Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Fisco e liste d'attesa
di Maria Magni
Lavoro, salute
Lavoro per i Giovani
di Giovanna Impagliatelli
Vorrei affrontare il problema per non far andare via i ragazzi dalla propria città per poter trovare un posto di lavoro
Pagare meno, pagare tutti: un fisco digitale contro l’evasione
di Aldo Barale
L’Italia ha compiuto progressi nella lotta all’evasione, ma il problema resta concentrato soprattutto dove il reddito è più difficile da osservare. Secondo le stime ufficiali richiamate dalla Banca d’Italia, il tax gap fiscale e contributivo supera gli 82 miliardi di euro; la sola evasione fiscale vale circa 72 miliardi. Il dato più rilevante riguarda l’IRPEF da lavoro autonomo e impresa: circa 29,6 miliardi di euro, con una propensione al gap stimata al 66,8%. Non servono nuovi adempimenti generalizzati né una rincorsa continua a condoni e controlli indiscriminati. Serve un nuovo patto fiscale: più semplicità per chi rispetta le regole, maggiore tracciabilità dove il rischio di evasione è più elevato e uso intelligente della tecnologia per concentrare i controlli sui comportamenti anomali.
Socialismo reale: centri di aggregazione di comunita per giovani e per anziani.
di Paolo Calcinotto
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Piano per il ricambio generazionale e la parità di genere nel mercato del lavoro
di EDOARDO SIRCHIA
Il mercato del lavoro italiano soffre di un cronico blocco del ricambio generazionale, che impedisce ai giovani di accedere a posizioni stabili e qualificate. Parallelamente, persiste un divario di genere inaccettabile, specialmente nei ruoli apicali, che penalizza le donne nonostante l'elevata scolarizzazione. Questa situazione crea un sistema stagnante dove l'esperienza non viene trasmessa e le nuove energie restano ai margini. È necessario intervenire per sbloccare le posizioni occupate da chi ha già maturato i requisiti pensionistici, garantendo al contempo un percorso di carriera certo per le giovani generazioni.
Formazione pratica oltre didattica.
di Giuseppe Apicella
Abilità sociale: capacità di relazionarsi , collaborare e credere in sé stessi. Quindi educazione alla relazione, senso civico, autostima. Non insegnare solo i saperi!
Solidarietà generazionale
di Paolo Zebelloni
La povertà educativa è ormai sotto gli occhi di tutti: i ragazzi escono dai cicli formativi sempre più poveri e sempre meno adatti al mondo del lavoro. Esiste anche il tema dell'abbandono scolastico, una piaga sociale, che produce un impoverimento della società e rischi altissimi per i ragazzi che presto diventeranno giovani adulti con pochissime prospettive.
Patto Nazionale per l'Integrazione Sicura: Tracciabilità, Lavoro e Certezza della Pena
di Giorgia Turba
Il sistema di gestione dei flussi migratori in Italia soffre oggi di gravi falle strutturali che alimentano l'in sicurezza e la marginalizzazione sociale. Da un lato, il deficit di sicurezza preventiva e l'assenza di verifiche tempestive sui precedenti penali nei Paesi d'origine impediscono di intercettare soggetti pericolosi prima del loro arrivo. A questo si aggiunge la pratica dolosa dell'occultamento o della distruzione dei documenti d'identità, una mossa sistematica che paralizza i meccanismi di espulsione e congestiona gli uffici giudiziari. Dall'altro lato, i migranti regolari subiscono spesso una pericolosa marginalizzazione sociale a causa della mancanza di percorsi obbligatori di alfabetizzazione e orientamento civico, che li espone allo sfruttamento lavorativo e alla criminalità. Infine, l'inefficacia sanzionatoria dei decreti di allontanamento non eseguiti genera un clima di totale impunità, minando la fiducia dei cittadini nella certezza della pena. La sicurezza delle nostre comunità e la dignità del lavoro non possono convivere con l'anarchia amministrativa.
Scuole aperte come presidi sociali nelle periferie
di Enzo Luongo
Nelle periferie urbane e nei contesti di maggiore fragilità, la scuola non può limitarsi a essere un luogo di sola istruzione. Le disparità economiche e sociali che colpiscono le famiglie richiedono un intervento più profondo, capace di trasformare l'istituto in un vero presidio sociale. È fondamentale contrastare la dispersione scolastica e l'indigenza offrendo supporto psicologico, attività extra-curricolari e un coinvolgimento costante del territorio, garantendo che ogni studente trovi un punto di riferimento solido e accogliente.
Potenziamento delle competenze psico-pedagogiche dei docenti per una scuola relazionale
di claudio avanzini
Gli insegnanti si trovano oggi in prima linea nel gestire le fragilità emotive e i conflitti sociali degli studenti, spesso privi di strumenti pedagogici adeguati per affrontare le sfide della modernità. La scuola rischia di ridursi a una mera trasmissione di nozioni, perdendo la sua funzione essenziale di palestra di vita sociale, rispetto e accoglienza. La crescente dipendenza dal digitale e dall'intelligenza artificiale sta erodendo la qualità delle relazioni umane, rendendo necessario un intervento che riporti l'adulto a essere un mentore consapevole. È fondamentale che il corpo docente sia messo in condizione di contrastare l'isolamento tecnologico, promuovendo un ritorno all'autenticità del rapporto umano attraverso l'esempio e la presenza.
Riforma Piano Scuola Estate
di Paola Simoni
Il Piano Scuola Statale Estate non deve essere visto come emergenza ma va dotato di risorse adeguate. Ci sono diversi motivi a favore del prolungamento del calendario scolastico nei mesi di giugno e luglio: - i centri estivi privati hanno raggiunto una tariffa media nazionale di 179 euro a settimana per figlio, di conseguenza, le famiglie che non possono sostenere tale spesa non hanno alternative e sono costrette a lasciare i ragazzi in un isolamento domestico o esposti ai rischi della strada. La proposta garantisce un supporto concreto ai genitori che lavorano, attraverso un’offerta educativa a costo zero che va a contrastare l’isolamento estivo e favorire la socialità - Sotto il profilo educativo, la progettazione didattica si riconfigura con un approccio che stimola il ragionamento ed il pensiero strategico attraverso giochi di logica, le esperienze con i laboratori, l’approfondimento sui temi piu’ attuali quali ad esempio il climate change e la transizione ecologica -C’è una urgenza imposta dall’emergenza climatica che crea una disparità tra gli alunni piu’ poveri che non hanno possibilità di andare in luoghi più freschi, fare corsi di lingue, visitare città d’arte o intraprendere itinerari culturali e naturali in estate e che invece si trovano esposti a rischio salute in aree sempre più calde
Riformiamo il Calcio italiano: azionariato popolare e proprietà degli stadi
di Livio Battaglia
Il calcio italiano vive una crisi strutturale profonda, ancorato a un modello di gestione arcaico basato sulla figura del presidente-proprietario che decide in totale autonomia. Pensiamo a Lazio, Torino ad esempio. Piazze storiche in cui i tifosi hanno abbandonato la propria squadra del cuore. Parallelamente, l'assenza di infrastrutture di proprietà rende le società fragili e incapaci di generare ricavi costanti, costringendole a dipendere da impianti comunali spesso fatiscenti e sottoutilizzati. È un paradosso che colpisce l'intero movimento, impedendo al calcio nazionale di competere con gli standard europei e privando i club di una stabilità patrimoniale indispensabile per la sopravvivenza nel lungo periodo. I tre Mondiali consecutivi mancati e la nuova (vecchia) gestione della FIGC non lasciano grandi speranze al cambiamento. Una riforma del Calcio italiano è necessaria e anche la politica dovrebbe farne parte: il Calcio, purtroppo solo in Italia, non è un vero importante settore dell'economia ma ancora un semplice "sport" grazie alla governance disastrosa della Federazione e delle Leghe degli ultimi 15 anni.