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Economia

Trasporti 2.0 - Italia Veloce.

di Andrea Zanetti

21 giugno 2026

Trasporto pubblico; concorrenza.

Tema

Partiamo da un assunto: in Italia muoversi per il tramite del trasporto pubblico è troppo complicato. E mentre attendiamo l'ingresso di un terzo operatore nell'alta velocità (SNCF, previsto per il 2027), in altri settori la concorrenza rimane un tabù: mi riferisco, in particolare, al trasporto pubblico non di linea e al trasporto ferroviario regionale. Quanto al trasporto pubblico non di linea, la situazione è ormai al collasso, e dalla "guerra" tra Taxi, NCC e altri operatori privati (Uber, Bolt, etc.) ne esce sconfitto il fruitore finale: i mezzi sono pochi, i prezzi sono alti. Con tutto ciò che ne consegue a livello di reputazione internazionale (chiedere al turista che, uscito dall'aeroporto o dalla stazione, attende per ore una macchina), a livello di mobilità interna (chiedere all'utente che, per un breve spostamento, spende più euro che minuti di viaggio) e a livello di sicurezza stradale (chiedere al giovane che, per uscire la sera, è di fatto costretto a usare il proprio mezzo, con tutti i rischi del caso). Anche per quanto riguarda il trasporto ferroviario regionale, il servizio offerto non è al passo con il mondo che cambia. Negli ultimi anni, difatti, a causa del surplus di domanda abitativa nelle grandi città (e il fisiologico aumento, all'interno delle stesse, del costo della vita), stiamo assistendo ad uno sviluppo sempre più ampio delle cd. aree metropolitane (si pensi, su tutte, alla situazione di Milano). Nonostante ciò, il trasporto ferroviario regionale rimane chiuso al mercato, continuando così a non soddisfare le esigenze di efficienza richieste dai cittadini; efficienza, tra l'altro, potenzialmente perseguibile (vedi il rafforzamento del servizio garantito da Trenord durante le Olimpiadi invernali).

Soluzione

Sbloccare questi settori per velocizzare l'Italia: questa è la mia proposta. Rispetto al trasporto pubblico non di linea, propongo di intervenire su due versanti: (i) per quanto attiene al rapporto tra Taxi e altri operatori privati, preservando in capo al primo il ruolo di fornitore di un servizio pubblico (con tutti i benefici che ne conseguono in termini di utilizzo priviilegiato delle corsie preferenziali, accesso ai posteggi, riconoscibilità del mezzo, fermata su richiesta), garantendo invece agli altri operatori la possibilità di proporre prezzi concorrenziali; (ii) relativamente al rapporto tra Taxi e NCC, assottigliando le differenze tra i due servizi, con l'abolizione dell'obbligo in capo al secondo di ritornare in rimessa dopo l'effettuazione di un viaggio. Riguardo al trasporto ferroviario regionale, invece, propongo - sulla scorta di quanto fatto in Germania negli ultimi anni - la predisposizione di gare realmente competitive per l'affidamento del servizio, che prendano in considerazione anche la possibilità che, presso la medesima rete ferroviaria, operino due o più operatori.

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