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Salute

Tutela oncologica funzionale per cure, follow-up e reinserimento

di Federica Dieni

19 giugno 2026

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Tema

Le patologie oncologiche oggi non si esauriscono nella fase acuta. Molte persone, anche dopo intervento, chemio o radioterapia, restano per anni in percorsi di cura: terapie ormonali, biologiche, anti-riassorbitive, controlli, fisioterapia, gestione di fatigue, dolore, insonnia, menopausa indotta, osteoporosi, disturbi articolari, psicologici e cognitivi. L’attuale sistema tutela soprattutto chi rientra nella disabilità grave della legge 104 o chi è nella fase più evidente della malattia. Restano però scoperte molte situazioni intermedie: persone che non sono non autosufficienti, ma che non sono nemmeno tornate alla normalità. Hanno bisogno di visite, esami, riposo, flessibilità lavorativa, supporto del caregiver e recupero psicofisico. Questo colpisce pazienti oncologici, familiari, caregiver e lavoratori autonomi o dipendenti. Il rischio è costringere le persone a consumare ferie, malattia o permessi ordinari per curarsi, oppure a rinunciare al lavoro o alle cure. Serve riconoscere che tra malattia attiva e pieno recupero esiste una fase lunga e complessa che oggi è tutelata poco.

Soluzione

Propongo di introdurre una “tutela oncologica funzionale”, distinta dalla 104 comma 3, per chi affronta cure oncologiche, terapie adiuvanti o follow-up con effetti fisici, psicologici o lavorativi rilevanti. La tutela dovrebbe prevedere: * per chemio, radioterapia, immunoterapia e terapie salvavita: assenze retribuite per tutti i giorni necessari a terapia, esami collegati e recupero, senza limiti rigidi, sulla base del piano terapeutico ospedaliero; * per terapie ormonali, biologiche, anti-riassorbitive o di mantenimento: almeno 3 giorni retribuiti al mese, anche a ore, per visite, controlli, effetti collaterali e recupero psicofisico; * nella fase post-terapia e follow-up precoce: fino a 30 giorni annui retribuiti; * in remissione clinica, stabilizzazione o assenza di evidenza di malattia: almeno 2 giorni al mese per controlli, terapie, riabilitazione o recupero, se permangono esiti o monitoraggi necessari. Il caregiver dovrebbe poter accompagnare e assistere il paziente in chemio, radio o terapie salvavita per tutti i giorni certificati dalla struttura sanitaria, senza tetti mensili. Per le altre fasi andrebbero previsti permessi graduati. La proposta dovrebbe includere anche diritto prioritario a smart working, orari flessibili, part-time reversibile, cambio temporaneo di mansioni, rientro graduale, reinserimento lavorativo per chi non lavora e sostegni per autonomi. Nei casi più gravi o con compromissione persistente, va previsto pensionamento anticipato o uscita protetta. La remissione non deve far venir meno automaticamente le tutele: il percorso oncologico va valutato come cura, recupero e reinserimento, non solo come diagnosi.

Punteggio

44

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