Recuperi INPS su Quota 100: introdurre per legge il principio di proporzionalità
di Mario Angelo Poltero
18 aprile 2026
Tema
La pensione anticipata "Quota 100" (D.L. n. 4/2019) prevede l'incumulabilità con redditi da lavoro dipendente. L'INPS, attraverso la Circolare n. 117/2019 (atto amministrativo interno privo di forza di legge) applica in modo automatico e generalizzato il recupero dell'intera annualità pensionistica, indipendentemente dalla durata del lavoro svolto e dall'entità del reddito percepito. La norma primaria non disciplina le modalità e i limiti del recupero, questa lacuna consente effetti patrimoniali gravemente sproporzionati. Esistono molti casi documentati, fra i quali: un pensionato calabrese ha guadagnato € 1.283 lordi con lavoro stagionale part-time e si è visto chiedere € 27.138 (rapporto 1 a 21, pari a 18 mensilità nette di pensione). Un pensionato modenese ha fatto la comparsa nel film "Ferrari" per € 300 e ha ricevuto una richiesta di € 34.000 (rapporto 1 a 113). La platea potenzialmente esposta supera i 450.000 pensionati Quota 100. Il problema è aggravato dalle procedure. In diversi casi l'INPS ha avviato le trattenute prima di notificare formalmente il provvedimento, ha azzerato intere mensilità di pensione e ha compensato unilateralmente crediti pregressi del pensionato, senza contraddittorio e senza rispettare il limite dell'1/5 previsto dall'art. 69 della L. 153/1969. Il fenomeno è stato evidenziato anche in sede istituzionale. Nel gennaio 2024 il Sottosegretario Durigon ha dichiarato in Commissione Lavoro alla Camera che la questione era "meritevole di attenzione" annunciando una valutazione del Governo. A oltre due anni di distanza nessun intervento è stato adottato. Nel frattempo i tribunali italiani stanno correggendo caso per caso le storture della Circolare 117/2019, con sentenze favorevoli ai pensionati dalla Corte d'Appello di Firenze, dai Tribunali di Lucca, Terni, Rovereto, Modena e dalla Corte d'Appello di Bologna e Trento. La stessa Corte Costituzionale (sentenza n. 162/2025) ha precisato che l'unica pronuncia della Cassazione favorevole all'INPS è rimasta isolata e non costituisce orientamento vincolante. Lasciare la materia alla sola via giudiziaria significa scaricare su pensionati, che per età e condizione economica hanno già difficoltà a tutelarsi, costi e tempi insostenibili, generando migliaia di ricorsi individuali evitabili con un semplice intervento normativo.
Soluzione
Per risolvere alla fonte le criticità descritte si propone un intervento normativo su tre livelli. 1°) introdurre per legge il principio di proporzionalità nei recuperi INPS relativi alla pensione Quota 100 e alle analoghe forme di pensionamento anticipato (Quota 102, Quota 103). Va ricordato che Quota 100 fu istituita dal Parlamento con l'obiettivo di favorire il ricambio generazionale nel mercato del lavoro. Trasformarla, per effetto di una circolare interna, in uno strumento che penalizza duramente chi svolge un'attività lavorativa minima tradisce quello stesso obiettivo. Il recupero deve essere calcolato in proporzione al reddito da lavoro effettivamente percepito nel periodo di incumulabilità, e non esteso all'intera annualità pensionistica. Le modalità di riscossione devono inoltre rispettare il limite dell'1/5 del trattamento mensile, con salvaguardia del minimo vitale, garantendo in ogni caso al pensionato mezzi sufficienti per le esigenze quotidiane di vita. 2°) rafforzare le garanzie procedimentali a tutela del pensionato. Nessuna trattenuta sulla pensione dovrebbe poter essere effettuata prima della formale notifica del provvedimento all'interessato, con concessione di un termine minimo di 30 giorni per presentare osservazioni e attivare rimedi. Ogni provvedimento di recupero dovrebbe essere corredato da un prospetto analitico di calcolo, tenere conto della situazione reddituale del nucleo familiare e rispettare il limite dell'1/5 del trattamento pensionistico previsto dall'art. 69 della L. 153/1969, con salvaguardia del minimo vitale. 3°) richiedere formalmente la revisione o abrogazione della Circolare INPS n. 117/2019 nella parte in cui introduce un meccanismo di recupero integrale in assenza di una espressa previsione di legge. L'intervento normativo produrrebbe un triplice beneficio: tutelerebbe i pensionati Quota 100 che si trovano o si troveranno esposti a richieste di recupero sproporzionate, ridurrebbe drasticamente il contenzioso giudiziario in corso, e fornirebbe all'INPS una cornice normativa chiara per esercitare la propria funzione di controllo nel rispetto dei diritti fondamentali. Si tratterebbe di dare seguito concreto a quanto già riconosciuto dal Governo nel gennaio 2024, colmando una lacuna normativa che la giurisprudenza sta correggendo caso per caso con costi umani ed economici evitabili.
Punteggio
21
Posizione in classifica
#381 di 1426 proposte
#54 di 191 proposte su Lavoro
Scrivi in privato al proponente
Il tuo messaggio sarà inviato via email al proponente. Non comparirà in alcun thread pubblico.
Eventi collegati
Organizza un eventoNessun evento organizzato ancora. Vuoi essere il primo?