Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Superamento dell'ISEE: il welfare basato sul bisogno reale e non sul reddito
di Andrea Calabro
L'attuale sistema ISEE rappresenta una barriera burocratica che distorce il valore sociale del lavoro di cura, trasformando l'assistenza ai familiari fragili in un limite all'accesso ai servizi pubblici. In una visione liberale, il lavoro di cura non deve essere penalizzato da calcoli reddituali farraginosi che puniscono chi si fa carico di un welfare sostitutivo. L'ISEE, basato su una logica puramente fiscale, fallisce nel cogliere la realtà della vita quotidiana, creando un'ingiustizia sociale che disincentiva la responsabilità individuale. È necessario superare questo paradigma, poiché la condizione economica non dovrebbe mai essere l'unico filtro per determinare il diritto alla dignità e al supporto assistenziale.
Laboratori di quartiere: officine intergenerazionali per il recupero dei mestieri
di Mauro Penna
Il progressivo smarrimento delle competenze artigianali tradizionali rappresenta una perdita culturale e sociale significativa per le nostre comunità. Oggi assistiamo a una frattura generazionale dove il sapere pratico, legato alla lavorazione del legno, del ferro o al cucito, rischia di scomparire con il pensionamento di chi ha dedicato una vita a questi mestieri. Allo stesso tempo, i giovani sono spesso esclusi da contesti di apprendimento manuale che potrebbero stimolare la loro creatività e offrire una prospettiva diversa sul mondo del lavoro. La mancanza di luoghi di aggregazione fisica dove il tempo libero possa trasformarsi in scambio di competenze rende questa separazione ancora più profonda, privando il quartiere di un presidio di socialità attiva e di trasmissione del sapere.
Riforma della medicina territoriale: medici dipendenti nelle Case di Comunità
di Giovanni Nardi
L'attuale modello di medicina generale, basato sulla libera professione convenzionata, genera una frammentazione insostenibile che penalizza la continuità assistenziale. I cittadini si scontrano quotidianamente con orari di studio limitati e l'impossibilità di reperire assistenza al di fuori delle fasce canoniche, lasciando i pazienti fragili in una condizione di isolamento. Questa struttura isola il medico, impedendo una reale integrazione con il resto del sistema sanitario e rendendo difficile la gestione delle emergenze territoriali. È necessario superare la logica del singolo professionista per garantire un diritto alla salute che sia effettivo, costante e non vincolato alla disponibilità individuale del medico di base.
Ripristino dell'imparzialità istituzionale e tutela della legalità nelle aule
di Silvia Garibaldi
La qualità della nostra democrazia è minata da una gestione arbitraria e strumentale delle aule istituzionali, dove chi presiede abusa spesso del proprio potere per soffocare il dibattito. I regolamenti esistenti, pur presenti, risultano inefficaci poiché privi di sanzioni reali, trasformando le norme in semplici suggerimenti ignorati impunemente. Questa deriva autoritaria scoraggia la partecipazione delle minoranze, svuota di significato la rappresentanza democratica e allontana i cittadini dalle istituzioni. Inoltre, l'attuale sistema di nomina politica dei Segretari generali ne ha compromesso l'indipendenza, rendendoli complici o spettatori passivi. Infine, l'impossibilità per i consiglieri di contestare atti palesemente illegittimi, a causa dei costi proibitivi dei ricorsi al TAR, crea un vuoto di tutela che mina la legalità dell'azione amministrativa.
la casa concessa dalle istituzioni è un bene comune, custodiscila e manutienila
di elena bosciano
la carenza delle abitazioni popolari è in parte dovuta allo stato di degrado degli immobili; si potrebbe consentire la fruizione di unità-beni che diversamente sarebbero inaccessibili.
Accessibilità digitale e trasparenza per le assemblee cittadine
di Mario Tomasella
Molti cittadini, in particolare gli anziani o coloro che presentano difficoltà motorie, si trovano oggi esclusi dal dibattito pubblico e dai processi decisionali locali. La mancanza di strumenti di partecipazione remota impedisce a una parte significativa della popolazione di esercitare il proprio diritto di informazione e di cittadinanza attiva. È fondamentale abbattere queste barriere fisiche e anagrafiche, garantendo che la vita democratica non sia un privilegio riservato a chi può presenziare fisicamente alle riunioni, ma un bene comune accessibile a tutti da casa propria.
Agenzia Nazionale per l'Attivazione: dal sussidio al lavoro
di Simone Mari
L'Italia soffre di una cronica stagnazione economica che richiede il contributo attivo di ogni cittadino, inclusi coloro che oggi vivono ai margini del mercato del lavoro. Attualmente, una vasta platea di persone — tra inoccupati, stranieri privi di documenti e soggetti scoraggiati — rimane esclusa dal tessuto produttivo, alimentando un sistema di assistenzialismo passivo che non genera valore. È necessario superare questa inerzia, trasformando il dovere civico di contribuire alla crescita del Paese in un'opportunità di riscatto sociale. L'obiettivo è creare un vero ascensore sociale che, attraverso l'attivazione obbligatoria, restituisca dignità e prospettive a chiunque si trovi attualmente fuori dai circuiti economici e sociali.
Il Fisco premia chi protegge l'Italia. Disarmiamo l'incuria, difendiamo chi lavora.
di FABIO MARZOCCHI
tutela del territorio/ fisco agricolo
Dare più poteri alle polizie locali
di francesco pappaterra
La sicurezza nelle grandi città, nelle periferie, nelle stazioni ma anche nei piccoli comuni è ormai diventato un problema enorme da affrontare e che spesso e volentieri viene scaricato su sindaci e amministratori che a loro volta hanno pochissime risorse da investire
Lavorare sul tessuto sociale
di Mirella Turrini
Le telecamere le pattuglie non servono a molto se non vanno di pari passo con la coesione e integrazione
Laboratori di cittadinanza attiva: memoria storica e dignità del lavoro
di Antonio Sgro
La nostra società soffre di una crescente frammentazione e di una preoccupante perdita di empatia verso l'altro, spesso alimentata da una visione distorta dei fenomeni migratori e da una percezione della sicurezza basata solo sulla repressione. È fondamentale riscoprire la nostra identità storica, ricordando che anche gli italiani sono stati un popolo di emigranti che ha cercato dignità e futuro altrove. Questa amnesia collettiva impedisce di comprendere le sfide contemporanee, trasformando il bisogno umano di una vita migliore in un conflitto sociale. Dobbiamo ripartire dalla consapevolezza che la coesione si costruisce attraverso la conoscenza e il riconoscimento del sacrificio altrui.