Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Quota Investimenti: mobilitare i grandi capitali per lo sviluppo strategico nazionale
di Niccolò Maria Ricci
L'Italia detiene una delle ricchezze private più ingenti d'Europa, ma questo capitale rimane spesso inerte, incapace di tradursi in un volano per la crescita economica reale. Il problema centrale risiede nella scarsa propensione a canalizzare tali risorse verso settori ad alto valore aggiunto, lasciando il Paese vulnerabile e meno competitivo sui mercati globali. Questa stagnazione colpisce direttamente la nostra capacità di innovare, frenando lo sviluppo di tecnologie di frontiera come l'intelligenza artificiale, i semiconduttori e le biotecnologie. Non si tratta solo di una questione di numeri, ma di una visione di sistema che manca di coraggio nel connettere il risparmio privato alle sfide del futuro. È necessario superare l'immobilismo finanziario per garantire che la ricchezza nazionale diventi il motore di una nuova stagione di produttività e autonomia strategica.
Piano nazionale per l'innovazione: incentivi fiscali e sinergia ricerca-industria
di Adriano Caponio
L'Italia sconta un cronico ritardo negli investimenti in Ricerca e Sviluppo, un limite strutturale che frena la competitività del nostro tessuto industriale e la capacità di innovazione tecnologica. Questo divario impedisce al Paese di competere nei settori ad alta intensità di conoscenza, dove il valore aggiunto si sposta rapidamente verso l'intelligenza artificiale, le biotecnologie e le nuove frontiere dell'energia. La mancanza di un ecosistema integrato tra accademia e imprese disperde il talento dei nostri ricercatori e rende le aziende meno resilienti di fronte alle sfide globali. È necessario invertire questa rotta per evitare la marginalizzazione tecnologica, trasformando l'Italia in un hub di eccellenza capace di attrarre capitali e trattenere le migliori competenze.
Programma di lavoro attivo e flessibile per pensionati
di Maria Teresa Mattiussi
Il sistema pensionistico attuale non garantisce più un potere d'acquisto adeguato al costo della vita, lasciando molti pensionati in condizioni di fragilità economica. Parallelamente, il Paese spreca un enorme patrimonio di competenze professionali che, una volta raggiunta l'età del pensionamento, vengono bruscamente accantonate. Questa situazione colpisce duramente chi ha svolto lavori umili, ma limita anche professionisti esperti che vorrebbero continuare a contribuire alla società. È necessario superare la rigidità delle norme attuali, che spesso scoraggiano il proseguimento di qualsiasi attività lavorativa, per trasformare il pensionato da soggetto passivo a risorsa attiva e integrata.
Patto Italia: meno sprechi, più servizi essenziali.
di Matteo Cocco
Come ridurre gli sprechi dello Stato e usare meglio i soldi pubblici per migliorare la vita dei cittadini?
Proposta di Legge: "Piano Nazionale per il Lavoro Manifatturiero e il Ricambio Generazionale"
di RAFFAELA MARIA SATERIALE
L'Italia si trova dinanzi a una crisi strutturale senza precedenti. Da un lato, il tasso di disoccupazione giovanile e il fenomeno dei NEET (giovani che non studiano e non lavorano) restano tra i più alti d'Europa; dall'altro, l'industria manifatturiera — spina dorsale del PIL nazionale — denuncia l'impossibilità di reperire oltre il 45% dei profili tecnici necessari. Questo fenomeno, definito mismatch, non è solo un problema statistico, ma una minaccia esistenziale per il "Made in Italy". Senza tecnici, le aziende smettono di innovare, riducono la produzione o, nel peggiore dei casi, delocalizzano dove la manodopera qualificata è disponibile. La presente proposta di legge mira a ricostruire il ponte spezzato tra istruzione, territorio e impresa. Articolo 1: Riforma dei Centri per l'Impiego (CPI) e Profilazione Attiva • Hub di Competenze: Trasformazione dei CPI in centri specializzati per distretto industriale. Il personale sarà formato per comprendere i processi produttivi reali, operando non più come sportello burocratico ma come agenzia di consulenza tecnica. • Case Management Personalizzato: Ogni disoccupato sarà affiancato da un tutor (Public Headhunter) con il compito di mappare le competenze, individuare i gap formativi e costruire un percorso di inserimento mirato su posizioni aperte nel database territoriale. Articolo 2: Il Comune come Sentinella del Territorio • Sportelli SAPL: Mandato ai Comuni per istituire tavoli di monitoraggio diretto con le imprese. Il Comune diventa l'ente che raccoglie i fabbisogni occupazionali e li trasmette a Regione e Governo per una programmazione rapida della formazione. • Anagrafe del "Saper Fare": Creazione di un registro comunale delle eccellenze e delle imprese a rischio chiusura per motivi anagrafici, per favorire il subentro di giovani imprenditori e la salvaguardia del know-how locale
Tutela del Lavoro Femminile: Garanzia di Conservazione del Posto per 3 Anni Post-Maternità
di Antonella Signore
Le sempre maggiori misure adottate a sostegno della maternità vertono soprattutto sull'aspetto economico con assegni, bonus , detrazioni oltre alla previsione di maggiori asili nido. Dunque provvedimenti di carattere prettamente monetario non necessariamente così efficaci per innalzare la natalità. Posto che l'Italia non ha mai avuto un tasso di natalità particolarmente elevato è indubbio che qui come altrove la partecipazione delle donne al mondo del lavoro abbia abbassato il livello di natalità (non solo questo, ci sono anche altri fattori culturali responsabili della denatalità).
Nazionalizzazione Reale del Servizio Sanitario Nazionale
di Francesco Vicenzo
Il Servizio Sanitario Nazionale, pilastro fondamentale del nostro welfare, è oggi minato da una frammentazione inaccettabile. La gestione regionale della sanità pubblica e privata ha generato un labirinto di normative, procedure e budget differenti che creano profonde disuguaglianze tra i cittadini, a seconda della regione in cui vivono. Questa decentralizzazione, lungi dal favorire l'efficienza, ha prodotto ridondanze amministrative e di sistema, sprechi di risorse preziose e, purtroppo, ha aperto la strada a possibili nicchie di malaffare e corruzione. È inaccettabile che la salute dei cittadini sia ostaggio di logiche regionali e burocratiche. È tempo di restituire dignità e uniformità al nostro sistema sanitario, garantendo a tutti, da Nord a Sud, lo stesso diritto alla cura, con la stessa qualità e le stesse opportunità. La salute non può essere un privilegio, ma un diritto universale garantito da un sistema forte, coeso e trasparente.
Una scuola più attenta alla persona nel territorio
di Giovanni Lanciarotta
Mi piacerebbe vedere concretizzarsi una scuola più vicina alle famiglie e rivolta ai ragazzi e agli insegnanti. Che fosse gratuita anche per il materiale e i testi scolastici. Che iniziasse alle ore 9 così da permettere ai genitori di accompagnare i loro figli dopo la colazione e prima di recarsi al lavoro. Che comprendesse anche il pomeriggio fino alle 17 così che i figli potessero essere riaccompagnati a casa dagli stessi genitori con minor spesa di trasporti e tempo da pagare a babysitter. Da articolare con un orario di lavoro di 18 ore per tutti gli insegnanti dei tre gradi di formazione, con apprendimenti di materie più impegnative al mattino (italiano matem, scienze, filosofia..) e più manuali e sportive nel pomeriggio (arte, musica, gioco..). La possibilità di utilizzare una mensa scolastica. Noi in una struttura scolastica a partecipazione statale facevamo pagare 3 euro a pasto servendo 800 coperti al giorno senza problemi con tre turni: elementari, medie, superiori e siamo riusciti anche ad aprire alla cena e colazione per un gruppo di 40 studenti stranieri. La crescita delle persone è importante ma deve essere favorita dall'apporto di più soggetti dentro un contesto storico, di territorio e istituzioni che collaborano insieme. I soggetti importanti in questo progetto non sono solo gli alunni ma anche i loro genitori, gli insegnanti e tutte le persone che operano nell'ambiente scolastico e nel territorio di appartenenza Esiste una fornita letteratura per concretizzare vari modelli di questa tipologia di scuola aperta a tempo pieno, perché studi e applicazioni ne sono stati fatti diversi in Italia e all’estero, (cfr. Finlandia) fin da quando, tempo addietro, si studiava per diventare manager scolastici per sostituire i bravi direttori didattici. E poi fondi per la cultura si trovano immediatamente quando una scuola o plesso scolastico si mette al centro e diventa punto di riferimento per una comunità, per un quartiere, un paese o una città.
La disabilità e il rispetto dei diritti legati alla dignità della persona
di Pier Angelo Tozzi
Una delle miopie del Paese è ritenere che la disabilità sia argomento dei disabili e delle loro famiglie quando basterebbe pensare che chiunque ha la fortuna di invecchiare incontrerà nella vita una forma, temporanea o duratura, di disabilità. Pertanto le politiche per le persone con disabilità se da una parte sono la concretizzazione dei loro diritti per l'altro verso sono un'investimento nella Società per il bene di tutti. Quindi il tema della disabilità deve ''guidare'' lazione politica e uscire da una visione caritatevole o buonista.
Controllo neuropsichiatrico di routine negli ultimi anni di scuola dell'obbligo
di Silvia Deaniella
La salute mentale dei nostri adolescenti è in carico solo della famiglia che non sempre è in grado di aiutare i ragazzi. Serve che la scuola sia messa in grado di fare da filtro per i problemi degli alunni.
Riforma Urgente della Sanità: Formazione e Valorizzazione del Personale
di Gabriella Ziliani
La sanità italiana è a un bivio, e la sua attuale condizione non è degna di un paese civile. Le liste d'attesa interminabili sono un affronto alla dignità dei cittadini, costretti ad attendere mesi, se non anni, per visite e interventi essenziali. Questa situazione non solo genera sofferenza e incertezza, ma mina la fiducia nel sistema pubblico. A ciò si aggiunge una cronica carenza di personale, con medici e infermieri stremati e spesso sottopagati, costretti a operare in condizioni difficili. I medici di famiglia, pilastri della medicina territoriale, sono sempre meno e il loro ruolo è stato progressivamente snaturato, trasformandosi più in burocrati che in figure di riferimento per la salute dei cittadini. Il problema non è solo una questione di fondi o di mera organizzazione, ma affonda le radici in una formazione che non sempre è all'altezza delle sfide contemporanee e in una mancanza di consapevolezza diffusa sull'importanza di un sistema sanitario robusto e umano. È una questione che mi tocca profondamente, perché la salute è un diritto fondamentale e il suo accesso non può essere un privilegio.
Rilanciare Salari e Potere d'Acquisto per i Cittadini Italiani
di Roberto Scrivano
Il cuore pulsante dell'economia italiana, i suoi lavoratori, sta soffrendo sotto il peso di salari stagnanti e un potere d'acquisto sempre più eroso. Non è solo una questione di numeri, ma di dignità e qualità della vita. Ogni giorno, milioni di cittadini si trovano a lottare per far fronte alle spese essenziali, vedendo svanire la possibilità di risparmiare, investire nel proprio futuro o semplicemente godere di una vita serena. Questa situazione non solo impoverisce le famiglie, ma frena l'intera economia, riducendo i consumi interni e scoraggiando l'innovazione. È un problema che colpisce tutti, dai giovani che faticano a rendersi indipendenti agli anziani che vedono le loro pensioni perdere valore. È ora di agire per restituire valore al lavoro e stabilità economica ai cittadini.