Spazio Idee
Salute

LA REVISONE DELLA MEDICINA DEL TERRITORIO E DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE

di sergio luzzi galeazzi

2 maggio 2026

MMGAFT"medicina di gruppo"

Tema

L'IMPORTANZA DELL'ARGOMENTO La riforma della medicina territoriale rappresenta uno snodo decisivo per la sostenibilità e l’efficacia del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, le attuali proposte appaiono fortemente scollegate dalla realtà operativa della medicina generale, che è fatta di continuità assistenziale, conoscenza profonda del paziente e relazione fiduciaria costruita nel tempo. L’esperienza maturata in oltre quarant’anni di attività come medico di medicina generale evidenzia come il vero valore della medicina territoriale risieda nella capacità di intercettare precocemente i bisogni, gestire la cronicità, filtrare gli accessi impropri al pronto soccorso e accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura. Questo modello, tuttavia, è oggi messo in crisi da un progressivo aumento della burocrazia, da sistemi informatici orientati più al controllo che all’assistenza e da riforme organizzative che rischiano di svuotare il ruolo del medico di famiglia. In particolare, strumenti come le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e le Case di Comunità, così come attualmente concepiti, rischiano di tradursi in strutture formali prive di reale efficacia clinica e organizzativa, incapaci di garantire quella continuità e responsabilità che sono alla base della presa in carico del paziente. Un ulteriore elemento critico è rappresentato dalla perdita di attrattività della professione: carichi di lavoro elevatissimi, responsabilità crescenti e scarsa autonomia gestionale stanno allontanando le nuove generazioni dalla medicina generale, mettendo a rischio il ricambio e la tenuta del sistema. Senza un ripensamento profondo, il rischio è quello di costruire un sistema territorialmente inefficiente, costoso e incapace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini, con conseguente sovraccarico della rete ospedaliera.

Soluzione

SOLUZIONI PROPOSTE Una riforma efficace della medicina territoriale deve partire dal rafforzamento dei modelli organizzativi che già esistono e che hanno già dimostrato di funzionare, in particolare le "medicine di gruppo", evolvendole in strutture realmente operative, integrate e responsabilizzate. La proposta prevede il potenziamento delle medicine di gruppo con estensione degli orari fino a 12–16 ore giornaliere, anche 7 giorni su 7, e l’ampliamento del numero di medici per sede, fino a 15 unità, con un bacino di 20.000–30.000 assistiti. Tali strutture devono integrare in modo stabile i medici della continuità assistenziale, superando l’attuale frammentazione. Le AFT come progettate, che si sovrappongono e sostituirebbero le medicine di gruppo, dovrebbero essere trasformate in realtà organizzative concrete, superando la loro attuale natura virtuale. Ma non è possibile che questo avvenga perchè non sono gestite dai MMG e operano in strutture assolutamente inadeguate. Andavano utilizzate le medicine di gruppo e le loro sedi come base operativa per le AFT. Le sedi territoriali così strutturate possono diventare il primo filtro per i codici a bassa complessità, contribuendo in modo significativo alla riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso. Elemento centrale è l’integrazione multidisciplinare: specialisti e professionisti sanitari devono operare in collegamento diretto con il medico di medicina generale, anche attraverso attività ambulatoriali programmate nelle sedi territoriali, con modelli di remunerazione a prestazione. Fondamentale è il principio di coerenza tra responsabilità clinica e gestionale: al medico di medicina generale deve essere riconosciuta la possibilità di gestire risorse e personale necessari alla presa in carico, superando modelli organizzativi che separano responsabilità e potere decisionale. L’ospedale di comunità può rappresentare un ulteriore nodo della rete, purché inserito in una reale continuità di cura e con il coinvolgimento diretto del medico curante. Infine, è necessario restituire attrattività alla professione, attraverso un riconoscimento adeguato del carico di lavoro, una riduzione della burocrazia e un modello organizzativo che valorizzi autonomia, competenze e ruolo del medico di famglia

Punteggio

101

Posizione in classifica

#80 di 1426 proposte

#6 di 138 proposte su Salute

Scrivi in privato al proponente

Il tuo messaggio sarà inviato via email al proponente. Non comparirà in alcun thread pubblico.

La prima fase delle Primarie delle Idee è terminata: non è più possibile inviare messaggi al proponente.

Eventi collegati

Organizza un evento

Nessun evento organizzato ancora. Vuoi essere il primo?