Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Riduzione dell'IVA al 4% per l'acquisto di materiali e strumentazioni di ricerca scientifica
di Annamaria Ruzzo
La ricerca scientifica in Italia è soffocata da un carico fiscale che ne erode sistematicamente le risorse vitali. Attualmente, l'applicazione dell'aliquota IVA ordinaria al 22% su reagenti, materiali di consumo e strumentazioni tecniche trasforma un bene indispensabile per il progresso del Paese in un costo proibitivo. Questa pressione fiscale riduce drasticamente il budget effettivo a disposizione dei laboratori, sottraendo fondi preziosi che potrebbero essere destinati ad assegni di ricerca o all'aggiornamento tecnologico. Chi vive quotidianamente la realtà della ricerca scientifica si scontra con l'assurdità di vedere quasi un quarto dei finanziamenti ministeriali assorbito dal fisco. È una condizione che penalizza l'innovazione e mette in difficoltà le università e gli enti di ricerca, costretti a operare con risorse già limitate e costantemente sotto pressione.
Modello replicabile per il Monitoraggio attivo spesa pubblica
di ASsociazione Portatori Interessi Diffusi e Collettivi
La Pubblica Amministrazione è oggi percepita come un gigante burocratico, pesante e inefficiente, troppo spesso permeabile agli interessi privati e incline alla dispersione di risorse. Questa realtà mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e compromette la qualità dei servizi essenziali. Ogni euro di denaro pubblico sprecato in inefficienze o "scatole vuote" è un'opportunità persa per migliorare la vita delle persone, dalla sanità all'istruzione, dalle infrastrutture al welfare. È un problema che colpisce tutti, ma in particolare chi dipende maggiormente dai servizi pubblici e chi vede le proprie tasse non tradursi in un reale beneficio collettivo. La mia preoccupazione nasce dalla constatazione che, senza un controllo esterno e indipendente, la macchina amministrativa rischia di auto-alimentarsi, perdendo di vista il suo scopo primario: servire il cittadino. È fondamentale ristabilire un rapporto di fiducia e accountability, garantendo che ogni decisione e ogni spesa siano trasparenti e giustificabili. Solo così potremo costruire una PA che sia realmente al servizio della comunità, efficiente e immune da influenze indebite.
UN LAVORO DIGNITOSO PER TUTTI
di Alessandro Beltrame
Oggi, troppi cittadini si trovano a lottare ogni giorno per arrivare a fine mese. La realtà è che il mercato del lavoro attuale è caratterizzato da una duplice piaga: la scarsità di opportunità occupazionali e, ancor più grave, la retribuzione insufficiente per chi un lavoro ce l'ha. Questa situazione non è solo una questione economica, ma un vero e proprio attacco alla dignità delle persone e alla stabilità delle famiglie. Non è accettabile che, pur lavorando, non si riesca a garantire a sé stessi e ai propri cari un futuro sereno. La mancanza di un salario equo e la precarietà lavorativa minano la fiducia nel sistema, frenano i consumi e, in ultima analisi, impoveriscono l'intera società. È un problema che colpisce trasversalmente, dai giovani che faticano a trovare un primo impiego stabile, agli adulti che vedono il loro potere d'acquisto eroso dall'inflazione e da contratti non adeguati. È ora di agire per restituire valore al lavoro e dignità ai lavoratori.
Anche il cognome delle madri ai figli come in Spagna
di Marisa De Vitis
Il tema della parità di genere e della lotta contro la violenza sulle donne.
Voto fuori sede: più partecipazione per studenti e lavoratori
di Francesco Sannino
La democrazia vive di partecipazione, ma oggi troppi cittadini sono esclusi dal diritto di voto a causa della loro condizione di 'fuori sede'. Studenti universitari e lavoratori che si spostano per studio o impiego si trovano spesso impossibilitati a esercitare il proprio diritto civico, costretti a lunghi e costosi viaggi per raggiungere il proprio comune di residenza o, più spesso, a rinunciare del tutto. Questa situazione non solo mina la partecipazione elettorale, ma crea un senso di frustrazione e disconnessione tra i cittadini e le istituzioni. È inaccettabile che la mobilità, essenziale per la crescita personale e professionale, diventi un ostacolo alla piena cittadinanza. Permettere a queste persone di votare nel luogo in cui vivono e contribuiscono alla comunità è un passo fondamentale per rafforzare la nostra democrazia e garantire che ogni voce sia ascoltata, indipendentemente dalla residenza anagrafica.
Rilanciare l'Affitto: Flessibilità e Sostenibilità per un Nuovo Modello Abitativo
di Cristina Frigo
L'attuale sistema abitativo italiano, fortemente orientato alla proprietà, presenta criticità significative. L'acquisto di una casa comporta costi iniziali elevati, oneri di manutenzione spesso sottovalutati e un notevole investimento emotivo, che limitano la capacità di adattarsi ai cambiamenti della vita. Famiglie in evoluzione, nuove opportunità lavorative o esigenze legate alla disabilità richiedono una flessibilità abitativa che la proprietà non può offrire. L'Italia, con una percentuale di proprietari di prima casa superiore alla media europea, si trova ad affrontare anche problemi di legalità, come occupazioni abusive e sfratti, e l'inefficacia di alcune politiche come i bonus edilizi, che hanno generato più complessità che soluzioni. A ciò si aggiunge il paradosso delle numerose case sfitte e degli immobili in abbandono, mentre gli affitti brevi, pur redditizi, stanno degradando il tessuto sociale delle città e delle località turistiche, trasformandole in "location" prive di vita autentica. È urgente superare la percezione della proprietà come unica scelta sicura, riconoscendo i suoi costi e promuovendo un'alternativa che risponda meglio alle esigenze contemporanee.
Sostegno alla Natalità: Servizi 0-6 Anni Gratuiti e Aiuti Economici alle Famiglie
di Massimo Pesenti
L'Italia si trova di fronte a una crisi demografica senza precedenti, con un tasso di natalità in costante declino che minaccia il futuro sociale ed economico del Paese. Questa tendenza è aggravata dai costi proibitivi dei servizi per l'infanzia, che gravano pesantemente sui bilanci familiari e limitano la libertà di scelta educativa dei genitori. Molte famiglie sono costrette a rinunciare a un secondo figlio o a optare per soluzioni educative non ideali a causa delle difficoltà economiche. È fondamentale agire ora per invertire questa rotta, garantendo a ogni famiglia il diritto di scegliere liberamente il percorso educativo per i propri figli nella fascia 0-6 anni e creando un ambiente più favorevole alla natalità. Solo così potremo assicurare un futuro prospero e sostenibile per la nostra nazione.
Riforma Detrazione Coniuge a Carico: Sostegno Diretto all'Autonomia Economica
di Cristina Frigo
Il dibattito sulla parità di genere e l'autonomia economica delle donne è più che mai attuale. Troppe donne, pur desiderando contribuire attivamente alla società, si trovano in una posizione di dipendenza economica, spesso a causa di scelte familiari o di un sistema che non le supporta adeguatamente. L'attuale meccanismo della detrazione fiscale per il coniuge a carico è un esempio lampante di come le politiche possano, involontariamente, perpetuare questa dipendenza. Oggi, questa detrazione viene riconosciuta al coniuge che lavora, anziché a chi è effettivamente a carico. Questo significa che le risorse destinate a mitigare il peso economico di un nucleo familiare non raggiungono direttamente la persona che ne avrebbe più bisogno per costruire la propria indipendenza, ma rafforzano la posizione del coniuge già economicamente attivo. È ora di invertire questa logica e riconoscere il valore dell'autonomia economica per tutti, specialmente per le donne che scelgono di dedicarsi alla famiglia o che cercano un reinserimento nel mondo del lavoro.
"Terra Viva". Trasformare l'eredità abbandonata in Start-up agricola ad alto valore
di Francesco Rizzo
Nella provincia di Agrigento assistiamo a un paradosso tragico: un patrimonio immenso di terreni fertili (uliveti, mandorleti, vigneti) giace abbandonato per una doppia miopia, economica e culturale. La generazione dei padri ha tramandato l'idea che la terra sia fatica e povertà, mentre il "posto fisso" in una metropoli del Nord sia il successo. Il risultato? Ragazzi che vivono "da morti di fame" a Milano, pagando affitti proibitivi per fare aperitivi ai Navigli, mentre lasciano un paradiso produttivo incolto. Io con meno di 3000 euro ho piantato 700 ulivi. Tra meno di 10 anni produrranno qualcosa simile ai 14.000 kg ogni anno. Dopo 15 anni 30.000 kg. In tutto questo non è il mio lavoro, si può fare tranquillamente come hobby... Questa alienazione culturale trasforma la proprietà in un peso fiscale anziché in una risorsa. Colpisce le aree interne, che si spopolano, e i giovani, che rinunciano alla propria autonomia imprenditoriale per diventare ingranaggi di un sistema che non li valorizza. Dobbiamo rompere il tabù: restare a investire nella terra dei padri non è un ritorno al passato, ma un atto di avanguardia economica. Dobbiamo passare dalla "terra come condanna" alla "terra come asset globale.
Tutela oncologica funzionale per cure, follow-up e reinserimento
di Federica Dieni
Le patologie oncologiche oggi non si esauriscono nella fase acuta. Molte persone, anche dopo intervento, chemio o radioterapia, restano per anni in percorsi di cura: terapie ormonali, biologiche, anti-riassorbitive, controlli, fisioterapia, gestione di fatigue, dolore, insonnia, menopausa indotta, osteoporosi, disturbi articolari, psicologici e cognitivi. L’attuale sistema tutela soprattutto chi rientra nella disabilità grave della legge 104 o chi è nella fase più evidente della malattia. Restano però scoperte molte situazioni intermedie: persone che non sono non autosufficienti, ma che non sono nemmeno tornate alla normalità. Hanno bisogno di visite, esami, riposo, flessibilità lavorativa, supporto del caregiver e recupero psicofisico. Questo colpisce pazienti oncologici, familiari, caregiver e lavoratori autonomi o dipendenti. Il rischio è costringere le persone a consumare ferie, malattia o permessi ordinari per curarsi, oppure a rinunciare al lavoro o alle cure. Serve riconoscere che tra malattia attiva e pieno recupero esiste una fase lunga e complessa che oggi è tutelata poco.
Fecondazione assistita: stessi diritti, ovunque
di cristina de pasquale
In Italia il diritto ad accedere alla procreazione medicalmente assistita non è ancora realmente uguale per tutte le coppie. Sebbene la PMA sia inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza, l’accesso concreto continua a dipendere dalla Regione di residenza: cambiano limiti di età, ticket, numero effettivo di tentativi finanziati, disponibilità dei centri e tempi delle liste d’attesa. Questo produce una profonda ingiustizia: chi ha risorse economiche può rivolgersi al privato o spostarsi in un’altra Regione; chi non le ha è costretto a rinunciare, aspettare troppo a lungo o affrontare costi elevati. In un percorso in cui il fattore tempo è decisivo, le differenze territoriali diventano differenze di diritti. C’è inoltre un problema nel mondo del lavoro. Le persone che intraprendono un percorso di PMA devono affrontare visite, esami, terapie e procedure cliniche frequenti, spesso senza tutele specifiche. Anche il partner che accompagna e sostiene la persona sottoposta al trattamento non dispone di permessi dedicati. Questo costringe molte coppie a usare ferie, permessi ordinari o ad assentarsi con difficoltà, aumentando stress e disuguaglianze. La natalità non si sostiene soltanto con gli annunci: occorre rendere concreto il diritto di chi desidera diventare genitore, senza che il luogo in cui vive o il lavoro che svolge determinino le sue possibilità.
IRAP "rottamata" fino a 15 milioni di euro di fatturato
di Italia Viva Germania
L’attuale struttura dell'IRAP presenta un limite sistemico: tassa il valore della produzione anziché l’utile. Questo implica che un’impresa è tenuta a pagare imposte anche in assenza di redditività. Il risultato è una distorsione economica rilevante: si penalizza la capacità produttiva, non la capacità contributiva. Questa impostazione colpisce in modo sproporzionato le imprese labour-intensive e a bassa marginalità, che rappresentano una parte significativa del tessuto economico italiano. In particolare, le piccole e medie imprese – che secondo dati ISTAT sono responsabili di oltre metà del valore aggiunto generato dalle imprese italiane – risultano maggiormente esposte, poiché operano con margini ridotti e maggiore incidenza del lavoro. L’IRAP diventa quindi, di fatto, un disincentivo all’occupazione e alla crescita dimensionale. A ciò si aggiunge un problema di complessità amministrativa: l’IRAP richiede una dichiarazione separata rispetto alla IRES, con regole di calcolo differenti. Questo genera costi di compliance, duplicazioni e inefficienze senza un corrispondente beneficio in termini di equità del sistema. Il problema affrontato è dunque triplice: distorsione economica, penalizzazione delle PMI e complessità fiscale. Intervenire su questo punto significa agire contemporaneamente su competitività, occupazione e semplificazione del sistema tributario.