Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Istruzione

Portare l’Italia al 3% del PIL in ricerca e innovazione

di Niccolò Querci

L’Unione europea continua a investire meno di quanto necessario in ricerca e sviluppo: • Nel 2024 la spesa complessiva in R&S è circa il 2,3% del PIL Gli investimenti pubblici diretti (bilanci statali) sono circa 0,71% del PIL Nonostante i progressi, l’Europa resta sotto l’obiettivo storico del 3% del PIL, fissato già da oltre vent’anni. Il risultato è un ritardo strutturale rispetto alle economie più avanzate e una difficoltà a sostenere innovazione, transizione verde e digitale. Il ritardo italiano: stabile ma troppo basso I dati più aggiornati di ISTAT (2025) mostrano un quadro chiaro: • Nel 2023 l’Italia investe 29,4 miliardi di euro in R&S • Pari all’1,37% del PIL, stabile ma in calo rispetto al 2021 Le stime per il 2024 indicano una crescita molto moderata, senza cambiamenti strutturali 👉 In altre parole: l’Italia non sta recuperando il divario. Il confronto europeo è netto: • Italia: ~1,37–1,38% del PIL Media UE: ~2,3% Un problema strutturale, non solo quantitativo Il sistema italiano della ricerca presenta squilibri profondi: • Prevalenza del settore privato (circa 60% della spesa) • Forte concentrazione nelle grandi imprese, spesso multinazionali • Riduzione degli investimenti nelle piccole imprese Università al 25% della spesa totale, ma con risorse limitate • Settore pubblico ancora sottofinanziato 👉 Il risultato è un sistema: • poco diffuso territorialmente • poco integrato • poco capace di generare innovazione diffusa

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6 mesi fa
Cultura

Riforma dell'informazione televisiva: più equilibrio e notizie positive

di Antonella Signore

L'informazione televisiva è spesso parziale. I telegiornali, con la loro costante enfasi su eventi negativi e toni spesso allarmistici, contribuiscono a creare un clima di ansia e sfiducia. Come si può evincere da quanto riportato in questo estratto tratto da "Wikipedia", l'edizione di un telegiornale si struttura in: " notizie d'apertura: con un forte impatto emotivo sullo spettatore che lo sollecitano a guardare l'intera edizione; notizie forti: inserite nel corso del telegiornale per tenere alta l'attenzione dello spettatore; notizie di passaggio: [...]; notizie speciali: riguardanti temi già trattati o interviste a personaggi famosi; notizie di chiusura: che congedano lo spettatore con contenuti interessanti, spettacolari e soprattutto rasserenanti provocando una distensione emotiva." Questo schema di narrazione condiziona i telespettatori per la sua ripetitività e vasta diffusione. Notizie positive di grande rilevanza come la pacificazione in Ruanda, la fine dell'epidemia del virus Ebola, la riduzione della povertà nel mondo, i processi di riforestazione in Italia, per fare un esempio, ed in generale ogni notizia di natura politica ed anche di cronaca positive rimangono pressoché silenti. Questa narrazione distorta non solo impedisce ai cittadini di avere una visione equilibrata della realtà, ma mina anche la capacità di discernere e partecipare attivamente alla vita pubblica. È un problema che mi sta profondamente a cuore perché credo che un'informazione corretta e bilanciata sia fondamentale per il benessere psicologico individuale e per la salute della nostra società.

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6 mesi fa

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