Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Riduzione Liste d'Attesa Sanitarie: Accesso Rapido alle Cure
di Ruggiero Crudele
Le lunghe liste d'attesa nel nostro sistema sanitario rappresentano una ferita aperta per migliaia di cittadini. Non si tratta solo di un disagio burocratico, ma di un ostacolo concreto all'accesso a cure essenziali, che mina la fiducia nel diritto alla salute. Ogni giorno, persone malate o con sospetti diagnostici si trovano ad affrontare attese interminabili per visite specialistiche o esami diagnostici, con appuntamenti fissati a mesi di distanza. Questa situazione non solo prolunga l'ansia e la sofferenza, ma può ritardare diagnosi cruciali e l'inizio di terapie tempestive, compromettendo l'efficacia delle cure e, in alcuni casi, la prognosi stessa. È inaccettabile che il diritto alla salute diventi un privilegio per pochi o per chi può permettersi il privato. La mia proposta nasce dalla profonda convinzione che ogni cittadino debba avere la garanzia di un accesso rapido e dignitoso alle prestazioni sanitarie, con l'obiettivo primario di ottenere un appuntamento entro una settimana dalla richiesta. È una questione di equità, efficienza e rispetto per la dignità di ogni persona.
Golden Power: proposte di intervento normativo.
di Andrea Zanetti
Negli ultimi anni, data la crescente complessità degli scenari geopolitici, l’esercizio dei poteri speciali sugli assetti societari da parte del Governo (cd. “Golden Power”) ha assunto una rilevanza sempre più centrale nell’ambito del panorama economico italiano. In forza di ciò, parrebbe opportuno intervenire su taluni profili problematici di questa normativa, che trova il suo fulcro nel D.L. 21/2012. Da un punto di vista sostanziale, un aspetto critico dell’attuale sistema risiede nella facoltà di esercitare il Golden Power anche qualora un’operazione societaria sia posta in essere da un soggetto europeo, ivi compresi quelli stabiliti o residenti in Italia. Ciò, infatti, contribuisce non solo ad accrescere l’incertezza relativa all’esito dell’operazione, ma anche ad alimentare un’impostazione nazionalistica in dei settori (quali, ad esempio, quello della difesa, delle comunicazioni, dell’energia, dei trasporti e della finanza) in cui si dovrebbe iniziare a ragionare in un’ottica eurounitaria. Il “sistema Golden Power” presenta criticità anche sotto l’aspetto procedurale. Su un primo profilo, il D.L. 21/2012 obbliga di fatto le imprese a notificare operazioni che evidentemente non costituiscono una “minaccia di grave pregiudizio” all’asset strategico tutelato, lasciando questa valutazione esclusivamente al Governo. Ciò causa un surplus di notifiche che si concludono in un nulla di fatto (nel 2025 l’esercizio dei poteri speciali è avvenuto solo per il 5% delle operazioni notificate). Su un secondo profilo, la procedura semplificata introdotta al fine di alleviare il suddetto fenomeno, ossia quella della cd. pre-notifica, non è attrattiva (si pensi che nel 2025 vi sono state solo 178 pre-notifiche, 3 in più del 2024, a fronte di 903 notifiche ordinarie, 243 in più rispetto al 2024). La scarsa attrattività è dovuta all’assenza di vantaggi concreti per chi opta per questa via, in quanto: (i) la mancata risposta del Gruppo di Coordinamento – organo interministeriale competente per tale procedura – nei trenta giorni successivi all’invio della pre-notifica vale come silenzio-diniego; (ii) a seguito del rigetto della pre-notifica, l’impresa è obbligata a procedere con la notifica ordinaria senza alcun beneficio per aver precedentemente adottato la procedura semplificata.
Riforma del sistema universitario: autonomia, competitività e innovazione territoriale
di Adriano Caponio
Il sistema universitario italiano è oggi frenato da una governance eccessivamente rigida e da una frammentazione dei finanziamenti che ne limita l'autonomia gestionale e l'impatto scientifico. Questa struttura burocratica impedisce agli atenei di competere efficacemente a livello internazionale e di agire come veri motori di sviluppo per il tessuto economico locale. La mancanza di incentivi basati sul merito e la scarsa integrazione con il mondo delle imprese trasformano spesso le università in torri d'avorio isolate. È necessario un cambio di paradigma che liberi le energie degli atenei, garantendo al contempo che la missione pubblica di ricerca e didattica rimanga il pilastro fondamentale dell'istituzione.
EDUCARE PER TUTTA LA VITA DA 0 a 99 anni - Tre età un solo diritto
di Francesco Profumo
Tre rivoluzioni stanno cambiando le nostre società: demografia, intelligenza artificiale e trasformazione del lavoro. Vivremo più a lungo, nasceranno meno bambini, professioni e competenze cambieranno sempre più rapidamente. Eppure il nostro sistema educativo è ancora costruito sul modello del Novecento: prima si studia, poi si lavora, infine si va in pensione. Un modello che rischia di aumentare le disuguaglianze: tra bambini che partono da condizioni diverse, giovani preparati in modo diseguale al mondo dell’AI e adulti le cui competenze possono diventare rapidamente obsolete. Il problema riguarda quindi tutti: bambini, giovani e adulti. Nell’Europa dell’AI l’educazione non può più essere una fase della vita: deve diventare un diritto permanente.
Congedo per cure: più tutele per i lavoratori con disabilità, inclusi gli autonomi
di Raffaella Sfregola
Molti lavoratori con disabilità devono fare cure periodiche per mantenere la salute, ma oggi rischiano penalizzazioni sul lavoro se si assentano. Gli autonomi stanno ancora peggio: se si fermano per curarsi, non guadagnano nulla e non hanno alcuna protezione. Questo significa che troppe persone devono scegliere tra salute e lavoro, una scelta ingiusta che può peggiorare la loro condizione e aumentare le disuguaglianze. La proposta garantisce tutele reali, tempi certi e protezione da discriminazioni, così che chi ha una disabilità possa curarsi senza perdere reddito, opportunità o dignità.
SBLOCCA-SCUOLA. Basta classi pollaio. Solo 12 studenti, 4 giorni sui banchi e l'Italia torna a correre.
di Francesco Rizzo
Il sistema scolastico italiano necessita di un profondo rinnovamento strutturale per rispondere alle sfide educative e sociali contemporanee. L'attuale modello è afflitto dal problema cronico delle cosiddette "classi pollaio", che compromette irrimediabilmente l'erogazione di una didattica di qualità, impedendo la personalizzazione dell'apprendimento e il corretto sviluppo relazionale degli studenti. Un elevato numero di discenti per aula genera dispersione e non consente un'adeguata gestione delle fragilità e del disagio giovanile. Inoltre, l'organizzazione temporale tradizionale risulta obsoleta e scarsamente in sintonia con le necessità di sviluppo psicofisico degli adolescenti, privandoli del tempo necessario per lo studio individuale, la socialità e il riposo. A ciò si aggiunge uno scollamento tra l'istituzione scolastica e le specificità del territorio, nonché una progressiva marginalizzazione delle discipline umanistiche, essenziali per la formazione del pensiero critico in un'epoca di complessità globale. Il problema colpisce in primis gli studenti, privandoli di un ambiente sano e formativo, ma si ripercuote sull'intero corpo docente, impossibilitato a svolgere il proprio ruolo con efficacia, e sul tessuto sociale ed economico del Paese.
Riforma dell'adozione: apertura ai single tramite percorso di affidamento monitorato
di Roberta Lala
L'attuale normativa italiana sulle adozioni risulta anacronistica, escludendo a priori i single dalla possibilità di adottare nonostante la presenza di numerose persone capaci di offrire un ambiente stabile e amorevole. Questa esclusione ignora la realtà sociale contemporanea, dove la capacità genitoriale non è vincolata alla presenza di una coppia, penalizzando di fatto i minori che restano in attesa di una famiglia. È necessario superare questo pregiudizio normativo per garantire a ogni bambino il diritto a una crescita serena, valorizzando le competenze educative di chiunque possa dimostrare solidi requisiti morali ed economici.
Programma Glow Up: voucher per il talento e la formazione giovanile
di Giovanni Maria De Caro
Oggi, il pieno sviluppo della persona umana è frenato da barriere economiche che impediscono a troppi giovani di accedere ad attività sportive, artistiche e formative. La possibilità di coltivare un talento non dovrebbe dipendere dal reddito familiare, ma essere un diritto garantito per evitare che il potenziale di un'intera generazione vada disperso. Quando le famiglie non possono sostenere i costi di corsi di musica, teatro o programmazione, il Paese rinuncia a una parte del suo futuro capitale umano. Questa disparità di partenza non solo limita la libertà individuale, ma alimenta la fuga dei cervelli e la disuguaglianza sociale. È un dovere della Repubblica rimuovere tali ostacoli, trasformando il sostegno alla crescita personale in un investimento strategico per la coesione e lo sviluppo dell'Italia.
Università smart
di Danilomaria Giglio
Spesso un ragazzo.con una disabilità che lo limita nel movimento non ha la stessa possibilità di accedere alle lezioni scolastiche e universitarie e esami
Il welfare che non va - criticità su invalidità civile e previdenziale - Proposta di modifica ATPO
di Luciano Busacca
Il “welfare che non va" parte dalla sostenibilità: Italia 1,14 figli per donna (Francia 1,61, UE 1,34), occupazione 62,5% contro 71% europeo, speranza di vita in crescita. Risultato: 1,42 attivi per ogni pensione, senza contare l'assistenza. Anche politiche familiari immediate avrebbero effetti tra vent'anni. Oltre a immigrazione programmata, la leva indicata è rendere efficiente la spesa ed eliminare sprechi. Il peso dell'invalidità è centrale. A dicembre 2025 risultano oltre 3,5 milioni di prestazioni di invalidità civile, cecità, sordità e handicap, più 820.000 pensioni di invalidità previdenziale ex L.222/1984: insieme oltre il 23% dello stock delle prestazioni INPS del privato. Nel solo 2025 sono state liquidate 650.803 nuove invalidità civili, +46% rispetto al 2020. Con le previdenziali, il flusso annuale delle invalidità rappresenta il 51% di tutte le prestazioni dell'anno, nel settore privato. L'ATPO, art.445-bis c.p.c., doveva deflazionare il contenzioso. Nel 2025 conta 351.000 giudizi pendenti, pari al 73% dell'intero contenzioso INPS. INPS soccombe in media nel 45% dei casi, con punte oltre 50%. Dopo 4-5 mesi il CTU ribalta il diniego. Il dato è sottostimato perché l'Istituto conta come vittoria anche i riconoscimenti, che ribalta comunque la iniziale negazione, con decorrenza posticipata. Costo stimato: circa 850 milioni annui di prestazioni riconosciute in giudizio, più 230 milioni di spese legali e compensi CTU. I tre punti essenziali: 1) Violazione sostanziale del contraddittorio. Il CTU fissa unilateralmente data, ora e luogo, spesso in orario serale e in studio privato. Il medico INPS, impegnato in altre attività o impossibilitato a coprire più sedi lo stesso giorno, non può presenziare alla visita peritale. Il giudice riceve una relazione del CTU che ha sentito solo il ricorrente e CTP. Violazione dell'art.111 Cost. 2) Conflitto di interessi CTU/CTP. Molti medici sono iscritti all'albo CTU e lavorano anche come consulenti di parte per Patronati. Quando operano come CTU su assistiti dello stesso Patronato per cui fanno il CTP, la terzietà è solo formale. Norma attuale non lo impedisce, in contrasto con art.97 Cost. e art.6-bis L.241/1990.
Progetto V.I.T.A. (Volontariato, Innovazione, Tecnologia, Automazione)
di FABIO MARZOCCHI
coniugare produttività lavorativa, comunità e volontariato
Riforma della deducibilità fiscale per la previdenza complementare e sostegno alle famiglie
di angelo mazzola
L'attuale soglia di deducibilità fiscale per la previdenza complementare, ferma a 5.164 euro dal 2007, è ormai anacronistica e non riflette l'inflazione accumulata in quasi vent'anni. Questo limite statico scoraggia il risparmio previdenziale, penalizzando in particolare i nuclei familiari monoreddito che, pur sostenendo carichi familiari significativi, non godono di alcuna flessibilità fiscale. È necessario superare questo blocco per incentivare una cultura del risparmio a lungo termine, essenziale per garantire la stabilità economica dei cittadini e per convogliare capitali freschi verso il sistema produttivo nazionale.