Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Tourism Startup Lab: finanziare le idee prima che diventino imprese nel turismo italiano
di Marco Apuzzo
Il turismo vale il 9,6% del PIL italiano, ma la sua trasformazione digitale è sistematicamente in ritardo rispetto agli altri settori. Il problema non è solo la lentezza delle imprese esistenti: è che le idee innovative non riescono nemmeno a diventare imprese. Gli strumenti pubblici attuali (Smart&Start, ARGO, Progetti di Sviluppo) finanziano startup già costituite, lasciando scoperta la fase più delicata: quella in cui un'idea esiste nella testa di un giovane, un ricercatore, un professionista del turismo, ma non ha ancora una forma giuridica né risorse per validarsi. Il risultato è una perdita sistematica di potenziale innovativo. Solo il 5% delle imprese italiane utilizza l'intelligenza artificiale (media UE 8%), e il divario nel turismo è ancora più marcato, per via della frammentazione della proprietà (oltre 229.000 strutture ricettive, prevalentemente piccole imprese) e dell'avversione al rischio tecnologico degli operatori tradizionali. Il Ministero del Turismo ha già costruito un modello bifasico di supporto (ARGO + Progetti di Sviluppo), che ha sostenuto 18 startup in tre anni, ma che parte troppo tardi nel ciclo di vita dell'innovazione.
Recupero Imu chiesa
di Albi Supremo
Imu chiesa
IVA su prodotti alimentari biologici e/o per vegetariani e vegani
di Rolando Zandonella Necca
Non si capisce perché l'IVA sui prodotti alimentari biologici e/o per persone che vogliono attenersi ad un regime vegetariano o vegano debba essere considerevolmente mediamente più elevata dei prodotti di altre categorie. Sono di pubblico dominio le ricerche e le conclusioni di tante autorevoli università nel mondo che certificano la maggiore salubrità di questi prodotti. Dunque il relativo consumo dovrebbe essere incentivato ed è invece frenato dai costi.
Riforma dell'Assistenzialismo: Priorità a Infrastrutture e Impresa
di Daniele Moretti
L'attuale sistema di contributi assistenziali rappresenta un freno allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese. Invece di promuovere una crescita duratura e autonoma, questi interventi 'spot' distorcono il mercato, creando dipendenza e inefficienze che non risolvono i problemi alla radice. La politica, con la sua attuale impostazione assistenziale, finisce per generare squilibrio e non offre prospettive concrete di miglioramento per i cittadini. È inaccettabile che risorse pubbliche vengano impiegate per soluzioni temporanee che non solo non migliorano la situazione complessiva, ma addirittura ostacolano la libera iniziativa e la sana competizione. Questo approccio mina la fiducia nel futuro e impedisce la creazione di un tessuto economico robusto e resiliente, capace di generare lavoro e opportunità per tutti. La mia preoccupazione nasce dalla constatazione che l'assistenzialismo non è una via per la prosperità, ma un vicolo cieco che perpetua la stagnazione e la disuguaglianza, impedendo ai cittadini di esprimere appieno il loro potenziale e di contribuire attivamente alla crescita della nazione.
Diminuzione influenza lobby corporativi
di Eugenio Malfatti
Diminuzione influenza lobby: tassisti stabilimenti balneari cliniche private etc
Fiscalità equa
di AM Olivero
Vorrei che si risolvesse il problema del fisco. Solo una percentuale della popolazione sostiene il paese. È ingiusto, ma facilmente risolvibile se si facessero accertamenti a tappeto, incrociando i dati delle dichiarazioni dei redditi con le spese sostenute dai singoli.
Riforma Fiscale: Detrazioni 730 per Spese Essenziali Familiari
di Loreta Gambini
L'attuale sistema fiscale italiano è un peso insostenibile per milioni di lavoratori e pensionati, soffocando il potere d'acquisto delle famiglie e frenando la ripresa economica. Ogni giorno, le famiglie si trovano a fronteggiare costi crescenti per beni e servizi essenziali, mentre le tasse erodono una parte sempre maggiore dei loro redditi. Questa pressione fiscale non solo impoverisce i cittadini, ma deprime anche i consumi e gli investimenti, creando un circolo vizioso che impedisce al Paese di crescere. È ora di agire per restituire dignità economica alle famiglie, permettendo loro di affrontare le spese quotidiane con maggiore serenità e di contribuire attivamente alla vitalità del nostro tessuto economico. La mia proposta nasce dalla consapevolezza che alleggerire il carico fiscale sulle spese irrinunciabili è un atto di giustizia sociale e un motore per lo sviluppo.
Risanamento del debito pubblico
di Massimo Bertolotti
L'Italia ha alcune caratteristiche peculiari che se considerate in una logica sistemica potrebbero proiettare il nostro Paese tra i più virtuosi sullo scenario mondiale rendendolo meno soggetto a speculazioni internazionali e tensioni geopolitiche. Se è vero che oltre 3000 miliardi di debito sono un problema, è anche vero che il patrimonio immobiliare, tecnologico e artistico dello Stato non ha eguali. E al tempo stesso, se è nero che in capon ad ogni cittadino italiano ricade una quota di debito pubblico pari a 50.000 euro circa, è anche vero che ogni lavoratore genera ogni anno risorse TFR a lungo termine. La costituzione di un ente di previdenza parallelo all'INPS, col compito di gestire il gettito del TFR (tra l'altro salvaguardando i lavoratori che in caso di fallimenti aziendali rimangono scoperti) destinandolo all'acquisto e valorizzazione di beni dello Stato e conseguente ammortamento del debito pubblico, metterebbe il nostro Paese sulla strada di un risanamento, a lunga scadenza certo, ma in piena sicurezza e ci potrebbe ai vertici dei Paesi virtuosi
Riforma del mercato carburanti: prezzi equi e rete efficiente
di Paolo Maria Troya
Il costo dei carburanti è una spesa fissa e ineludibile per milioni di cittadini e imprese, eppure il mercato italiano è caratterizzato da una volatilità dei prezzi inaccettabile e da una rete di distribuzione inefficiente. Assistiamo a variazioni significative da un punto vendita all'altro, rendendo difficile per i consumatori orientarsi e trovare il prezzo più conveniente. L'Italia detiene il primato europeo per numero di punti vendita per abitante, un eccesso che non si traduce in maggiore concorrenza, ma spesso in inefficienze e costi di gestione che ricadono sul consumatore finale. La situazione è ancora più grave lungo la rete autostradale, dove i prezzi raggiungono i picchi più alti. Questo è dovuto alla scandalosa pratica che consente ai concessionari autostradali privati di imporre affitti esosi ai distributori, gonfiando artificialmente i costi e penalizzando chi viaggia per lavoro o per piacere. Questa anomalia deve finire: è un peso ingiusto sulle tasche dei cittadini e un freno alla competitività del nostro sistema.
riforma fiscale
di Maurizio De Carli
Serve una rimodellazione del sistema fiscale. Solo il 17% delle persone pagano il welfare per tutti gli altri. Serve un quoziente familiare. Una famiglia monoreddito con 50.000 € lordi annui paga 10.000 € di tasse in più di una famiglia con 2 redditi da 25.000 € ciascuno. Solo i lavoratori dipendenti ed i pensionati pagano le tasse.
Taglio Tasse e Rilancio del Potere d'Acquisto
di Simone Magro
Il potere d'acquisto dei cittadini italiani è soffocato da una pressione fiscale insostenibile, che grava pesantemente su imprese e lavoratori dipendenti. Con aliquote IRPEF e imposte aggiuntive che superano il 40% per molti, i cittadini si trovano a sostenere un carico fiscale elevato senza ricevere in cambio servizi pubblici adeguati e proporzionalmente efficienti. Questa situazione non solo erode il benessere individuale, ma frena anche la crescita economica e l'iniziativa imprenditoriale. L'obiettivo primario è restituire dignità economica ai lavoratori e alle imprese, aumentando il loro potere d'acquisto. È fondamentale agire con cautela per evitare il rischio di innescare una spirale inflazionistica, come dimostrato dalle esperienze passate legate a meccanismi automatici di adeguamento salariale. La mia preoccupazione è che, senza un intervento mirato, la capacità di spesa delle famiglie continuerà a diminuire, compromettendo la qualità della vita e la fiducia nel sistema.
Filiera Corta: Più Valore per Agricoltori e Risparmio per Consumatori
di Giuseppe Di Giamberardino
L'agricoltura italiana, pilastro della nostra economia e custode delle nostre tradizioni, si trova oggi ad affrontare una sfida cruciale: l'eccessiva intermediazione nella filiera produttiva. Questo sistema, ormai obsoleto, strangola i nostri agricoltori, costringendoli a vendere i loro prodotti a prezzi irrisori, spesso non sufficienti a coprire i costi di produzione e a garantire una vita dignitosa. Allo stesso tempo, i consumatori si trovano a pagare prezzi gonfiati, perdendo il contatto con la provenienza e la qualità del cibo che mettono in tavola. È una situazione insostenibile che danneggia entrambi gli anelli della catena, minando la sostenibilità del settore agricolo e il potere d'acquisto delle famiglie. È tempo di agire per restituire valore al lavoro dei nostri agricoltori e trasparenza al mercato, garantendo prodotti di qualità a prezzi equi per tutti.