Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Welfare
di Antonio Sgro
Previdenza complementare contributo aggiuntivo per le pensioni. Welfare aziendale e benefit in natura ( fringe benefit). Modifica privatistica del W tramite assicurazione garantita per copertura pensionistica ed erogazione dei servizi sociali in caso di necessità ed emergenza.
Un metodo per l'Italia: due domande, indicatori chiari, priorità concrete
di Fabio Fedel
La politica italiana manca di un metodo chiaro per valutare le proprie scelte. Il risultato è una produzione continua di provvedimenti senza una bussola condivisa, senza misurare l'impatto reale sulla vita delle persone e sulla competitività del Paese. Il problema si può sintetizzare in due domande fondamentali, a cui ogni scelta politica dovrebbe saper rispondere: 1. Perché una persona dovrebbe desiderare di vivere, lavorare e far crescere i propri figli in Italia — sia venendo dall'estero che restando? 2. Perché un'impresa dovrebbe decidere di investire o di rimanere in Italia? Oggi l'Italia non risponde bene né all'una né all'altra. La natalità è tra le più basse d'Europa. I giovani emigrano. Fare impresa è lento, costoso e incerto. Una parte del Paese lavora e produce; un'altra vive a carico di chi lavora, attraverso sussidi, evasione, inefficienza pubblica e lavoro in nero. Le leggi esistono ma non valgono uguale per tutti. L'immigrazione avviene senza selezione, anziché essere uno strumento a servizio del Paese. E siamo il Paese più bello e ricco di storia del mondo, ma non lo valorizziamo come potremmo e dovremmo. Tutto questo scoraggia chi vorrebbe restare, chi vorrebbe venire per contribuire, e chi vorrebbe investire.
ESTRAZIONE ENERGIA DALLA MONTAGNA
di Silvano Tarabini
ENERGIA DI BASE
Rendere gratuite le rette per le persone non autosufficienti nelle RSA
di Claudio Giulio Rizzato
Includere le prestazioni per la non autosufficienza nel livelli essenziali di assistenza e a carico del servizio sanitario regionale
Italia 2050 – Patto per le Famiglie e il Futuro
di Simone Biffi
L'Italia si trova di fronte a una crisi demografica senza precedenti, con un tasso di natalità in costante declino che minaccia il futuro sociale ed economico del Paese. Avere figli è diventato un lusso per molte famiglie, schiacciate da costi elevati e incertezze economiche e lavorative. Questa situazione non solo mina la serenità delle singole famiglie, ma compromette la sostenibilità del nostro sistema pensionistico, la vitalità del mercato del lavoro e la capacità di innovazione della nazione. È urgente invertire questa rotta, rendendo la scelta di formare una famiglia e avere figli non più un ostacolo, ma una possibilità concreta e sostenibile per tutti. Dobbiamo creare un ambiente in cui le famiglie si sentano supportate e valorizzate, non penalizzate, per garantire un futuro prospero e dinamico all'Italia.
Cloud Nazionale per la PA: Sicurezza e Sovranità dei Dati
di Salvatore Torrisi
La sicurezza dei dati della Pubblica Amministrazione è una questione di primaria importanza che tocca direttamente la vita di ogni cittadino e la stabilità del nostro Paese. Attualmente, la gestione dei dati sensibili e strategici della PA è esposta a rischi significativi di sicurezza e furto. Questa vulnerabilità non solo minaccia la privacy dei cittadini, ma può anche compromettere operazioni essenziali dello Stato e la fiducia nelle istituzioni. Il problema non è solo teorico: attacchi informatici e violazioni di dati sono una realtà sempre più frequente, con conseguenze potenzialmente devastanti. È inaccettabile che informazioni così cruciali siano a rischio, ed è per questo che sento l'urgenza di proporre una soluzione che garantisca la massima protezione e controllo sui nostri dati.
Imparare a litigare per salvare la democrazia
di Nicola Romagnani
La tragedia dell'uccisione di Charlie Kirk in America dimostra quanto sia fragile la democrazia, quando manca la cultura del dialogo: senza strumenti per gestire il dissenso, le parole si trasformano in violenza. E c'è un punto ancora più urgente: educare i maschi del futuro. Perché se imparano da giovani a gestire rabbia e frustrazione nel confronto civile, sarà meno probabile che da adulti le scarichino sulle donne che dicono di amare.
Riforma della Politica Estera Europea per Pace e Democrazia
di Alessandro Pezzotta
La situazione politica internazionale è allarmante e richiede un'azione decisa e coerente. Sono profondamente preoccupato per la sovranità dell'Ucraina, per la convivenza pacifica tra Israele e il popolo palestinese in Medio Oriente, e per la transizione democratica in Iran. Le attuali dinamiche globali, spesso caratterizzate da approcci unilaterali e aggressivi, dimostrano l'inefficacia di una politica estera frammentata. L'assenza di una leadership forte e unificata a livello europeo ci rende vulnerabili e incapaci di incidere significativamente su crisi che minacciano la stabilità mondiale. La mia preoccupazione nasce dalla consapevolezza che senza una politica estera europea robusta e coesa, i nostri valori di pace e democrazia rimangono mere aspirazioni, mentre le ambiguità e le divisioni interne, sia a livello nazionale che europeo, indeboliscono ulteriormente la nostra capacità di agire. È imperativo superare le attuali inefficienze per costruire un futuro più sicuro e giusto.
Prima e meglio: riforma percorsi universitari per anticipare e migliorare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro
di Valentina Vidotto
Oggi si osservano due trend divergenti ma profondamente interconnessi nel rapporto tra giovani, università e mercato del lavoro in Italia. Il primo riguarda l’allungamento progressivo dei percorsi educativi. I giovani italiani prolungano sempre più la permanenza nel sistema universitario: il Master di II livello sta diventando il naturale proseguimento dopo laurea triennale e laurea magistrale. Raramente si registra un’interruzione degli studi finalizzata all’acquisizione di esperienza pratica nel mondo del lavoro. Questo fenomeno può essere spiegato da due dinamiche principali. Da un lato, un comportamento di hedging educativo: l’accumulo di titoli rappresenta una strategia di differenziazione individuale in un mercato del lavoro percepito come altamente competitivo e incerto. Dall’altro lato, emerge una carenza di competenze immediatamente spendibili nel mondo professionale, che induce i giovani a posticipare l’ingresso lavorativo attraverso ulteriore formazione. Il secondo trend riguarda invece la domanda di lavoro. Le imprese assumono sempre meno candidati “giovanissimi” privi di esperienza lavorativa e sempre meno laureati in possesso della sola laurea triennale. L’avvento dell’intelligenza artificiale ha accelerato un processo già presente nel contesto italiano: la progressiva scomparsa delle posizioni entry-level. Le offerte di lavoro junior sono sempre più limitate e, in assenza di differenziali salariali significativi tra laurea triennale e magistrale, a parità di salario l’impresa seleziona naturalmente il candidato con maggiore formazione formale. Questi due trend si alimentano a vicenda e peggiorano in un contesto di transizione digitale ed AI: Poche offerte lavorative junior → Gli studenti allungano i loro percorsi accademici → Le aziende alzano i requisiti di entrata Diagnosi ed esito macroeconomico: Ritardo nell’ingresso lavorativo (ingresso nel lavoro tra i più tardivi OCSE) Bassa produttività giovanile Over-education + under-skilling Ridotta mobilità sociale Ritardo nell' accumulazione di ricchezza Compressione della natalità.
Educazione Cultura Conoscenza
di Laura Arcangeli
Il tema è quello di Cultura Educazione Conoscenza da sempre caro ad Italia Viva. Sono convinta che questo sia il "tema dei temi" nel senso che da questo scaturisce il vero sviluppo del paese. So che si tratta di seminare oggi e raccogliere tra almeno 20 anni ma occorre cominciare. La scuola italiana non è più (se mai lo è stata, viste le condizioni della mia generazione - boomer) uno strumento davvero formativo...lo dico da madre, madre di insegnante, sorella di insegnante...
Sportello Unico Digitale per le Famiglie (SUDF)
di Giuseppe Servidio
Ridurre drasticamente il tempo che cittadini e famiglie perdono dietro a burocrazia, certificati, moduli, code, portali diversi e procedure ridondanti. L’obiettivo è liberare tempo di vita, ridurre stress e aumentare fiducia nelle istituzioni.
Educazione e Cittadinanza Attiva per la Cura del Verde
di Ambrogio Tattolo
Il verde urbano è il polmone delle nostre città, un elemento cruciale per la qualità della vita, la salute pubblica e la resilienza ambientale. Tuttavia, assistiamo troppo spesso a una scarsa cura e valorizzazione di questi spazi vitali, sia pubblici che privati. La radice del problema risiede spesso in una mancanza di consapevolezza e di competenze specifiche tra i cittadini. Molti non sanno come prendersi cura delle piante, comprendere la biodiversità o riconoscere l'importanza ecologica di un albero o di un'aiuola. Questa lacuna non solo porta al degrado estetico, ma compromette anche i benefici ambientali che il verde dovrebbe offrire, dalla purificazione dell'aria alla mitigazione del calore urbano. È fondamentale risvegliare un senso di responsabilità civica e un amore per la natura che parta dalla conoscenza. Solo così potremo trasformare i nostri spazi verdi da semplici elementi decorativi a ecosistemi urbani fiorenti, curati e apprezzati da tutti. La cura del verde non è solo un compito tecnico, ma un atto di cittadinanza attiva che migliora il benessere collettivo e il futuro del nostro ambiente.