Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Stati Uniti d'Europa e ristrutturazione dei livelli di governo
di ALDO DE VITA
L'Italia per le nostre dimensioni e nella logica della potenza (economica/militare ecc.) contiamo molto poco. Per proteggere la nostra identità e pseudo democrazia l'unica strada e' la realizzazione degli Stati Uniti d'Europa con un Parlamento che legifera davvero ed un Governo dell'Unione eletto e non nominato.
Un sostegno alle aziende virtuose
di Milano che lavora - Italia Viva Metropolitana
Il gruppo "Milano che Lavora" di Italia Viva Milano Metropolitana ritiene che sia importante sostenere le piccole e medie imprese che costituiscono la base del nostro sistema produttivo. In particolare in questi anni è diventato sempre più difficile per le piccole e medie imprese l'accesso al credito. La nostra idea vuole essere un contributo al supporto delle piccole e medie imprese virtuose, proprio nell'accesso al credito, promuovendo un modello di impresa responsabile e partecipativo attraverso sostegni dedicati e incentivare il lavoro quale strumento per rimuovere le disuguaglianze e per conseguire la realizzazione individuale e del benessere collettivo.
Diritto a restare, diritto a tornare: un programma organico per le persone e i territori del Sud
di Lorena Pacelli
Il Sud e le aree interne italiane non soffrono di un problema di risorse: soffrono di un deficit strutturale di visione. Negli ultimi trent'anni lo spopolamento ha svuotato borghi, chiuso scuole, desertificato servizi sanitari e lasciato incolta una parte crescente di territorio. Nei piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti esistono oggi 886.000 abitazioni vuote e disponibili - un patrimonio enorme - mentre si continua a costruire su suolo vergine nelle periferie delle città medie. Il Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne 2025 (PSNAI), presentato dal Governo come risposta a questi fenomeni, è un'occasione persa. Centralismo senza sussidiarietà, fondi frammentati tra PNRR, FSC, PAC, FSE+ senza una regia unica, zero contratti specifici per medici e docenti nelle aree disagiate, nessuna fiscalità di vantaggio per attrarre giovani famiglie, nessun meccanismo reale di co-progettazione con le comunità. I territori eseguono ciò che Roma decide. Il dato che non si può ignorare: nella SNAI 2014–2020 erano disponibili 1,2 miliardi di euro. Ne sono stati effettivamente impiegati solo il 40%. Non è un problema di soldi: è un problema di governance, di capacità tecnica locale e di assenza di figure di mediazione tra istituzioni e territori. La diagnosi corretta è quella del Manifesto Riabitare l'Italia: i margini non sono "luoghi del ritardo culturale", ma laboratori di innovazione dove testare modelli di qualità della vita che le aree urbane non sanno più offrire. Aria pulita, spazio, comunità, identità, terra: risorse che tornano ad avere valore - ma che restano inaccessibili senza servizi, senza lavoro, senza case recuperate e senza persone che presidino il territorio quotidianamente. Servizi, sviluppo locale, desiderio: i tre assi da attivare insieme, non separatamente. Non si tratta di "assistere" i territori fragili, ma di riconoscerli come asset strategici del Paese. Le aree interne del Sud possono diventare laboratori del futuro - se smettono di aspettare fondi da Roma e cominciano a costruire comunità dal basso, con persone che sanno dove stanno e hanno voglia di starci. La presente proposta si rivolge al Sud e alle aree interne di tutto il Paese, con un focus operativo su Campania e Appennino meridionale dove il fenomeno è acuto ma il potenziale inespresso è altrettanto grande.
Uso consapevole dei social network. Passare da un uso passivo ad un uso attivo. Applicazione piena del DSA in Italia.
di Manrico Macilenti
Le proposte affrontano il problema dell’uso distorto dei social network, spesso dominato da disinformazione, superficialità e spreco di tempo. Sottolinea l’impossibilità di limitarli in modo restrittivo e propone invece un approccio culturale e regolatorio per trasformarli in strumenti utili alla società. In estrema sintesi si propone un passaggio da un uso passivo dei social a un modello attivo, regolato e consapevole, sostenuto sia da interventi culturali sia da strumenti normativi concreti (in attuazione del Digital Services Act europeo su cui il nostro paese è particolarmente carente). Centrale in tutto questo deve essere in particolare il ruolo delle autorità di vigilanza, nel garantire trasparenza, responsabilità e controllo sulle piattaforme digitali.
Asset Building: una dote per costruire il patrimonio e l'indipendenza dei giovani
di Claudia Medda
In Italia, il dibattito si è spesso concentrato sulla protezione del reddito (welfare tradizionale), ma si parla ancora troppo poco di Asset Building, ovvero di politiche che aiutino le fasce più fragili a costruire un patrimonio (casa, risparmi, investimenti, istruzione) per spezzare il ciclo della povertà intergenerazionale. Occorre favorire la mobilità sociale: investire oggi per avere cittadini meno dipendenti dal welfare domani. Siamo un Paese fondato sulla trasmissione della ricchezza privata, ma questa trasmissione oggi è "bloccata" o avviene troppo tardi (spesso per eredità in età avanzata). L’obiettivo non è l'assistenzialismo, ma l'empowerment finanziario e l’inclusione sociale. La legge sul retaggio familiare dovrebbe mirare a: • Ridurre la disuguaglianza di ricchezza (non solo di reddito). • Incentivare il risparmio a lungo termine. • Facilitare l'accesso alla proprietà della prima casa o all'imprenditorialità giovanile.
Istituzione del Dentista di Famiglia: Accesso Universale alle Cure Odontoiatriche
di Niccolò Cappelli
Oggi, l'accesso alle cure odontoiatriche è un privilegio, non un diritto. Troppi cittadini si trovano a rimandare o rinunciare a visite e trattamenti essenziali a causa dei costi proibitivi o della scarsa disponibilità di servizi sul territorio. Questa situazione non solo compromette la salute orale, ma ha un impatto diretto sul benessere generale e sulla qualità della vita. La bocca è lo specchio della nostra salute e trascurarla significa accettare un declino che si ripercuote su tutto l'organismo. È inaccettabile che in un paese civile la prevenzione e la cura dentale siano un lusso. Dobbiamo garantire che ogni cittadino, indipendentemente dal reddito o dalla residenza, possa accedere a un servizio odontoiatrico di base, proprio come avviene per il medico di famiglia. Questo problema colpisce anziani, famiglie a basso reddito e chiunque si trovi in difficoltà economica, creando disuguaglianze sanitarie profonde e ingiuste.
Introdurre il Salario Sostenibile Metropolitano a Milano e nelle grandi città
di Massimo Ungaro
Milano è il motore economico d'Italia, ma anche la città in cui il costo della vita erode più duramente il potere d'acquisto dei lavoratori. Chi percepisce i minimi contrattuali nazionali — concepiti su scala paese — non riesce a sostenere affitti, trasporti e spese familiari nella realtà milanese. Questo memo propone l'istituzione di un Salario Sostenibile Metropolitano (SSM): una soglia retributiva oraria, calcolata annualmente sul costo della vita effettivo dell'area metropolitana milanese, che le imprese possano adottare su base volontaria attraverso un sistema di accreditamento comunale. Il modello di riferimento è il London Living Wage, introdotto nel 2001 e oggi adottato da oltre 16.000 imprese nel Regno Unito. Perché Milano ne ha bisogno • Il divario tra stipendio e costo della vita è insostenibile. Lo stipendio netto medio a Milano si attesta intorno ai 2.050 euro mensili, ma il costo medio di un monolocale supera i 900 euro, portando l'incidenza dell'affitto ben oltre il 45% del reddito — quasi il doppio della soglia del 30% considerata sostenibile a livello internazionale. A Berlino, città con affitti assoluti comparabili, il rapporto affitto/stipendio si ferma al 30%. Il risultato è che molti lavoratori milanesi, pur impiegati a tempo pieno, faticano a risparmiare e vivono in condizione di in-work poverty. • I minimi contrattuali nazionali non riflettono la realtà metropolitana. L'Italia non ha un salario minimo legale e si affida ai CCNL, i cui minimi sono calibrati su un costo della vita medio nazionale. Per un lavoratore del commercio o dei servizi a Milano, il minimo contrattuale può tradursi in un netto mensile di 1.200–1.400 euro: una cifra che nelle province del Sud consente una vita dignitosa, ma che a Milano copre a malapena l'affitto. Il SSM colma esattamente questo gap, introducendo un parametro metropolitano senza interferire con la contrattazione collettiva nazionale. • Vantaggi concreti per il tessuto economico milanese. L'esperienza londinese dimostra che pagare un salario dignitoso non è solo un costo, ma un investimento: le imprese accreditate registrano minore turnover, maggiore produttività e migliore capacità di attrarre talenti. In un mercato del lavoro milanese sempre più competitivo — dove bar, ristoranti e servizi faticano a trovare personale — il SSM offre un vantaggio reputazionale e operativo tangibile. Inoltre, salari più alti si traducono in maggiore spesa locale, alimentando l'economia di prossimità della città.
LA REVISONE DELLA MEDICINA DEL TERRITORIO E DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE
di sergio luzzi galeazzi
L'IMPORTANZA DELL'ARGOMENTO La riforma della medicina territoriale rappresenta uno snodo decisivo per la sostenibilità e l’efficacia del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, le attuali proposte appaiono fortemente scollegate dalla realtà operativa della medicina generale, che è fatta di continuità assistenziale, conoscenza profonda del paziente e relazione fiduciaria costruita nel tempo. L’esperienza maturata in oltre quarant’anni di attività come medico di medicina generale evidenzia come il vero valore della medicina territoriale risieda nella capacità di intercettare precocemente i bisogni, gestire la cronicità, filtrare gli accessi impropri al pronto soccorso e accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura. Questo modello, tuttavia, è oggi messo in crisi da un progressivo aumento della burocrazia, da sistemi informatici orientati più al controllo che all’assistenza e da riforme organizzative che rischiano di svuotare il ruolo del medico di famiglia. In particolare, strumenti come le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e le Case di Comunità, così come attualmente concepiti, rischiano di tradursi in strutture formali prive di reale efficacia clinica e organizzativa, incapaci di garantire quella continuità e responsabilità che sono alla base della presa in carico del paziente. Un ulteriore elemento critico è rappresentato dalla perdita di attrattività della professione: carichi di lavoro elevatissimi, responsabilità crescenti e scarsa autonomia gestionale stanno allontanando le nuove generazioni dalla medicina generale, mettendo a rischio il ricambio e la tenuta del sistema. Senza un ripensamento profondo, il rischio è quello di costruire un sistema territorialmente inefficiente, costoso e incapace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini, con conseguente sovraccarico della rete ospedaliera.
Legalizzazione della Cannabis: Un Passo Necessario per Diritti e Sicurezza
di Giulio Bisoffi
L'Italia si trova in un ritardo inaccettabile rispetto ai principali paesi europei occidentali in materia di diritti civili e riforme radicali. Questa inerzia non solo ci isola, ma perpetua un sistema obsoleto che alimenta problemi sociali ed economici. Il proibizionismo sulla cannabis è un esempio lampante di questa arretratezza: invece di proteggere i cittadini, finisce per rafforzare la criminalità organizzata, che prospera su un mercato nero incontrollato e privo di regole. Questo status quo ha costi altissimi, sia in termini di sicurezza pubblica, con risorse delle forze dell'ordine deviate verso la repressione di reati minori, sia in termini sociali, con migliaia di cittadini criminalizzati per scelte personali che in altri contesti europei sono considerate legali. È ora di agire con decisione e rapidità per allineare l'Italia a standard di civiltà e progresso già adottati altrove, sottraendo potere alla malavita e restituendo libertà e dignità ai cittadini.
Scuole aperte,scuole energetiche - Piano per l'efficientamento energetico e la fruizione estiva degli edifici scolastici
di vincenza la rocca
Oggi molte scuole italiane non dispongono di impianti di climatizzazione adeguati e restano inutilizzate durante i mesi estivi. Questa situazione crea difficoltà organizzative per le famiglie, costi elevati per centri estivi e assistenza ai figli, limitate opportunità educative e sociali per i ragazzi, spreco degli spazi pubblici scolastici per diversi mesi all’anno. La scuola deve diventare un luogo di formazione moderna, uno spazio di aggregazione sociale, un presidio educativo aperto al territorio e soprattutto un esempio concreto di sostenibilità ambientale. Per raggiungere questo obiettivo è necessario investire nell’efficientamento energetico degli edifici scolastici attraverso energie rinnovabili e sistemi di climatizzazione sostenibili. Per questo propongo un grande piano nazionale di riqualificazione energetica delle scuole attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di climatizzazione sostenibili, trasformando gli istituti scolastici in poli educativi aperti tutto l’anno.
Riforma Ergastolo: Reinserimento Sociale e Lavoro per Ex Detenuti
di Lorenzo coluzzi
Il sistema penitenziario italiano, con la pena dell'ergastolo, si trova di fronte a una contraddizione fondamentale: se la funzione primaria del carcere è il reinserimento sociale, allora l'ergastolo, nella sua concezione attuale, nega intrinsecamente questa possibilità. Questa pena, infatti, priva i condannati di ogni prospettiva di ritorno alla società, vanificando ogni sforzo rieducativo e lasciando irrisolto il problema di come conciliare giustizia e recupero. È una questione che mi sta profondamente a cuore perché credo fermamente nel valore della riabilitazione e nella possibilità per ogni individuo di intraprendere un percorso di cambiamento, anche dopo aver commesso reati gravi. Negare questa possibilità significa non solo condannare una persona a una vita senza speranza, ma anche privare la società di un potenziale recupero e di una giustizia più completa e umana.
Riforma del voto digitale: elezioni su tre giorni, voto online sicuro e abolizione della tessera elettorale cartacea
di Andrea Peluso
L’attuale sistema elettorale italiano presenta diversi problemi strutturali che incidono negativamente sulla partecipazione democratica e sull’efficienza dello Stato. Le votazioni si svolgono principalmente in presenza, in un tempo limitato, costringendo milioni di cittadini a organizzarsi in poche ore o in pochi giorni per poter votare. Questo penalizza lavoratori, studenti fuori sede, persone con difficoltà motorie, cittadini lontani dal comune di residenza e anziani. Inoltre, il sistema cartaceo comporta costi elevati per lo Stato: stampa di schede e tessere elettorali, organizzazione fisica dei seggi, scrutinio manuale e utilizzo delle scuole come sedi elettorali, con conseguente sospensione delle attività scolastiche. La tessera elettorale cartacea rappresenta ormai uno strumento superato e facilmente deteriorabile o smarribile. Parallelamente, l’Italia dispone già di strumenti digitali sicuri e diffusi come SPID e la Carta d'Identità Elettronica, ma non vengono ancora sfruttati per modernizzare il sistema democratico. Il crescente astensionismo dimostra inoltre che molti cittadini percepiscono il voto come poco accessibile o troppo complicato. Modernizzare il sistema elettorale significherebbe rafforzare la partecipazione democratica e rendere lo Stato più efficiente, inclusivo e vicino ai cittadini.