Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Salute

Fecondazione assistita: stessi diritti, ovunque

di cristina de pasquale

In Italia il diritto ad accedere alla procreazione medicalmente assistita non è ancora realmente uguale per tutte le coppie. Sebbene la PMA sia inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza, l’accesso concreto continua a dipendere dalla Regione di residenza: cambiano limiti di età, ticket, numero effettivo di tentativi finanziati, disponibilità dei centri e tempi delle liste d’attesa. Questo produce una profonda ingiustizia: chi ha risorse economiche può rivolgersi al privato o spostarsi in un’altra Regione; chi non le ha è costretto a rinunciare, aspettare troppo a lungo o affrontare costi elevati. In un percorso in cui il fattore tempo è decisivo, le differenze territoriali diventano differenze di diritti. C’è inoltre un problema nel mondo del lavoro. Le persone che intraprendono un percorso di PMA devono affrontare visite, esami, terapie e procedure cliniche frequenti, spesso senza tutele specifiche. Anche il partner che accompagna e sostiene la persona sottoposta al trattamento non dispone di permessi dedicati. Questo costringe molte coppie a usare ferie, permessi ordinari o ad assentarsi con difficoltà, aumentando stress e disuguaglianze. La natalità non si sostiene soltanto con gli annunci: occorre rendere concreto il diritto di chi desidera diventare genitore, senza che il luogo in cui vive o il lavoro che svolge determinino le sue possibilità.

PMAfertilitàsanità
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3 mesi fa
Economia

IRAP "rottamata" fino a 15 milioni di euro di fatturato

di Italia Viva Germania

L’attuale struttura dell'IRAP presenta un limite sistemico: tassa il valore della produzione anziché l’utile. Questo implica che un’impresa è tenuta a pagare imposte anche in assenza di redditività. Il risultato è una distorsione economica rilevante: si penalizza la capacità produttiva, non la capacità contributiva. Questa impostazione colpisce in modo sproporzionato le imprese labour-intensive e a bassa marginalità, che rappresentano una parte significativa del tessuto economico italiano. In particolare, le piccole e medie imprese – che secondo dati ISTAT sono responsabili di oltre metà del valore aggiunto generato dalle imprese italiane – risultano maggiormente esposte, poiché operano con margini ridotti e maggiore incidenza del lavoro. L’IRAP diventa quindi, di fatto, un disincentivo all’occupazione e alla crescita dimensionale. A ciò si aggiunge un problema di complessità amministrativa: l’IRAP richiede una dichiarazione separata rispetto alla IRES, con regole di calcolo differenti. Questo genera costi di compliance, duplicazioni e inefficienze senza un corrispondente beneficio in termini di equità del sistema. Il problema affrontato è dunque triplice: distorsione economica, penalizzazione delle PMI e complessità fiscale. Intervenire su questo punto significa agire contemporaneamente su competitività, occupazione e semplificazione del sistema tributario.

IRAPPMISemplificazione
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6 mesi fa

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