Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Welfare

Il Welfare che non va - Prevenzione delle prestazioni previdenziali ed assistenziali indebite, legate al reddito

di Luciano Busacca

1. Premessa Il welfare italiano è schiacciato da tre fattori: meno nascite, più anni di vita, e basso tasso di occupazione, soprattutto di giovani e donne. Con 1,42 lavoratori per ogni pensione, non possiamo permetterci sprechi di risorse. Eppure ogni anno oltre 7 milioni di persone – titolari di pensioni integrate al minimo, maggiorazioni sociali, quattordicesima, assegni sociali, invalidità civile (tutte prestazioni legate al reddito)– entrano in un meccanismo di verifica che produce sistematicamente indebiti. Nel 2024, l’INPS ha accertato oltre 2,4 miliardi di euro di indebiti. Di questi, oltre 800 milioni (un terzo) nascono da errori o ritardi nella verifica reddituale. In Abruzzo, caso studio, il 33,6% degli indebiti è dichiaratamente reddituale, ma un altro 46% è classificato con causale generica: è probabile, dunque, che la quota reale di indebiti connessi al reddito sia molto più alta. 2. Le criticità di partenza (non sono errori umani, sono difetti di disegno) • Il documento individua due nodi strutturali: 2.1 Disomogeneità delle regole Sette prestazioni diverse usano cinque tipologie diverse di “reddito rilevante” che fanno riferimento ai redditi di componenti diversi del nucleo familiare (titolare, coniuge, o altri componenti del nucleo familiar). Esempio concreto: • I redditi a tassazione separata (arretrati, buonuscite) contano per le maggiorazioni sociali (L.544/88 e L.388/00), ma non contano per l’integrazione al minimo né per la quattordicesima; • Il reddito della prima casa o i gettoni di presenza sono irrilevanti sul piano economico, ma per certe prestazioni sono comunque rilevanti; • Interessi bancari, pensioni estere, rendite non compaiono nel 730: l’INPS non può prenderli dal Fisco. Risultato: il cittadino deve fare due dichiarazioni parallele – quella fiscale e il modello RED all’INPS – con linguaggi diversi. L’Istituto, a sua volta, deve ricostruire redditi che non ha, con istruttorie costose e lente. 2.2 Disallineamento temporale Oggi la prestazione viene liquidata con riferimento alla data della domanda sulla base del reddito dell’anno in corso, “dichiarato in via presuntiva”. Il dato vero arriva dall’Agenzia delle Entrate solo 18-24 mesi dopo, e la verifica INPS si chiude spesso a 3-5 anni di distanza (la campagna RED 2021, per esempio, è stata definita nel 2025).

integrazione al minimoassegno socialeinvalidità civile
Punteggio 13Commenta
6 mesi fa

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