Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Europa e politica estera

Golden Power: proposte di intervento normativo.

di Andrea Zanetti

Negli ultimi anni, data la crescente complessità degli scenari geopolitici, l’esercizio dei poteri speciali sugli assetti societari da parte del Governo (cd. “Golden Power”) ha assunto una rilevanza sempre più centrale nell’ambito del panorama economico italiano. In forza di ciò, parrebbe opportuno intervenire su taluni profili problematici di questa normativa, che trova il suo fulcro nel D.L. 21/2012. Da un punto di vista sostanziale, un aspetto critico dell’attuale sistema risiede nella facoltà di esercitare il Golden Power anche qualora un’operazione societaria sia posta in essere da un soggetto europeo, ivi compresi quelli stabiliti o residenti in Italia. Ciò, infatti, contribuisce non solo ad accrescere l’incertezza relativa all’esito dell’operazione, ma anche ad alimentare un’impostazione nazionalistica in dei settori (quali, ad esempio, quello della difesa, delle comunicazioni, dell’energia, dei trasporti e della finanza) in cui si dovrebbe iniziare a ragionare in un’ottica eurounitaria. Il “sistema Golden Power” presenta criticità anche sotto l’aspetto procedurale. Su un primo profilo, il D.L. 21/2012 obbliga di fatto le imprese a notificare operazioni che evidentemente non costituiscono una “minaccia di grave pregiudizio” all’asset strategico tutelato, lasciando questa valutazione esclusivamente al Governo. Ciò causa un surplus di notifiche che si concludono in un nulla di fatto (nel 2025 l’esercizio dei poteri speciali è avvenuto solo per il 5% delle operazioni notificate). Su un secondo profilo, la procedura semplificata introdotta al fine di alleviare il suddetto fenomeno, ossia quella della cd. pre-notifica, non è attrattiva (si pensi che nel 2025 vi sono state solo 178 pre-notifiche, 3 in più del 2024, a fronte di 903 notifiche ordinarie, 243 in più rispetto al 2024). La scarsa attrattività è dovuta all’assenza di vantaggi concreti per chi opta per questa via, in quanto: (i) la mancata risposta del Gruppo di Coordinamento – organo interministeriale competente per tale procedura – nei trenta giorni successivi all’invio della pre-notifica vale come silenzio-diniego; (ii) a seguito del rigetto della pre-notifica, l’impresa è obbligata a procedere con la notifica ordinaria senza alcun beneficio per aver precedentemente adottato la procedura semplificata.

Golden Powergeopoliticaeconomia.
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3 mesi fa
Welfare

Il welfare che non va - criticità su invalidità civile e previdenziale - Proposta di modifica ATPO

di Luciano Busacca

Il “welfare che non va" parte dalla sostenibilità: Italia 1,14 figli per donna (Francia 1,61, UE 1,34), occupazione 62,5% contro 71% europeo, speranza di vita in crescita. Risultato: 1,42 attivi per ogni pensione, senza contare l'assistenza. Anche politiche familiari immediate avrebbero effetti tra vent'anni. Oltre a immigrazione programmata, la leva indicata è rendere efficiente la spesa ed eliminare sprechi. Il peso dell'invalidità è centrale. A dicembre 2025 risultano oltre 3,5 milioni di prestazioni di invalidità civile, cecità, sordità e handicap, più 820.000 pensioni di invalidità previdenziale ex L.222/1984: insieme oltre il 23% dello stock delle prestazioni INPS del privato. Nel solo 2025 sono state liquidate 650.803 nuove invalidità civili, +46% rispetto al 2020. Con le previdenziali, il flusso annuale delle invalidità rappresenta il 51% di tutte le prestazioni dell'anno, nel settore privato. L'ATPO, art.445-bis c.p.c., doveva deflazionare il contenzioso. Nel 2025 conta 351.000 giudizi pendenti, pari al 73% dell'intero contenzioso INPS. INPS soccombe in media nel 45% dei casi, con punte oltre 50%. Dopo 4-5 mesi il CTU ribalta il diniego. Il dato è sottostimato perché l'Istituto conta come vittoria anche i riconoscimenti, che ribalta comunque la iniziale negazione, con decorrenza posticipata. Costo stimato: circa 850 milioni annui di prestazioni riconosciute in giudizio, più 230 milioni di spese legali e compensi CTU. I tre punti essenziali: 1) Violazione sostanziale del contraddittorio. Il CTU fissa unilateralmente data, ora e luogo, spesso in orario serale e in studio privato. Il medico INPS, impegnato in altre attività o impossibilitato a coprire più sedi lo stesso giorno, non può presenziare alla visita peritale. Il giudice riceve una relazione del CTU che ha sentito solo il ricorrente e CTP. Violazione dell'art.111 Cost. 2) Conflitto di interessi CTU/CTP. Molti medici sono iscritti all'albo CTU e lavorano anche come consulenti di parte per Patronati. Quando operano come CTU su assistiti dello stesso Patronato per cui fanno il CTP, la terzietà è solo formale. Norma attuale non lo impedisce, in contrasto con art.97 Cost. e art.6-bis L.241/1990.

invalidità civileATPOsostenibilità welfare
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6 mesi fa

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