Educazione civica: serve un docente specialista
di Maria Elena Ritrovato
17 luglio 2026
Tema
L’Italia ha un problema drammatico di senso civico. Regole vissute come fastidi, istituzioni percepite come lontane, diritti invocati e doveri dimenticati. Aldo Moro, che nel 1958 introdusse, da Ministro della Pubblica Istruzione, l'educazione civica nelle scuole ricordava che dignità, libertà e sicurezza non sono beni gratuiti: vanno conquistati. E quindi vanno insegnati. Oggi l’educazione civica è obbligatoria, ma troppo spesso resta una materia minore: frammentata tra docenti, materie e attività occasionali. Si fa quando si riesce, come si riesce, talvolta male e malvolentieri. Non per cattiva volontà dei singoli, ma perché il sistema la tratta ancora come un adempimento, non come una vera disciplina. Questo non può più accadere. Parliamo di Costituzione, Stato, legalità, lavoro, economia, educazione finanziaria, cittadinanza digitale. Non sono temi da affidare all’improvvisazione. Per insegnarli serve chi conosce la grammatica del diritto e dell’economia: chi sa spiegare come nasce una norma, perché esiste una regola, come funzionano le istituzioni, quale rapporto c’è tra libertà e responsabilità.
Soluzione
Rendere l’educazione civica una vera disciplina curricolare, con una titolarità chiara e un percorso riconoscibile. Accanto al contributo di tutte le discipline, serve una figura docente specificamente formata, con solide competenze giuridiche ed economiche. Per questo occorre istituire una nuova classe di concorso per l’educazione civica, aperta ai laureati in giurisprudenza, economia e titoli equipollenti, con adeguata preparazione didattica. L’interdisciplinarità è un valore e va conservata. Ma non può tradursi in frammentazione. Ogni materia può contribuire alla formazione civica degli studenti; tuttavia, Costituzione, istituzioni, legalità, economia, lavoro, educazione finanziaria e cittadinanza digitale hanno bisogno di un presidio unitario, competente e stabile. I ragazzi devono incontrare un’educazione civica viva: casi concreti, simulazioni, dibattiti, lettura di norme, sentenze, contratti, delibere, buste paga, fake news, diritti violati e doveri ignorati. Non una lezione astratta sulle buone maniere, ma una palestra di cittadinanza. L’obiettivo è formare cittadini liberi perché consapevoli, responsabili perché istruiti, rispettosi delle istituzioni perché capaci di comprenderle.
Punteggio
6
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