Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Piattaforma digitale per il commercio di prossimità e la sicurezza urbana
di Giuseppe Caso
Il commercio di prossimità sta vivendo una crisi profonda, caratterizzata da un progressivo isolamento degli esercenti e da un crescente degrado dei centri urbani. La mancanza di una comunicazione efficace tra l'amministrazione comunale e i titolari delle attività crea un vuoto decisionale, dove spesso solo chi è iscritto ad associazioni di categoria ha voce in capitolo. Questo distacco alimenta un senso di abbandono che si traduce in insicurezza, scarsa cura del decoro e una minore attrattività dei quartieri. È necessario superare questa frammentazione per restituire ai commercianti il ruolo di attori centrali nella vita della città.
Detraibilità IVA su servizi artigianali per contrastare l'evasione fiscale
di Daniela Graziutti
Il settore dei servizi artigianali e domestici è caratterizzato da un'elevata incidenza di lavoro sommerso, alimentato dalla convenienza reciproca tra prestatore e cliente a evitare la fatturazione. Attualmente, interventi comuni come riparazioni idrauliche, lavori di imbiancatura, manutenzioni ordinarie o assistenza domestica rimangono spesso fuori dai circuiti di tracciabilità, poiché il consumatore finale non ha alcun incentivo fiscale a richiedere la fattura. Questa dinamica crea un danno erariale significativo e priva il mercato di trasparenza, rendendo difficile per lo Stato intercettare una vasta base imponibile che sfugge sistematicamente al controllo fiscale.
Riduzione imposte di trasferimento per consolidamento quote tra comproprietari
di Ivo Barra
La frammentazione della proprietà immobiliare tra più soggetti genera spesso situazioni di stallo gestionale, portando al degrado o all'abbandono dei beni. L'attuale tassazione piena sui trasferimenti tra comproprietari agisce come un disincentivo economico al consolidamento della proprietà, impedendo una gestione più razionale e dinamica del patrimonio immobiliare. Quando un bene appartiene a troppe persone, si verifica il fenomeno per cui il bene di tutti finisce per non essere di nessuno, restando spesso in stato di incuria.
Bonus Mamme
di Vittorio Negrini
Dare 1.000 euro al mese per ogni figlio. In pratica far diventare la procreazione quasi un lavoro.
Riduzione IMU per gli alberghi nei comuni a vocazione termale
di mario giorgilli
Le storiche stazioni termali italiane, da Fiuggi a Chianciano, attraversano una crisi strutturale profonda che rende insostenibile l'attuale tassazione IMU sugli immobili alberghieri di categoria D/2. L'aliquota complessiva del 10,6 per mille, gravata in larga parte dalla quota statale, soffoca le imprese e genera una morosità diffusa che paralizza i bilanci comunali. Molti albergatori, impossibilitati a far fronte a tale pressione fiscale, accumulano debiti che si traducono in residui attivi fittizi per gli enti locali, privando di fatto il territorio di risorse reali. È necessario riconoscere che il modello turistico termale è mutato, rendendo l'attuale prelievo fiscale non solo iniquo, ma controproducente per la sopravvivenza stessa del tessuto economico locale.
Detrazione IVA per TUTTI - far emergere il reddito dei professionisti e ridurre le tasse dei cittadini
di Francesco Petrolo
Ancora oggi le tasse le pagano in massima parte dipendenti e pensionati, mentre il reddito dichiarato dei professionisti è addirittura inferiore. questo fatto che è una palese ingiustizia sociale dipende sostanzialmente dal fatto che il cittadino non ha alcun benefizio a chiedere la fattura per le prestazioni di un professionista, anzi, non chiedendo la fattura riesce anche a risparmiare qualcosa. Questo fatto va cambiato. se il cittadino potesse scaricare l'IVA avrebbe tutto l'interesse a chiedere la fattura e lo stato non perderebbe nulla perché finalmente il fatturato dei professionisti reale emergerebbe e dal loro reddito recupererebbe tali entrate. sarebbe un atto di giustizia sociale.
Più STEM, più DONNE
di Fabia Dell' Amico
Oggi le giovani donne sono poco orientate verso le materie STEM per la scarsità di modelli femminili visibili. L'obiettivo è aumentare la presenza femminile in questi settori, riducendo al contempo la loro concentrazione nei lavori di cura.
Riforma Didattica: Spirito Critico e Cittadinanza Attiva nelle Scuole
di Fabia Dell' Amico
Il cuore pulsante della nostra società, la scuola italiana, soffre di un'impostazione didattica obsoleta, troppo spesso ancorata alla "caccia all'errore" e alla mera memorizzazione. Questa metodologia, anziché nutrire le menti, le ingabbia, soffocando lo sviluppo dello spirito critico e la libertà di sperimentare. Ho avuto la fortuna di studiare all'estero, dove l'approccio è radicalmente diverso: meno nozionistico, più orientato alla pratica e alla libertà di provare, senza il terrore dello sbaglio. Questa esperienza mi ha aperto gli occhi sulla necessità di un cambiamento profondo. I nostri studenti meritano un'educazione che li prepari non solo a superare esami, ma a navigare la complessità del mondo, a pensare autonomamente e a partecipare attivamente alla vita democratica. L'attuale sistema non solo limita la loro crescita intellettuale, ma li priva anche di una conoscenza pratica fondamentale del diritto costituzionale e civile, lasciandoli impreparati ad affrontare le sfide della cittadinanza e del mondo del lavoro. È tempo di liberare il potenziale dei nostri giovani, offrendo loro gli strumenti per essere cittadini consapevoli e pensatori critici.
Migliorare l'uso del registro elettronico nelle scuole
di Elvira Lucia Evangelista
L'uso del registro elettronico a scuole. Benefici e danni. Il passaggio dal registro cartaceo a quello elettronico ha trasformato la scuola in una sorta di "grande fratello" educativo. Se da un lato abbiamo guadagnato in efficienza, dall'altro abbiamo perso in sana autonomia e salute. Ci sono dei pro e dei contro nell'uso di questo strumento digitale. 1. Comunicazione: Info in tempo reale su voti e assenze. I genitori non hanno bisogno di aspettare i colloqui per scoprire una valutazione negativa. 2. Burocrazia: Calcolo automatico delle medie e report veloci. 3.Responsabilita’: Lo studente ha sempre i compiti e info a portata di clic. 4.Privacy: Accesso protetto da password personali. 5. L'introduzione del registro elettronico non è stata solo una scelta ecologica (meno carta), ma un vero cambio di paradigma. ❌ I Danni: Ci sono aspetti psicologici e sociali non trascurabili: 1. La notifica immediata crea ansia per genitori e figli. Gli studenti si sentono costantemente sotto sorveglianza. Il "voto a sorpresa" comunicato a casa prima ancora di aver varcato il portone della scuola toglie al ragazzo il tempo di elaborare il fallimento o di prepararsi a comunicarlo. 2. Iper-controllo Genitoriale: Il registro elettronico può alimentare l'ossessione dei genitori per i decimali (la differenza tra 6.4 e 6.5 diventa un dramma di stato), minando l'autonomia e la capacità di gestione degli errori dello studente. 3. Il Digital divide: Non tutte le famiglie hanno una connessione stabile o dispositivi adeguati per ogni membro del nucleo familiare, rischiando di emarginare chi è già in difficoltà. 4. Dematerializzazione della memoria: Affidarsi totalmente al registro per sapere cosa fare domani riduce l'abitudine a usare il diario come strumento di pianificazione personale e memoria storica del proprio percorso. 5. Minore necessità di prendere appunti sul diario fisico finisce per soffocare il suo senso di responsabilità. 6. Rischio di data breach o accesso abusivo ai dati sensibili.
Dedurre l'affitto dell'abitazione privata dal reddito di impresa
di Marisa De Vitis
Il tema è quello delle spese per l'affitto e del condominio. Sarebbe opportuno per un imprenditore dedurre queste spese dal reddito di impresa in modo da non pagare le tasse su queste somme. Oltretutto nella dichiarazione isee l'affitto viene dedotto solo in una cifra fissa e capita che il di più che viene pagato non viene preso in considerazione. Stesso discorso per le spese condominiali. Non potendo dedurre le somme dell'affitto succede che su quelle somme si pagano le tasse due volte: perché paga le tasse la proprietaria di casa a cui io pago l'affitto, e pago le tasse anch'io perché non posso dedurre quelle somme dal mio reddito di impresa
Diamo un futuro alla statistica ufficiale
di Filippo di Robilant
Le statistiche ufficiali sono una colonna portante di qualsiasi paese che si ritenga civile e all’avanguardia. Sono essenziali per capire il suo funzionamento e la direzione che prende. Consentono di orientare costruttivamente decisioni pubbliche, avviare politiche, misurarne gli effetti e correggerne gli errori. Da tempo questo strumento si è inceppato. Mentre cresce la quantità d’informazioni disponibili, la capacità delle istituzioni pubbliche di produrre dati affidabili, condivisi e riconosciuti appare sempre più debole (cfr. “La fine dei numeri certi: la crisi della statistica nel mondo”, Giuliana Coccia, Futura Network, 15 aprile 2026). Criticità: 1) Survey fatigue: sempre meno cittadini rispondono ai questionari a causa di una crescente sfiducia nelle istituzioni, timori legati alla tutela della privacy, insofferenza al bombardamento di richieste, cui aggiungere ostacoli tecnici come l’abbandono del telefono fisso e la diffusione di filtri anti-spam. 2) Definanziamento: i sistemi statistici nazionali sono da anni strutturalmente sottofinanziati, causando diminuzione delle indagini sul campo, ritardi negli aggiornamenti degli indicatori, riduzione della capacità di innovare strumenti e metodologie. Senza investimenti adeguati, la statistica pubblica perde la sua funzione di bussola, lasciando governi e istituzioni sempre più esposti al rischio di decisioni basate su informazioni incomplete o distorte. 3) La politica: le agenzie statistiche si trovano esposte a pressioni dirette o indirette da parte dei governi che influenzano tempi di pubblicazione, metodologie di rilevazione, interpretazione dei risultati. Quando l’indipendenza viene minata i numeri smettono di essere un terreno comune e diventano oggetto di contesa, aprendo la strada a decisioni arbitrarie e narrazioni contrapposte. 4) Big Data: molti dati digitali derivano dai social media o dalle piattaforme online, e per questo possono risultare incompleti, distorti e poco rappresentativi, si veda il fenomeno delle fake news. La statistica tradizionale resta fondamentale: solo i metodi di campionamento, controllo e analisi permettono di trasformare grandi quantità di informazioni in conoscenza affidabile. In un’epoca dominata dai Big Data dei colossi privati, il potenziamento di un istituto pubblico capace di leggere i fenomeni sociali con rigore scientifico non è solo una necessità tecnica ma una difesa vitale della democrazia (cfr.”Il Paese che conta”, Linda Laura Sabbadini, Marsilio, 2025).