Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Diritto di voto amministrativo per i titolari di attività non residenti nel Comune
di Alessio De Moro
Attualmente, migliaia di professionisti e commercianti operano quotidianamente in comuni diversi da quello di residenza, subendo direttamente l'impatto di decisioni cruciali come la gestione della viabilità, la raccolta dei rifiuti e la tassazione locale. Nonostante il loro ruolo fondamentale nel tessuto economico e sociale, questi soggetti sono esclusi dal processo democratico che determina l'amministrazione del territorio in cui investono tempo e risorse. Questa esclusione crea una frattura tra chi vive la città di giorno e chi la abita di notte, rendendo i lavoratori semplici 'bancomat' dell'amministrazione, privi di potere contrattuale. È necessario colmare questo vuoto di rappresentanza per garantire che le politiche comunali riflettano le esigenze reali di chi anima concretamente la vita produttiva locale.
Istituzione dell'Agenzia Nazionale per la Tutela Digitale dei Cittadini
di Alessia Di manna
Oggi, chi subisce violazioni online si trova intrappolato in un labirinto burocratico estenuante, costretto a interfacciarsi separatamente con Polizia Postale, Garante della Privacy, avvocati e tribunali. Questa frammentazione non solo rallenta la giustizia, ma espone la vittima a un ulteriore trauma, lasciando i contenuti illeciti online per tempi inaccettabili. La mancanza di un punto di accesso unico rende la tutela digitale un privilegio per chi ha risorse e tempo, mentre la maggior parte dei cittadini resta priva di una protezione tempestiva. È necessario superare questo stato di impotenza, trasformando la difesa dei diritti digitali da un percorso a ostacoli in un servizio pubblico efficiente, rapido e accessibile a chiunque tramite SPID/CIE
Stop alle Truffe dei Call Center e Tutela del Consumatore
di Paolo Maria Troya
Il problema dei call center è diventato una piaga insopportabile per milioni di cittadini. Queste entità, spesso percepite come inutili e invasive, non solo sottraggono tempo prezioso con chiamate indesiderate, ma sono diventate un terreno fertile per comportamenti truffaldini e pratiche commerciali aggressive. La sensazione diffusa è che i costi operativi di questi servizi, inclusi i salari dei lavoratori, si traducano in una vera e propria 'tassa occulta' che ricade sui consumatori, costretti a pagare per servizi non richiesti o a subire danni economici. Questa situazione mina la fiducia nel mercato, genera stress e ansia, e trasforma uno strumento utile come il telefono in una fonte costante di fastidio e potenziale pericolo. È urgente intervenire per proteggere i cittadini da questo assalto indiscriminato e ripristinare la serenità nelle comunicazioni.
Riqualificazione del Patrimonio Ferroviario Dismesso per Turismo e Sviluppo Locale
di Luigi Puccio
Il nostro Paese è costellato da un patrimonio immobiliare ferroviario dismesso, un tempo fulcro di connessioni e sviluppo, oggi troppo spesso ridotto a simbolo di degrado e abbandono. Stazioni e fabbricati lungo linee non più in esercizio, in particolare quelli situati in prossimità di centri abitati o in incantevoli località balneari, versano in uno stato di incuria che deturpa il paesaggio e frena il potenziale di intere comunità. Questo non è solo un problema estetico; è una ferita aperta nel tessuto economico e sociale, un'occasione mancata per generare nuova vita, occupazione e, soprattutto, per rilanciare il turismo. Vedere questi luoghi storici cadere a pezzi è un affronto alla nostra storia e alla nostra capacità di innovazione. È ora di trasformare questi 'non luoghi' in nuove opportunità, restituendo loro dignità e funzione, e facendoli diventare motori di rinascita per i territori che li ospitano.
Piena Parità: Matrimonio Egualitario e Diritto all'Adozione per Coppie Omosessuali
di Emanuele Vaudano
L'Italia, pur avendo compiuto passi avanti con le unioni civili, si trova ancora in una posizione di disparità inaccettabile per le coppie omosessuali. L'attuale normativa, infatti, non garantisce la piena parità di diritti rispetto alle coppie eterosessuali, creando una cittadinanza di serie B. Questa distinzione non è solo una questione legale, ma un profondo vulnus alla dignità e all'uguaglianza di migliaia di persone che amano, costruiscono famiglie e contribuiscono alla società. Il problema è chiaro: negare il matrimonio egualitario significa negare il riconoscimento pieno di un legame affettivo, relegandolo a una categoria inferiore. Ancora più grave è la preclusione del diritto all'adozione, che impedisce a bambini bisognosi di una famiglia di trovarla e a coppie capaci e desiderose di genitorialità di realizzarsi. Questa situazione colpisce direttamente le coppie omosessuali e i loro figli, ma in realtà impoverisce l'intera società, che si priva della ricchezza e della diversità che queste famiglie possono offrire. È una questione di giustizia sociale, di diritti umani fondamentali e di civiltà.
Strategia nazionale della IA per aumentare la produttività delle PMI e la partecipazione dei corpi intermedi
di Matteo Anatra
Il modo in cui l' AI ( vedi Acemoglou, Aghion , Brynjolfsson ) sta trasformando contemporaneamente economia, istituzioni e lavoro, richiede lo sviluppo di una capacità politica adeguata per governarne gli effetti.L’Italia dispone di asset strategici rilevanti - infrastrutture di supercalcolo, modelli linguistici nazionali, una normativa avanzata - ma non riesce a tradurli in una diffusione sistemica dell’IA nel tessuto produttivo e nella Pubblica Amministrazione. Questo è particolarmente grave perché l’Italia da oltre vent’anni non cresce in produttività.L’adozione dell’AI è limitata e concentrata, soprattutto nelle grandi imprese, mentre la maggioranza delle PMI resta ai margini.Il risultato è che l’IA rischia di aumentare i divari invece di ridurli, rafforzando chi è già forte e lasciando indietro il resto del sistema.A questo si aggiunge il nodo del lavoro. L’IA non sta producendo una distruzione massiva immediata dell’occupazione - solo una quota limitata di posti è completamente automatizzabile -ma sta generando una profonda riallocazione delle competenze e dei ruoli.È importante perché sul piano micro, produttività, salari e qualità del lavoro sono oggi strettamente legati e dall’altro - su un piano più macro - l’Intelligenza artificiale pone il tema di una ridefinizione del rapporto tra capitale e lavoro. Se la produttività non cresce, non crescono i salari.La trasformazione segue una dinamica “a curva J”: una fase iniziale di transizione, con costi e discontinuità, seguita da una crescita più rapida quando imprese e organizzazioni riescono a riorganizzarsi (MacroFocus_Globale - L'impatto dell'IA sull'economia - lo stato dell'arte – Intesa San Paolo 2026).Questo significa che il problema non è solo economico, ma sociale e politico.Il punto centrale, in linea anche con le riflessioni del CNEL , è che il lavoro non può essere considerato una variabile passiva dell’innovazione: deve diventare una componente attiva della strategia.L’impatto dell’IA non è uniforme e colpisce in modo differenziato diversi gruppi sociali ed economici. Le PMI sono le più esposte: hanno minori risorse per investire in tecnologia e formazione e rischiano di rimanere escluse dai benefici della trasformazione. Questo può ampliare i divari territoriali e settoriali.I dati indicano che l’IA tende a colpire in modo particolare alcune categorie, come i lavoratori giovani entry-level , chi svolge lavori routinari e oggi anche i colletti bianchi.
ALFABETIZZAZIONE FINANZIARIA, VEICOLO DI INVESTIMENTO A TASSAZIONE AGEVOLATE (V.I.T.A.), E BABY ACCOUNTS
di Marco Santacroce
IL PROBLEMA: Ultimi in Europa. L'Italia ha il tasso di alfabetizzazione finanziaria più basso tra i Paesi del G7. Secondo l'indagine OCSE del 2023, solo il 16,6% degli italiani raggiunge il punteggio minimo di 70 su 100 considerato accettabile per una gestione finanziaria consapevole. Solo il 17,2% sa distinguere tra interesse semplice e composto, il che espone milioni di persone a indebitarsi senza comprendere i meccanismi del credito. In termini di comportamento finanziario corretto, l'Italia si colloca al 32° posto tra i paesi OCSE. Il divario di genere è particolarmente grave. Nel test PISA 2022, i ragazzi italiani hanno ottenuto 20 punti in più delle ragazze in alfabetizzazione finanziaria, contro una media OCSE di soli 5 punti. Questo divario è sistematico e presente in tutte le fasce d'età, e si traduce in una marginalizzazione concreta delle donne nella gestione del risparmio e degli investimenti. A livello europeo, l'Italia si colloca agli ultimi posti insieme a Lituania, Cipro e Romania, con punteggi ben sotto la media OCSE. Le conseguenze sono concrete: una popolazione finanziariamente impreparato risparmia in modo inefficiente ed è più esposta a truffe e sovraindebitamento. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il 9,4% degli italiani è stato vittima di truffe finanziarie, e solo il 17,1% di questi aveva le competenze per difendersi. Questo problema colpisce tutti ma in modo sproporzionato le donne, i giovani, i residenti nel Mezzogiorno e le famiglie a basso reddito. Fonte: https://en.ilsole24ore.com/art/failed-debt-and-loans-italy-fund-ranking-financial-skills-AHCIxq8B
SISTEMA ITALIA
di Carmelo Castrogiovanni
L’Italia non soffre soltanto di tasse elevate, ma di un sistema che preleva risorse soprattutto quando si lavora, si assume, si produce e si investe. Nel 2025 la pressione fiscale ha raggiunto il 43,1% del PIL, il livello più alto da oltre dieci anni, mentre il PIL reale è cresciuto appena dello 0,5%. È la fotografia di un problema strutturale: un Paese che tassa molto lavoro e produzione ma cresce troppo poco. Il risultato è evidente: salari netti compressi rispetto al costo sostenuto dalle imprese, minore convenienza ad assumere, investimenti frenati, evasione ancora rilevante e una burocrazia fiscale complessa che assorbe risorse senza garantire automaticamente maggiore equità. A questo si aggiungono debito pubblico elevato, infrastrutture disomogenee, tempi amministrativi lunghi e una capacità insufficiente di attrarre nuovi insediamenti produttivi internazionali. La debole crescita produce poi altri effetti. Giovani, medici, ricercatori, tecnici e professionisti formati in Italia trovano all’estero stipendi e prospettive migliori: investiamo nella loro formazione e altri Paesi ne raccolgono i risultati. Le multinazionali scelgono dove investire considerando costo del lavoro, energia, infrastrutture, competenze, tempi autorizzativi, ricerca e qualità dei servizi. Anche la crisi demografica non si risolve con un bonus. Le famiglie rinunciano o rinviano i figli quando mancano reddito stabile, casa accessibile, asili, scuola a tempo pieno e servizi. Nella sanità, liste d’attesa, carenza di personale e differenze territoriali costringono milioni di cittadini a spendere privatamente o a rinunciare alle cure. Da anni affrontiamo questi problemi separatamente: bonus, sgravi temporanei, crediti d’imposta, nuovi fondi e nuovi adempimenti. Sistema Italia parte da una domanda diversa: perché continuare a correggere gli effetti se possiamo cambiare il meccanismo che li produce? L’obiettivo è costruire un Paese nel quale convenga lavorare, assumere, investire, produrre, tornare dall’estero, avere figli e progettare il futuro.
Trasporti 2.0 - Italia Veloce.
di Andrea Zanetti
Partiamo da un assunto: in Italia muoversi per il tramite del trasporto pubblico è troppo complicato. E mentre attendiamo l'ingresso di un terzo operatore nell'alta velocità (SNCF, previsto per il 2027), in altri settori la concorrenza rimane un tabù: mi riferisco, in particolare, al trasporto pubblico non di linea e al trasporto ferroviario regionale. Quanto al trasporto pubblico non di linea, la situazione è ormai al collasso, e dalla "guerra" tra Taxi, NCC e altri operatori privati (Uber, Bolt, etc.) ne esce sconfitto il fruitore finale: i mezzi sono pochi, i prezzi sono alti. Con tutto ciò che ne consegue a livello di reputazione internazionale (chiedere al turista che, uscito dall'aeroporto o dalla stazione, attende per ore una macchina), a livello di mobilità interna (chiedere all'utente che, per un breve spostamento, spende più euro che minuti di viaggio) e a livello di sicurezza stradale (chiedere al giovane che, per uscire la sera, è di fatto costretto a usare il proprio mezzo, con tutti i rischi del caso). Anche per quanto riguarda il trasporto ferroviario regionale, il servizio offerto non è al passo con il mondo che cambia. Negli ultimi anni, difatti, a causa del surplus di domanda abitativa nelle grandi città (e il fisiologico aumento, all'interno delle stesse, del costo della vita), stiamo assistendo ad uno sviluppo sempre più ampio delle cd. aree metropolitane (si pensi, su tutte, alla situazione di Milano). Nonostante ciò, il trasporto ferroviario regionale rimane chiuso al mercato, continuando così a non soddisfare le esigenze di efficienza richieste dai cittadini; efficienza, tra l'altro, potenzialmente perseguibile (vedi il rafforzamento del servizio garantito da Trenord durante le Olimpiadi invernali).
Formazione del parlamentare
di Dario Fogliati
La preparazione del politico, dal consigliere circoscrizionale al parlamentare, dovrebbe far parte della stessa vita politica. Se per diventare un avvocato ci vogliono almeno sei anni, per diventare un idraulico ci vogliono cinque anni di formazione…E per il politico? Che paghiamo con le nostre imposte, non sono previste formazioni. E’ importante perché loro sono i nostri rappresentanti ed incidono profondamente nella vita quotidiana di ognuno di noi. Propongo che tutte le persone, anche quelle che non possono permetterselo, acquisiscano formazioni in base al livello che ambiscono a raggiungere.
Certezza della Pena Contro Spaccio e Degrado Urbano
di federico arrighetti
Il problema dello spaccio di droga e del degrado urbano rappresenta una piaga che affligge le nostre città, minando la sicurezza, la qualità della vita e il senso di comunità. Non si tratta solo di un problema di ordine pubblico, ma di una ferita aperta nel tessuto sociale che colpisce direttamente i cittadini, le famiglie e le attività commerciali. La percezione di impunità per chi commette questi reati, anche quelli considerati "minori", alimenta un circolo vizioso di illegalità e abbandono. È fondamentale ripristinare la fiducia nella giustizia e garantire che chi infrange la legge ne subisca le conseguenze in modo rapido e tangibile, per proteggere i nostri quartieri e restituire serenità ai residenti.
Per una Sanità Nazionale Unica ed Efficiente
di NICOLA MANGIAPIA
Il sistema sanitario italiano, frammentato in venti gestioni regionali, è una fonte di profonda disuguaglianza e inefficienza che colpisce milioni di cittadini. Non è accettabile che il diritto alla salute, un pilastro della nostra Costituzione, dipenda dal codice postale di residenza. Questa regionalizzazione esasperata genera sprechi colossali, duplicazioni di costi e burocrazia, e una disparità inaccettabile nell'accesso alle cure, nei tempi di attesa e nella qualità dei servizi. Chi vive in una regione può avere accesso a prestazioni e specialisti negati a chi risiede a pochi chilometri di distanza, in un'altra regione. Questo mina la fiducia nel sistema e crea un senso di ingiustizia profondo. Personalmente, mi preoccupa vedere come la salute dei miei cari possa essere compromessa da queste disparità e come gli operatori sanitari, che ogni giorno si dedicano con passione, siano spesso penalizzati da gestioni inefficienti e disorganizzate. È urgente superare questa logica campanilistica per garantire a tutti gli italiani un accesso equo e di qualità alle cure, senza distinzioni regionali, e per ottimizzare l'uso delle risorse pubbliche.