Piano nazionale per l'innovazione: incentivi fiscali e sinergia ricerca-industria
di Adriano Caponio
16 agosto 2026
Tema
L'Italia sconta un cronico ritardo negli investimenti in Ricerca e Sviluppo, un limite strutturale che frena la competitività del nostro tessuto industriale e la capacità di innovazione tecnologica. Questo divario impedisce al Paese di competere nei settori ad alta intensità di conoscenza, dove il valore aggiunto si sposta rapidamente verso l'intelligenza artificiale, le biotecnologie e le nuove frontiere dell'energia. La mancanza di un ecosistema integrato tra accademia e imprese disperde il talento dei nostri ricercatori e rende le aziende meno resilienti di fronte alle sfide globali. È necessario invertire questa rotta per evitare la marginalizzazione tecnologica, trasformando l'Italia in un hub di eccellenza capace di attrarre capitali e trattenere le migliori competenze.
Soluzione
Si propone l'adozione del modello svedese 'Forskningsavdrag', introducendo una riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per il personale impiegato in attività di R&D, incentivando così l'assunzione di profili altamente qualificati. Parallelamente, occorre potenziare i fondi pubblici destinati alla ricerca privata e strutturare collaborazioni stabili tra centri di eccellenza, come l'IIT, e il sistema produttivo. Per garantire l'efficacia della misura, la gestione e il monitoraggio saranno affidati a un ente indipendente, composto da esperti del mondo accademico e industriale, che valuterà i risultati basandosi su indicatori oggettivi come il numero di brevetti depositati, l'incremento dei dottorati di ricerca e la crescita nei settori strategici, dalla microelettronica all'aerospazio.
Punteggio
28
Posizione in classifica
#291 di 1426 proposte
#32 di 176 proposte su Economia
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