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Istruzione

Gestione fondi PNRR rimanenti

di Daniel Remondini

25 aprile 2026

ricerca e svilupposervizi al cittadinosanità pubblicagestione del territoriovalutazione tra pari

Tema

Il problema è che finora la maggior parte dei fondi PNRR non è stata utilizzata con scopi specifici, ma si sono "persi" in moltissimi rivoli di piccole iniziative locali. E' necessario definire un numero ristretto di obiettivi e sviluppare un sistema per massimizzare la loro possibilità di raggiungimento. Occupandomi di ricerca, ed avendo esperienza di valutazione di progetti, sia come applicante che come valutatore, propongo di 1) individuare un numero limitato di progetti; 2) soprattutto definire un metodo trasparente e veloce per distribuire i fondi ai ricercatori potenzialmente più meritevoli e che più probabilmente possono portare ad un avanzamento della ricerca in quel ambito. Non essendo esperto di Social Sciences and Humanities (SSH) la mia proposta si concentra unicamente su settori STEM. Escludo anche temi che riguarderebbero enti già con specifici canali di finanziamento regolari e corposi (es. fisica delle particelle e delle interazioni fondamentali INFN, astronomia e cosmologia INAF).

Soluzione

Guardiamo quanti fondi sono rimasti dopo i 1000 rivoli di spesa utilizzati finora. Prendiamo una cifra, ad esempio un miliardo. Definiamo un numero limitato di temi di ricerca, faccio alcuni esempi: sviluppo di tecnologie per la produzione di energia nucleare ed energie alternative; ottimizzazione informatica per la gestione della Sanità (esempi: gestione e riutilizzo dati sanitari per la ricerca, integrati su scala nazionale o almeno regionale); ottimizzazione informatica per lo sviluppo di servizi al cittadino a livello municipale, provinciale, regionale, nazionale (esempi: creazione di un catalogo unico di regolamenti e leggi utili al cittadino, e sviluppo di un sistema di Intelligenza Artificiale per la gestione di questo database e delle richieste da parte dei cittadini); sviluppo di tecnologie in campo biomedico: diagnostica di patologie, servizi per gli anziani anche telematici e robotizzati; sviluppo di tecnologie in campo biotecnologico, ad esempio: nuovi farmaci, nuovi vaccini, nuovi ceppi virali batterici e fungini per l'agricoltura; sviluppo tecnologia aerospaziale e delle telecomunicazioni: sistemi satellitari, vettori di ridotte dimensioni e riutilizzabili, piani per raggiungere la fascia degli Asteroidi con guide automatizzate per recuperare materiali (metalli, acqua); sviluppo di tecnologie per gestire l'emergenza climatica: ottimizzazione della gestione dell'energia prodotta, monitoraggio capillare sismico e idrogeologico del territorio. Niente bandi come per PRIN (finanziamenti ridicoli) o come PNRR (elefantiaci) ma si definiscono temi precisi in base a eccellenze già presenti in Italia, si valutano i CV degli scienziati, le loro pubblicazioni pertinenti ai temi proposti (inclusi livelli TRL di prodotti sviluppati), la qualità dell'università in cui operano e il contesto locale (industrie, infrastrutture, collaborazioni internazionali). Individuata la lista, si contattano le persone e viene chiesto di sviluppare un progetto (es di durata quadriennale) con Milestones, Deliverables e regole analoghe ai progetti Europei. Chi non rientra nei gruppi di ricerca scelti, ma è esperto dell'argomento, costituirà una Scientific Advisory Board per valutare lo stato di avanzamento dei progetti, adeguatamente retribuiti. Con un miliardo presumibilmente si possono sviluppare 5-10 aree tematiche, e la suddivisione tra fondi per ricerca e per la sua valutazione tra pari (peer review) in proporzioni 80-20 o 90-10. Difficile ma non impossibile.

Punteggio

21

Posizione in classifica

#388 di 1426 proposte

#40 di 202 proposte su Istruzione

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