutti, è percepita come un privilegio riservato a pochi, assegnata senza trasparenza e senza un vero criterio di merito. Questa prassi non solo limita l'accesso a un'ampia fetta di cittadini, ma soffoca anche la diversità di iniziative e la vitalità culturale delle nostre comunità. È inaccettabile che luoghi destinati a promuovere l'incontro e lo sviluppo sociale diventino appannaggio di 'amici degli amministratori', creando circoli chiusi e monotematici che escludono chiunque non rientri in determinate cerchie. Questo sistema mina la fiducia nelle istituzioni e impedisce la piena espressione del potenziale civico e culturale della nostra città. È un problema che colpisce direttamente la qualità della vita di ogni cittadino, negando il diritto a spazi pubblici gestiti con equità e aperti a tutti.
Cultura
di Raffaella Giannico
L'istruzione fondamentale per un Paese più acculturato ed in grado di pensare
Salario Minimo e Adeguamento Salariale per un Lavoro Dignitoso
di Giovanni Maria Francesco La Scala
I salari in Italia sono diventati insostenibili, non più adeguati al crescente costo della vita e drammaticamente inferiori rispetto alla media europea. Questa disparità non è solo una questione economica, ma una ferita profonda che mina la dignità di milioni di lavoratori. Molti si trovano a lottare quotidianamente per arrivare a fine mese, nonostante un impegno lavorativo a tempo pieno. Il potere d'acquisto si erode costantemente, trasformando l'aspirazione a una vita serena in una corsa ad ostacoli. Questa situazione colpisce indistintamente famiglie, giovani e anziani, creando un senso di precarietà diffusa e limitando le opportunità di crescita personale e sociale. È inaccettabile che in un paese sviluppato come l'Italia il lavoro non garantisca più una vita dignitosa. È un problema che mi sta a cuore perché vedo l'impatto diretto sulla qualità della vita delle persone e sulla fiducia nel futuro del nostro paese.
Recuperi INPS su Quota 100: introdurre per legge il principio di proporzionalità
di Mario Angelo Poltero
La pensione anticipata "Quota 100" (D.L. n. 4/2019) prevede l'incumulabilità con redditi da lavoro dipendente. L'INPS, attraverso la Circolare n. 117/2019 (atto amministrativo interno privo di forza di legge) applica in modo automatico e generalizzato il recupero dell'intera annualità pensionistica, indipendentemente dalla durata del lavoro svolto e dall'entità del reddito percepito. La norma primaria non disciplina le modalità e i limiti del recupero, questa lacuna consente effetti patrimoniali gravemente sproporzionati. Esistono molti casi documentati, fra i quali: un pensionato calabrese ha guadagnato € 1.283 lordi con lavoro stagionale part-time e si è visto chiedere € 27.138 (rapporto 1 a 21, pari a 18 mensilità nette di pensione). Un pensionato modenese ha fatto la comparsa nel film "Ferrari" per € 300 e ha ricevuto una richiesta di € 34.000 (rapporto 1 a 113). La platea potenzialmente esposta supera i 450.000 pensionati Quota 100. Il problema è aggravato dalle procedure. In diversi casi l'INPS ha avviato le trattenute prima di notificare formalmente il provvedimento, ha azzerato intere mensilità di pensione e ha compensato unilateralmente crediti pregressi del pensionato, senza contraddittorio e senza rispettare il limite dell'1/5 previsto dall'art. 69 della L. 153/1969. Il fenomeno è stato evidenziato anche in sede istituzionale. Nel gennaio 2024 il Sottosegretario Durigon ha dichiarato in Commissione Lavoro alla Camera che la questione era "meritevole di attenzione" annunciando una valutazione del Governo. A oltre due anni di distanza nessun intervento è stato adottato. Nel frattempo i tribunali italiani stanno correggendo caso per caso le storture della Circolare 117/2019, con sentenze favorevoli ai pensionati dalla Corte d'Appello di Firenze, dai Tribunali di Lucca, Terni, Rovereto, Modena e dalla Corte d'Appello di Bologna e Trento. La stessa Corte Costituzionale (sentenza n. 162/2025) ha precisato che l'unica pronuncia della Cassazione favorevole all'INPS è rimasta isolata e non costituisce orientamento vincolante. Lasciare la materia alla sola via giudiziaria significa scaricare su pensionati, che per età e condizione economica hanno già difficoltà a tutelarsi, costi e tempi insostenibili, generando migliaia di ricorsi individuali evitabili con un semplice intervento normativo.
Rafforzare la Competenza Parlamentare con Formazione Obbligatoria
di Livio CERUSO
La qualità della nostra democrazia dipende direttamente dalla competenza di chi ci rappresenta in Parlamento. Purtroppo, è un dato di fatto che la preparazione di molti parlamentari italiani sia insufficiente, compromettendo l'efficacia del lavoro legislativo e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Questo problema non è solo una questione di immagine, ma incide profondamente sulla capacità del Paese di affrontare sfide complesse, dalla gestione economica alla tutela dell'ambiente, fino alla riforma della giustizia. Quando i legislatori non possiedono una solida base di conoscenze in materie fondamentali come il diritto costituzionale, l'economia pubblica o il funzionamento dello Stato, le leggi prodotte rischiano di essere inadeguate, inefficaci o addirittura dannose. Questo mi sta a cuore perché vedo come decisioni cruciali per il futuro di tutti vengano prese senza la dovuta preparazione, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana di ogni cittadino e sulla reputazione dell'Italia a livello internazionale. È ora di agire per garantire che chi ci governa sia all'altezza del compito.