Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Istruzione

Migliorare l'uso del registro elettronico nelle scuole

di Elvira Lucia Evangelista

L'uso del registro elettronico a scuole. Benefici e danni. Il passaggio dal registro cartaceo a quello elettronico ha trasformato la scuola in una sorta di "grande fratello" educativo. Se da un lato abbiamo guadagnato in efficienza, dall'altro abbiamo perso in sana autonomia e salute. Ci sono dei pro e dei contro nell'uso di questo strumento digitale. 1. Comunicazione: Info in tempo reale su voti e assenze. I genitori non hanno bisogno di aspettare i colloqui per scoprire una valutazione negativa. 2. Burocrazia: Calcolo automatico delle medie e report veloci. 3.Responsabilita’: Lo studente ha sempre i compiti e info a portata di clic. 4.Privacy: Accesso protetto da password personali. 5. L'introduzione del registro elettronico non è stata solo una scelta ecologica (meno carta), ma un vero cambio di paradigma. ❌ I Danni: Ci sono aspetti psicologici e sociali non trascurabili: 1. La notifica immediata crea ansia per genitori e figli. Gli studenti si sentono costantemente sotto sorveglianza. Il "voto a sorpresa" comunicato a casa prima ancora di aver varcato il portone della scuola toglie al ragazzo il tempo di elaborare il fallimento o di prepararsi a comunicarlo. 2. Iper-controllo Genitoriale: Il registro elettronico può alimentare l'ossessione dei genitori per i decimali (la differenza tra 6.4 e 6.5 diventa un dramma di stato), minando l'autonomia e la capacità di gestione degli errori dello studente. 3. Il Digital divide: Non tutte le famiglie hanno una connessione stabile o dispositivi adeguati per ogni membro del nucleo familiare, rischiando di emarginare chi è già in difficoltà. 4. Dematerializzazione della memoria: Affidarsi totalmente al registro per sapere cosa fare domani riduce l'abitudine a usare il diario come strumento di pianificazione personale e memoria storica del proprio percorso. 5. Minore necessità di prendere appunti sul diario fisico finisce per soffocare il suo senso di responsabilità. 6. Rischio di data breach o accesso abusivo ai dati sensibili.

Registro elettronico nella scuola.
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7 mesi fa
Istituzioni

Diamo un futuro alla statistica ufficiale

di Filippo di Robilant

Le statistiche ufficiali sono una colonna portante di qualsiasi paese che si ritenga civile e all’avanguardia. Sono essenziali per capire il suo funzionamento e la direzione che prende. Consentono di orientare costruttivamente decisioni pubbliche, avviare politiche, misurarne gli effetti e correggerne gli errori. Da tempo questo strumento si è inceppato. Mentre cresce la quantità d’informazioni disponibili, la capacità delle istituzioni pubbliche di produrre dati affidabili, condivisi e riconosciuti appare sempre più debole (cfr. “La fine dei numeri certi: la crisi della statistica nel mondo”, Giuliana Coccia, Futura Network, 15 aprile 2026). Criticità: 1) Survey fatigue: sempre meno cittadini rispondono ai questionari a causa di una crescente sfiducia nelle istituzioni, timori legati alla tutela della privacy, insofferenza al bombardamento di richieste, cui aggiungere ostacoli tecnici come l’abbandono del telefono fisso e la diffusione di filtri anti-spam. 2) Definanziamento: i sistemi statistici nazionali sono da anni strutturalmente sottofinanziati, causando diminuzione delle indagini sul campo, ritardi negli aggiornamenti degli indicatori, riduzione della capacità di innovare strumenti e metodologie. Senza investimenti adeguati, la statistica pubblica perde la sua funzione di bussola, lasciando governi e istituzioni sempre più esposti al rischio di decisioni basate su informazioni incomplete o distorte. 3) La politica: le agenzie statistiche si trovano esposte a pressioni dirette o indirette da parte dei governi che influenzano tempi di pubblicazione, metodologie di rilevazione, interpretazione dei risultati. Quando l’indipendenza viene minata i numeri smettono di essere un terreno comune e diventano oggetto di contesa, aprendo la strada a decisioni arbitrarie e narrazioni contrapposte. 4) Big Data: molti dati digitali derivano dai social media o dalle piattaforme online, e per questo possono risultare incompleti, distorti e poco rappresentativi, si veda il fenomeno delle fake news. La statistica tradizionale resta fondamentale: solo i metodi di campionamento, controllo e analisi permettono di trasformare grandi quantità di informazioni in conoscenza affidabile. In un’epoca dominata dai Big Data dei colossi privati, il potenziamento di un istituto pubblico capace di leggere i fenomeni sociali con rigore scientifico non è solo una necessità tecnica ma una difesa vitale della democrazia (cfr.”Il Paese che conta”, Linda Laura Sabbadini, Marsilio, 2025).

Istatindipendenzademocrazia
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7 mesi fa

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