eolico offshore in italia
di Andrea Giuffrida
28 aprile 2026
Tema
il tema che voglio affrontare riguarda l'indipendenza energetica di sistema Paese e L'implementazione della tecnologia Eolica Offshore Galleggiante, a largo delle coste dei nostri mari, oltre i 45 Km nella ZEE. il tema riguarda l'intero sistema paese, con la creazione di nuovi posti di lavoro e di una filiera industriale unica nella quale l'Italia può avere un ruolo principale
Soluzione
Sono Andrea Giuffrida e lavoro per il gruppo HOPE, società attiva nello sviluppo di impianti da fonti rinnovabili, in particolare eolico offshore. Tra le nostre iniziative, la più rilevante è Barium Bay (Puglia, floating, 1,1 GW), oggi il progetto più avanzato in Italia nel settore, con decreto VIA positivo del 20/05/2025. L’eolico offshore può rappresentare per l’Italia ciò che il nucleare è stato per altri sistemi energetici, ma con tempi di realizzazione più rapidi. Nel mix energetico nazionale, il floating è complementare alle fonti programmabili, nucleare incluso, ed è strategico per autonomia e sicurezza. Un parco commerciale può raggiungere 2 GW con fattori di carico del 40–45%, quasi il doppio del fotovoltaico a terra, e una producibilità paragonabile a una centrale nucleare di media potenza. Secondo il GWEC, l’Italia è il terzo mercato mondiale per il galleggiante. I punti di forza sono evidenti: maggiore costanza del vento rispetto alla terraferma, assenza di impatto visivo dalla costa, sviluppo di filiere industriali strategiche (cantieristica, cavi, acciaio, software) e valorizzazione di grandi player nazionali. Negli ultimi anni il Governo ha compiuto alcuni passi avanti: VIA favorevoli, Decreto Porti (aprile 2025) con Taranto e Augusta poli strategici, e Vademecum MASE (marzo 2025) per l’autorizzazione unica. Tuttavia, il sistema resta lento e frammentato: la VIA è complessa e i pareri del Ministero della Cultura, spesso determinanti, possono rallentare o rinviare le decisioni alla Presidenza del Consiglio. Per Barium Bay, ad esempio, è stato fissato un limite di 45 km dalla costa per azzerare la visibilità degli impianti. La proposta operativa si basa su tre pilastri: Pubblicazione entro 6 mesi delle aste FER2 dedicate all’eolico offshore, con adeguato riconoscimento dei CAPEX. Piano nazionale per la filiera offshore, per rendere l’Italia leader industriale nel settore. Programma di formazione, in collaborazione con ITS, università e imprese, per sostenere una domanda stimata di circa 60.000 occupati qualificati. L’Italia ha tutte le condizioni per diventare leader europeo nell’eolico offshore; ciò che manca è una chiara e tempestiva decisione politica per attuare gli strumenti necessari.
Punteggio
21
Posizione in classifica
#374 di 1426 proposte
#18 di 97 proposte su Energia e ambiente
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