Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Sicurezza

La sicurezza sul lavoro, sulle strade e nelle case è soprattutto un problema di mentalità

di ezio Trentini

Grande impressione ha fatto la recente strage di ragazzi nel rogo di un locale pubblico in Svizzera, tragedia facilmente evitabile se chi gestiva il locale avesse avuto un minimo di sensibilità sui rischi domestici e se le autorità pubbliche di controllo avessero avuto adeguata formazione. Qui l’ignoranza l’ha fatta da padrona, gestori incoscienti e controllori superficiali sono stati essi stessi vittime della strage, trasformati in criminali dalle loro negligenze, come accade il più delle volte anche con chi provoca incidenti stradali mortali. Sbagliata è stata la reazione di certa politica, che ha gridato allo scandalo perché i presunti unici colpevoli del rogo sono stati scarcerati in attesa di giudizio, senza rilevare che la causa prima di quella tragedia, l’ignoranza appunto, è poco combattuta, non solo in Svizzera ma anche in Italia, come hanno dimostrato i controlli su locali di casa nostra effettuati dopo la tragedia. Investire in sicurezza, adeguando il livello di consapevolezza della popolazione agli standard moderni, spetta a mio avviso prima di tutto agli organi dello Stato. Va sensibilizzata la politica, a partire dai suoi vertici, che si limitano spesso a proclami densi di indignazione, senza autocritica, perché ancora convinti che gli investimenti in sicurezza siano spese senza ritorno, né economico né elettorale, anzi frenati, nel contrasto ad azioni pericolose come la velocità dei veicoli sulle strade, dal timore di perdere consensi. Basta guardare le difficoltà degli amministratori illuminati delle grandi città ad introdurre le “zone a 30” e la lotta agli autovelox (che perdono gran parte della loro efficacia dall’insensata regola di dover essere segnalati) di una certa parte politica. Assistiamo invece ad un preoccupante disimpegno delle pubbliche amministrazioni e delle grandi aziende partecipate dallo Stato, che hanno chiuso o trascurano importanti Centri di Ricerca che operano nel settore della sicurezza. Mi riferisco all’ISMES di Bergamo ed al CISE di Segrate, chiusi nel 2004 dall’ENEL, relegando in uffici amministrativi valenti ricercatori che tutto il mondo scientifico ci invidiava e che sarebbero stati in grado di mettere a punto tecnologie di controllo e prevenzione di catastrofi come quella del ponte Morandi di Genova nel 2018.

sicurezzaeducazionecosti
Punteggio 8Commenta
5 mesi fa

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