Introdurre il Salario Sostenibile Metropolitano a Milano e nelle grandi città
di Massimo Ungaro
4 maggio 2026
Tema
Milano è il motore economico d'Italia, ma anche la città in cui il costo della vita erode più duramente il potere d'acquisto dei lavoratori. Chi percepisce i minimi contrattuali nazionali — concepiti su scala paese — non riesce a sostenere affitti, trasporti e spese familiari nella realtà milanese. Questo memo propone l'istituzione di un Salario Sostenibile Metropolitano (SSM): una soglia retributiva oraria, calcolata annualmente sul costo della vita effettivo dell'area metropolitana milanese, che le imprese possano adottare su base volontaria attraverso un sistema di accreditamento comunale. Il modello di riferimento è il London Living Wage, introdotto nel 2001 e oggi adottato da oltre 16.000 imprese nel Regno Unito. Perché Milano ne ha bisogno • Il divario tra stipendio e costo della vita è insostenibile. Lo stipendio netto medio a Milano si attesta intorno ai 2.050 euro mensili, ma il costo medio di un monolocale supera i 900 euro, portando l'incidenza dell'affitto ben oltre il 45% del reddito — quasi il doppio della soglia del 30% considerata sostenibile a livello internazionale. A Berlino, città con affitti assoluti comparabili, il rapporto affitto/stipendio si ferma al 30%. Il risultato è che molti lavoratori milanesi, pur impiegati a tempo pieno, faticano a risparmiare e vivono in condizione di in-work poverty. • I minimi contrattuali nazionali non riflettono la realtà metropolitana. L'Italia non ha un salario minimo legale e si affida ai CCNL, i cui minimi sono calibrati su un costo della vita medio nazionale. Per un lavoratore del commercio o dei servizi a Milano, il minimo contrattuale può tradursi in un netto mensile di 1.200–1.400 euro: una cifra che nelle province del Sud consente una vita dignitosa, ma che a Milano copre a malapena l'affitto. Il SSM colma esattamente questo gap, introducendo un parametro metropolitano senza interferire con la contrattazione collettiva nazionale. • Vantaggi concreti per il tessuto economico milanese. L'esperienza londinese dimostra che pagare un salario dignitoso non è solo un costo, ma un investimento: le imprese accreditate registrano minore turnover, maggiore produttività e migliore capacità di attrarre talenti. In un mercato del lavoro milanese sempre più competitivo — dove bar, ristoranti e servizi faticano a trovare personale — il SSM offre un vantaggio reputazionale e operativo tangibile. Inoltre, salari più alti si traducono in maggiore spesa locale, alimentando l'economia di prossimità della città.
Soluzione
Cos'è il Salario Sostenibile Metropolitano • Una soglia retributiva oraria agganciata al costo della vita reale di Milano. A differenza dei minimi tabellari dei CCNL — fissati a livello nazionale e spesso inadeguati per le aree metropolitane ad alto costo — il SSM viene ricalcolato ogni anno sulla base di un paniere locale che include affitto, trasporto pubblico (abbonamento ATM), costi alimentari, utenze domestiche e spese per la cura dei figli. Il calcolo viene affidato a un ente indipendente (ad esempio una fondazione universitaria milanese) secondo una metodologia trasparente e replicabile, analoga al Minimum Income Standard utilizzato dalla Resolution Foundation per il London Living Wage. • Un meccanismo volontario con accreditamento pubblico. Il SSM non è un obbligo di legge, bensì un impegno volontario: le imprese che aderiscono si impegnano a corrispondere almeno la soglia SSM a tutti i propri dipendenti e al personale in appalto (pulizie, vigilanza, mensa). In cambio, il Comune rilascia un marchio di accreditamento — "Milano Salario Sostenibile" — utilizzabile nella comunicazione aziendale. A Londra, questo sistema ha generato un circolo virtuoso reputazionale: metà delle aziende FTSE 100, oltre a marchi come IKEA e Aviva, hanno aderito volontariamente. • Il Comune come primo datore di lavoro aderente. Palazzo Marino e le società partecipate (ATM, MM, A2A, AMAT) adottano per primi il SSM per tutti i lavoratori diretti e in appalto, fungendo da esempio trainante — esattamente come il Sindaco di Londra ha fatto con il City Hall e il Greater London Authority. Raccomandazione Si propone al Comune di Milano di: (1) istituire un tavolo tecnico con università, sindacati, associazioni datoriali e terzo settore per definire la metodologia di calcolo del SSM;(2) lanciare il marchio di accreditamento entro il 2027 coinvolgendo i primi 5 datori di lavoro di Milano: Comune, ATM, Esselunga, Intesa San Paolo, A2A, Unicredit;(3) adottare il SSM per tutto il personale comunale e degli appalti pubblici come primo segnale concreto. Milano ha l'opportunità di diventare la prima città italiana — e una delle prime in Europa continentale — a dotarsi di uno strumento simile al London Living Wage, rafforzando la propria identità di metropoli inclusiva e competitiva.
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