Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Istituzioni

Reintrodurre una legge elettorale con le preferenze e con criteri di merito per i candidabili. Regolamentare i partiti

di Giovanni Palmieri

Bisogna insistere sulla riforma elettorale per la reintroduzione delle preferenze quale metodo di elezione. Inoltre è opportuno introdurre una regolamentazione dei partiti politici al fine di renderli organismi trasparenti e meritocratici. La selezione della classe politica deve avvenire sulla base di criteri oggettivi di merito, di studio, di competenza. Soprattutto per evitare il fenomeno dell'occupazione dei partiti da parte dei cacicchi come nelle realtà del sud. Le candidature devono avvenire su queste basi. Non si può consentire che i partiti a livello locale siano gestiti e occupati da furbi e parassiti della politica. Va rimessa al centro la questione morale e l'etica della politica. Con persone che la intendono come persecuzione del bene comune. Capisco, hai L'attuale sistema politico italiano è afflitto da una profonda crisi di fiducia, alimentata da meccanismi elettorali che allontanano i cittadini dalla scelta diretta dei propri rappresentanti e da partiti politici spesso opachi e autoreferenziali. Questa situazione ha generato un fenomeno preoccupante: l'occupazione delle strutture partitiche, soprattutto a livello locale e in regioni come il Sud Italia, da parte di figure che antepongono interessi personali o di gruppo al bene comune. Si assiste a una selezione della classe dirigente basata su logiche clientelari o di fedeltà, piuttosto che su merito, competenza e integrità. Questo degrada la qualità della rappresentanza, mina la credibilità delle istituzioni e frustra chi, come me, crede fermamente che la politica debba essere al servizio della collettività, guidata da principi etici e morali inequivocabili. È urgente ripristinare la centralità della questione morale e l'etica nella politica, per garantire che chi ci rappresenta sia scelto per la sua capacità di perseguire il bene comune con dedizione e trasparenza.

Riforma elettoraleregolamentazione partitiquestione morale
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6 mesi fa
Famiglie

Sostegno alla natalità con riduzione orario lavoro e incentivi imprese a carico dello Stato

di Riccardo Fedrigoli

Il calo della natalità è strettamente correlato alla stabilità economica delle famiglie e alla possibilità di conciliare lavoro e vita familiare nei primi anni di crescita dei figli. Nella pratica, si osserva frequentemente che le neo madri (e più raramente i neo padri), in assenza di soluzioni organizzative sostenibili, siano costrette a modificare il proprio percorso lavorativo: cambio di impiego, riduzione delle responsabilità, accettazione di posizioni inferiori o, nei casi più critici, uscita temporanea o definitiva dal mercato del lavoro. Questo comporta una perdita di competenze e capitale umano, oltre a una riduzione del reddito familiare. Dal lato delle imprese, la gestione di lavoratori con esigenze di flessibilità oraria può rappresentare un vincolo organizzativo ed economico, soprattutto nei contesti in cui la produttività è legata alla presenza continuativa. In assenza di strumenti adeguati, ciò può tradursi in una minore propensione a trattenere o assumere lavoratori con carichi familiari, generando effetti distorsivi sul mercato del lavoro. Infine, dal punto di vista del lavoratore, la riduzione dell’orario di lavoro è spesso associata a una riduzione significativa del reddito, che in molti casi rende difficile mantenere un tenore di vita adeguato, anche in presenza di due redditi medi. Alla luce di queste criticità, emerge la necessità di un intervento con queste caratteristiche: - riduzione dell’orario di lavoro senza penalizzazioni economiche per il lavoratore; -garanzia di un incentivo adeguato per le imprese a mantenere in organico tali lavoratori; -la differenza di costo viene sostenuta direttamente dallo Stato. Nella sezione successiva scriverò la proposta in breve, ma posso fornire un prospetto più dettagliato con il seguente schema argomentativo: 1.Soggetti beneficiari 2.Struttura dell’intervento 3.Platea beneficiari e stima distribuzione salariale 4.Stima dei costi 5.Stima effetti ritorno fiscale 6.Stima dei costi con incremento natalità 7.Effetti attesi a breve e medio termine 8.Valutazione di sostenibilità nel bilancio statale 9. Stima risparmio per l’impresa ed effetto su settori economici diversi 10.Semplificazioni del modello 11.Contrasto a comportamenti opportunistici e raggiri della norma 12.Struttura operativa 13.Conclusioni Le fonti dei dati usati derivano da elaborazioni con AI.

Natalitàstabilità economica familiaremercato del lavoro
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7 mesi fa
Istruzione

Una scuola per tutti che prepara al domani

di Luca Lazzari

Il sistema scolastico soffre di tre grandi lacune: 1) specializzazione precoce: a 13 anni un ragazzo deve scegliere tra liceo e istituto tecnico o professionale, un azzardo sociale che ignora i tempi della maturazione cognitiva, portando spesso a scelte sbagliate o influenzate unicamente dal contesto familiare/economico. 2) La scuola italiana è rimasta teorica e "astratta": mancano le basi di economia, diritto ed educazione civica che consentono ai futuri cittadini di leggere una busta paga, capire un tasso di interesse sul mutuo e comprendere le basi dello Stato. Inoltre, discipline umanistiche quali la storia dell’arte e della musica, la letteratura, l’educazione al pensiero critico e l’educazione sportiva sono trattate come attività di seconda importanza ed elitarie. Si registra inoltre l’assenza della formazione digitale e alla tecnologia: in un mondo trasformato dall'intelligenza artificiale, dai dati e dall'automazione, la scuola italiana non insegna in modo strutturato il pensiero computazionale, la programmazione di base e l'alfabetizzazione ai dati. 3) Un divario pratico ed economico: le scuole tecniche sono spesso distanti dal mondo del lavoro, mentre l'università rappresenta un peso economico rilevante per le famiglie, limitando l’ascensore sociale. Senza un ponte tra formazione e realtà, e senza un sistema di finanziamento equo, la scuola fallisce nel suo compito principale: offrire a ogni cittadino le stesse opportunità.

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7 mesi fa
Lavoro

La madre di tutte le riforme. Riforma delle pensioni: dalla ripartizione alla capitalizzazione

di Massimo Ungaro

Il piu' grande problema italiano: l'insostenibilità del sistema pensionistico italiano Il sistema pensionistico italiano è oggi un sistema a ripartizione (pay-as-you-go): i contributi versati dai lavoratori attivi vengono utilizzati per pagare le pensioni in essere. L'INPS opera in sostanza come una partita di giro tra generazioni. Questo modello funziona soltanto in presenza di un rapporto demografico favorevole tra contribuenti e pensionati. I dati italiani mostrano un deterioramento progressivo di tale rapporto. Nel 1980 si contavano cinque lavoratori attivi per ogni pensionato; oggi il rapporto è sceso a meno di due; secondo le proiezioni Istat, entro vent'anni si avvicinerà a uno a uno. In queste condizioni, un sistema a ripartizione non è strutturalmente sostenibile. La copertura del fabbisogno pensionistico ricade in misura crescente sulla fiscalità generale, che oggi finanzia fino al 30% della spesa previdenziale. La spesa pensionistica complessiva ha raggiunto circa il 16% del PIL, uno dei livelli più elevati in Europa. L'insostenibilità si traduce inoltre in un crescente squilibrio intergenerazionale: i lavoratori giovani di oggi finanziano un sistema dal quale, in prospettiva, riceveranno prestazioni proporzionalmente inferiori rispetto a quelle erogate alle generazioni precedenti.

pensionimadre di tutte le riformecapitalizzazione
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6 mesi fa
Diritti

Procreazione medicalmente assistita e ricerca scientifica

di Desideria Mini

La legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) è una legge integralista che, pur parzialmente migliorata in seguito ad alcune sentenze della Corte costituzionale, presenta ancora numerose disposizioni ingiuste. La legge 40 impedisce alle donne che non hanno un partner maschile di provare a coronare il sogno di avere un figlio, nonostante sia ormai dimostrato che non è il genere di un soggetto a renderlo un buon genitore. La legge 40 limita l’utilizzo dei test diagnostici sugli embrioni (PGT) e il vaglio degli stessi al solo fine di evitare pericoli per la salute psico-fisica della donna durante la gravidanza, impedendo di ricorrervi allo scopo dichiarato di tutelare la salute dei futuri figli, che in realtà è il vero motivo per cui i soggetti ammessi alla PMA (attualmente le sole coppie di sesso diverso) decidono di ricorrere a tale procedura, altrimenti basterebbe non ricercare la gravidanza. Per evitare seri problemi medici ai figli e alle future generazioni delle famiglie di soggetti portatori di malattie genetiche o cromosomiche o in seguito a mutazioni ex novo, è necessario estendere esplicitamente la procedura allo scopo di prevenire le malattie ereditarie, fermo restando il divieto di analizzare l’embrione al fine di predeterminare le caratteristiche etniche del futuro bambino. La legge 40 non prevede la possibilità della donazione mitocondriale. Le tecniche di sostituzione mitocondriale, già utilizzate in clinica con successo in Gran Bretagna e Australia, costituiscono l’unica possibilità concreta di evitare la trasmissione di mutazioni dannose del DNA mitocondriale. Tali tecniche non dovrebbero essere escluse a priori, altrimenti si distrugge la speranza delle donne che presentano ovociti con un alto tasso di DNA mitocondriale anomalo di avere figli non affetti e si rischia di condannare molti bambini a sofferenze evitabili. La legge 40 impedisce la necessaria ricerca scientifica sugli embrioni, che invece, se fosse consentita, potrebbe far progredire enormemente la medicina sia nel settore delle terapie rigenerative tramite le cellule staminali che in quello della stessa PMA. Nuove scoperte e lo sviluppo di nuove procedure potrebbero permettere di aumentare il tasso di successo delle tecniche di PMA e di sviluppare nuovi metodi di prevenzione delle malattie ereditarie più efficaci rispetto alle attuali possibilità. Questi ed altri obiettivi importanti sono esposti nella parte seguente.

procreazionericercadiritti
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6 mesi fa
Famiglie

Asili nido universali

di Luca Lazzari

Nel 2025 in Italia sono nati 355 mila bambini, 15 mila in meno rispetto al 2024, dato che registrava un calo del 2,6% rispetto al 2023. La fecondità è scesa a 1,14 figli per donna nel 2025 (era 1,18 nel 2024, inferiore al minimo storico, 1,19 del 1995). Nel 2050, secondo le proiezioni, in rapporto a 100 giovani ci saranno 300 anziani. Eppure, le coppie italiane desiderano in media 2 figli, dimostrando che il gap tra figli voluti e figli reali è quasi un figlio intero. Un tempo, anche in condizioni meno stabili - come durante la II Guerra Mondiale - si avevano più figli. Rilevanti a questo proposito sono i dati che dicono che a mancare oggi non è la volontà, ma sono le condizioni. 1) Posti nido insufficienti: l’Italia offre posti in asilo nido solo al 35.5% dei bambini 0-3 anni, la Spagna è vicina al 55%, la Francia al 60%. Al Sud la copertura crolla al 27%. Chi non ha nonni o aiuto a portata di mano è costretto a scegliere tra lavoro e avere un figlio. 2) Costi insostenibili: l’ingresso all’asilo nido pubblico costa in media 300 euro al mese per bambino con forti disparità tra comuni, a quello privato tra 400 e 700 euro al mese (fino a 800 euro a Milano). Per una famiglia con reddito di 2.800 euro netti al mese, significa destinare in media il 10% minimo dello stipendio netto alla cura di un solo figlio. Il secondo figlio diventa un miraggio. 3) Occupazione femminile al palo: l’Italia ha uno dei tassi di occupazione femminile più bassi dell'UE: 55% contro il 70% della media europea. In Francia si fanno più figli (tasso fecondità sopra 1,8) e le donne lavorano di più (occupazione al 70%), a dimostrazione, controintuitiva ma reale, che dove le donne lavorano, si hanno più figli. 4) Un'emergenza economica: meno nascite significa meno lavoratori domani, meno contributi, pensioni al collasso. Il saldo naturale nel 2025 è di -296 mila unità. Non si tratta unicamente di un problema sociale, ma di una vera e propria crisi strutturale.

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7 mesi fa
Istituzioni

Voto elettronico sperimentale per i cittadini italiani residenti all’estero

di Italia Viva Germania

Il diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero rappresenta un elemento essenziale della partecipazione democratica, ma oggi risulta indebolito da criticità strutturali del sistema di voto per corrispondenza. La spedizione dei plichi elettorali è frequentemente soggetta a ritardi, smarrimenti e irregolarità nella distribuzione, con il rischio concreto che il materiale finisca nelle mani sbagliate o non arrivi in tempo utile. Queste inefficienze compromettono non solo la possibilità effettiva di votare, ma anche la segretezza e l’integrità del voto. Il problema riguarda milioni di cittadini iscritti all’AIRE, che contribuiscono alla vita economica e sociale del Paese ma incontrano ostacoli concreti nell’esercizio di un diritto fondamentale. La percezione di un sistema poco affidabile mina la fiducia nelle istituzioni e riduce la partecipazione elettorale, generando una distanza crescente tra lo Stato e i suoi cittadini all’estero. In un contesto in cui la pubblica amministrazione ha compiuto importanti progressi nella digitalizzazione dei servizi, il permanere di un sistema elettorale basato su strumenti analogici e vulnerabili appare sempre più anacronistico. Affrontare questa criticità è quindi rilevante non solo per garantire un diritto costituzionale, ma anche per rafforzare la qualità complessiva della democrazia italiana.

Voto elettronicodigitalizzazioneitaliani all'estero
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6 mesi fa
Lavoro

Mercato del lavoro: interventi su produttività, stipendi, occupazione, formazione e semplificazione

di Dario Claps

L'attuale mercato del lavoro presenta le seguenti caratteristiche: contestuale presenza di posti di lavoro vacanti e disoccupati/inattivi (disoccupazione strutturale), durata elevata dello stato di disoccupazione prima di trovare una nuova occupazione (disoccupazione frizionale) in quanto In Italia l’efficienza dei Centri per l’Impiego (CPI) è molto bassa ed i corsi di formazione proposti dai CPI vengono organizzati sulla base dei profili e delle preferenze dei disoccupati e non tenendo conto della domanda di lavoro. Inoltre i CPI non propongono offerte di lavoro ai disoccupati, ma sono questi ultimi a vagliare le offerte e candidarsi. Bassa produttività del lavoro: in Italia tra il 1995 e il 2023 la produttività è cresciuta di circa lo 0,4% rispetto alla media europea dell’1,6%; Bassa mobilità sociale; Continua riduzione del numero di artigiani ed addetti a lavori manuali: Basso tasso di occupazione femminile. OBIETTIVI STRATEGICI Alla luce del contesto di riferimento sopra delineato, gli obiettivi strategici sono i seguenti: Riduzione del tasso di disoccupazione, con particolare focus su disoccupazione strutturale, frizionale, involontaria e volontaria; Incremento di salari e stipendi netti; Favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; Aumento della produttività e della competitività; Rilancio del lavoro artigiano/manuale; Riduzione del tasso di abbandono delle lavoratrici madri.

stipendiformazionesemplificazione
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7 mesi fa

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