Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Welfare

Capitale di Autonomia per Tutti. Dalla nascita alla pensione, perche' il capitale smetta di essere privilegio

di Umberto marengo

LA RICCHEZZA SI ACCUMULA SOLO DOVE C'È GIÀ. In Italia il capitale cresce, i salari no. Chi 25 anni fa ha potuto investire 100 euro nel mercato azionario globale si trova oggi con 430 euro. Nello stesso periodo, i salari non hanno nemmeno tenuto il passo con il costo della vita. I salari nominali lordi medi in Italia sono passati da poco sopra ventuno a trentadue mila euro (+56%), una crescita quasi dieci punti percentuali in meno dell’inflazione. Nel frattempo la ricchezza si concentra in una nuova oligarchia, mentre lo Stato continua a tassare principalmente il lavoro. Nel 2000 le prime dieci aziende al mondo per capitalizzazione valevano 3,3 trilioni di dollari, circa il 10% del PIL mondiale. Oggi ne valgono 30 trilioni: il 25% di tutta la ricchezza prodotta nel mondo. Questo è anche il risultato di un grande successo tecnologico, ma queste risorse vengono in larga parte dalla capacità di monetizzare il tempo e l'attenzione di tutti noi. Con la rivoluzione dell'intelligenza artificiale, il nostro sistema fiscale — costruito sul tassare il lavoro — rischia di diventare sempre più inadeguato. Non si può poi vivere aspettando una pensione a settant'anni. Chi lavora oggi arriverà alla pensione con un assegno che in molti casi sarà meno della metà dell'ultimo stipendio netto, spesso sotto i duemila euro al mese. Vogliamo un modello sociale diverso: uno che dia più scelta e più libertà, che permetta di ridurre il carico di lavoro negli ultimi anni, di fermarsi prima, di cambiare. Si può fare, ma bisogna costruire le condizioni da subito. A questo si aggiunge una quasi totale assenza di educazione finanziaria. L'Italia è tra i paesi europei con i livelli più bassi di alfabetizzazione finanziaria, e i giovani non hanno gli strumenti per costruire ricchezza nel tempo. I fondi pensione italiani, nella maggior parte dei casi, rendono meno di strumenti più semplici e costano di più.

giovanipensionisalari
Punteggio 6Commenta
4 mesi fa

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