Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Piccoli cittadini crescono
di Caterina Balestra
L’educazione
Riforma della governante della scuola
di Paolo Fasce
Riformare il testo unico della scuola.
IL CIVISMO E' IL FUTURO DEI PARTITI POLITICI IN DECADENZA
di dario cusani
Come hanno dimostrato i giovani al recente Referendum la CULTURA appresa a scuola, ma anche in tanti altri veicoli è la VIA FONDAMENTARE per valutare con obiettività i POLITICI e le STORTURE DELLA POLITICA che oramai non è più impegnata a risolvere i problemi dei cittadini (che l'hanno votata) perchè BADA SOLO AL MANTENIMENTO DELLA PROPRIA POLTRONA. Invece il CIVISMO che parte dalla base con esperienze SOCIO-POLITICHE sui territori COMUNALI e REGIONALI come scuola di crescita per passare poi a livello di Parlamento NAZIONALE ed EUROPEO. I politici non rispondono più ai cittadini che li hanno votati ma SOLO A CHI COMANDA NEI PARTITI che decide il destino di chi deve essere rieletto perchè federe al capo in un CIRCUITO INFERNALE DI SCAMBI DI FAVORI. E questo giustifica anche che la CRIMINALITA' si è potuta inserire CORROMPENDO I VERTICI dai quali ha ottenuto candidature! BISOGANVOLTARE PAGINA IN MODO RADICALE!!!
Dalla cultura parte tutto
di Nunzia Stella Dell'Aere
Vorrei iniziative profonde per la Cultura che permettano maggiore fruibilità, condivisione, coinvolgimento.
Tempi dei processi - Obblighi di presenza e rendicontazione organizzativa dei magistrati ordinari
di Vincenzo Peccheneda
I magistrati ordinari di primo grado non sono soggetti ad alcun obbligo di presenza fisica codificato per legge. La normativa vigente regola esclusivamente l'obbligo di residenza anagrafica nel comune della sede, nulla disponendo riguardo alla presenza quotidiana in ufficio. I magistrati ordinari non hanno alcun orario di lavoro definito per legge. Sul versante della produttività, non esistono termini perentori entro cui il giudice deve concludere un procedimento. I termini per il deposito dei provvedimenti, cosa ben diversa dalla pronuncia su una questione, sono ordinatori e non perentori, e i "carichi esigibili" introdotti nel 2011, pur fissando soglie quantitative di riferimento, sono strumenti deboli, con procedimenti disciplinari conseguenti lenti e raramente incisivi. Questa situazione è storicamente giustificata con il principio dell'indipendenza della magistratura, valore costituzionale essenziale che garantisce al giudice di essere soggetto soltanto alla legge. Tuttavia tale principio riguarda il merito delle decisioni giurisdizionali, non i profili organizzativi, e la sua estensione a questi ultimi non trova giustificazione costituzionale. Le conseguenze pratiche sono rilevanti: arretrato giudiziario strutturale tra i peggiori d'Europa, impossibilità di gestire efficacemente gli uffici, valutazioni professionali parzialmente autoreferenziali e un ambiente in cui la negligenza può prosperare senza conseguenze rapide.
ISEE alloggi per studenti fuorisede.
di Sveva Dalia
Affitti troppo costosi e inadatti rispetto alle esigenze degli studenti fuorisede.
Co-innovazione nel turismo: far nascere startup dai problemi reali degli operatori italiani
di Marco Apuzzo
Le misure pubbliche di supporto alle startup seguono tutte la stessa logica: si raccolgono proposte dal mercato e si finanziano le migliori. Questo approccio è efficiente in settori maturi, ma nel turismo italiano — dove la filiera è frammentata, la propensione all'innovazione è bassa e gli operatori raramente riescono a formulare una domanda tecnologica strutturata — produce un risultato sistematico: soluzioni sviluppate senza una domanda autentica alle spalle, che faticano a trovare i primi clienti paganti. Il problema non è la mancanza di startup, ma la mancanza di un meccanismo istituzionale che traduca i bisogni reali degli operatori (hotel, DMO, operatori culturali, agenzie di viaggio) in opportunità imprenditoriali per le startup. Il risultato è un disallineamento cronico tra offerta tecnologica e domanda di mercato, che riduce l'impatto degli investimenti pubblici nell'innovazione turistica.
INCENTIVAZIONE CULTURA
di Roberto Marino
Diffondere ulteriormente, specialmente tra la gioventù, la passione per la cultura, in generale, e per la letteratura, in particolare. Più si legge, maggiormente si è informati sulla società nel suo complesso e meglio ci si sa comportare con le altre persone. Questo concetto anche per mitigare le situazioni di conflitti, a tutti i livelli: famiglia, scuola, ambienti lavorativi, sport, tempo libero ... Tale pensiero mi viene dal mio pluriennale impegno nella cultura nella zona di Bolzano e dintorni: assessorato alla cultura in un piccolo Comune, volontario presso la Società Dante Alighieri di Bolzano, fondatore e responsabile dell'associazione Lettera 7, volontario nella biblioteca del paese in cui abito insieme alla mia famiglia (Vadena dista una decina di chilometri da Bolzano)...
Scuola Aperta: Un Presidio di Democrazia e Cultura per Giovani e Comunità
di Michele Castaldo
La scuola italiana si trova oggi a un bivio cruciale. L'attuale modello didattico, ancorato a schemi del passato, fatica a rispondere alle esigenze e agli stimoli di una generazione di giovani in continua evoluzione. L'insegnamento tradizionale, spesso percepito come stanco e distante, non riesce più a catturare l'attenzione né a sviluppare appieno il potenziale dei nostri studenti. Ma la scuola non è e non può essere solo un luogo di erogazione di un servizio educativo diurno. Essa deve riscoprire la sua vocazione più profonda: essere un presidio democratico e costituzionale, un faro di cultura e formazione umana integrale per l'intero territorio. Come docente di filosofia e storia, vedo ogni giorno la necessità impellente di superare questa inerzia, trasformando le nostre istituzioni scolastiche in centri vitali, capaci di nutrire non solo la mente, ma anche lo spirito civico e la partecipazione attiva dei futuri cittadini. È tempo di restituire alla scuola il suo ruolo centrale nella costruzione di una società più consapevole e democratica.
L'Italia come Polo Internazionale: Attrazione di Enti e Talenti Globali
di Roberto Scrivano
L'Italia si trova a un bivio cruciale. Non possiamo permetterci di assistere passivamente alla fuga dei nostri migliori talenti nel campo della politica pubblica, sia nazionale che internazionale. Troppo spesso, l'unica prospettiva di carriera seria offerta a questi esperti è quella diplomatica, ignorando un vasto e dinamico settore che altrove prospera. Il numero elevato di italiani che partecipano ai concorsi dell'Unione Europea, come l'AD5, è un campanello d'allarme inequivocabile: i nostri concittadini cercano opportunità stimolanti e contratti equi che il nostro paese, al momento, non riesce a offrire. Questa emorragia di competenze non solo impoverisce il nostro tessuto intellettuale, ma mina anche la capacità dell'Italia di giocare un ruolo da protagonista sulla scena globale. È tempo di invertire la rotta, riconoscendo il valore strategico di questi professionisti e creando le condizioni affinché possano contribuire al progresso del paese dall'interno, non dall'estero. L'Italia deve smettere di ripiegarsi su sé stessa e cogliere l'opportunità di affermarsi come un centro nevralgico del sistema internazionale, un faro per l'innovazione e la mediazione globale.
Welfare
di Gianpietro Colasanti
Intanto da sempre sono sempre stato attento alle persone fragili o dette comunemente ultime. Poi sono diventato genitore di un ragazzo con disabilità , ritardo cognitivo dell'attenzione, la mamma era una persona alcolista e quindi gli ha procurato il danno da feto alcolico. Mio figlio arriva d San Pietroburgo. Da quel momento ho iniziato ad occuparmi della questione disabilità. Sono un volontario faccio parte di una Associazione a Terni . Il mio primo lavoro è Broker Assicurativo e mi sono specializzato principalmente su un prodotto Vita intera la LTC o comunemente chiamata Non Autosufficenza. La disabilità è un problema molto serio da trattare. Esistono mille problemi il primo le famiglie sono state completamente dimenticate vedi i Caregiver persone che hanno dovuto perdere il posto di lavoro per assistere i propri cari, è necessario riconoscere uno stipendio tenendo conto della gravità della persona da assistere e una vera pensione, seecondo punto Un lavoro vero e proprio nel mondo del lavoro per le persone con disabilità. La Persona al centro del progetto di Vita, creare un ventaglio di lavori da proporre alle persone con Disabilità. La disabilità non è solamente colui che ha l'Autismo, Sindrome Down o il ritardo cognitivo ma sono anche le malattie rare , oppure le persone che hanno subito un incidente stradale o altro e all'improvviso diventano disabili. Terzo punto il Dopo di Noi, creare delle strutture protette dove le persone con disabilità vengono gestite nella loro libertà, creaare dei veri cohousing abitativi condominiali. Chiedo che la coalizione di Centro Sinistra preda ad esempio dal Governo attuale e mantenga il Ministero della Disabilità e porti avanti il lavoro dell'attuale Ministro Locatelli. Questa è la mia richiesta e che nel programma politico si parli concretamente del problema della Disabilità
Costituzione e Separazione delle Carriere
di Giuliano Iacino
Proprio all'indomani dell'esito referendario, vorrei studiare soluzioni condivise, superata la contrapposizione politica. Sia per il referendum del 2016, che per quello appena passato, si è più volte detto che talune istanze su cui si andava a confermare o meno la riforma costituzionale fossero condivise. Partendo da ciò sarebbe interessante non lasciarle lettera morte come successo nel 2016, ma invece lavorare su ciò che sarebbe possibile fare con legge ordinaria per migliorare la magistratura.